Mag 16 2008

Quando il vuoto fa paura…

Pubblicato da Manuel alle 14:36 in Arrampicata

Mai guardare giù…

È la prima regola. Guarda la roccia, le mani; concentrati sull’appiglio, sul prossimo…

Cerca di sentire i piedi, su cosa si appoggiano, su quanto si appoggiano…

Studia il prossimo passo, il prossimo movimento, il prossimo metro…

Ma giù no, non guardare.Piuttosto la cima, o il cielo.

Estendi il tuo corpo.

Dentro quella sporgenza che hai pinzato con le dita, che ti morde i polpastrelli;

in quella fessura che sembrava così insignificante vista da giù, dentro cui sembrava impossibile infilarci la mano;

su quell’impercettibile anomalia della parete su cui ora _incredibile!_il tuo piede carica tutto il peso.

Sentine la consistenza, l’affidabilità: magari c’è di meglio;magari si può migliorare…

E allora gioca col baricentro, cerca un nuovo equilibrio, o per lo meno rendilo più stabile.

È tutto lì il segreto. È facile; è impossibile. È stupendo; è tremendo.

Quel che conta è che riesci a muoverti, a uscirne, a continuare.

E quando ci riesci, la paura diviene buon senso, la fretta diviene agilità…

La cima diviene meta raggiunta, il vuoto diviene panorama mozzafiato.

La fatica diviene stupore: eri tu quello appeso in quel punto tanto angusto della parete?

Sì…

3 Commenti a “Quando il vuoto fa paura…”

  1. valerio il 17 Mag 2008 alle 00:18

    Concordo con la prima regola: mai guardare giù.
    … o meglio mai guardare giù prima di essere arrivato in sosta !

    Poi, quando si ha una bella longe che ci assicura alla parete, è bellissimo finalmente, inspiare, riempire i polmoni di aria fresca, rilassarsi e finalmente estendere lo sguardo e godersi il panorama.

    Mi sono piaciute le ultime due vie fatte con Manuel e Marco (Schiavi della Pietra, Lumaca di vetro) perchè ci sono delle soste aeree, panoramiche e ben esposte, dove è possibile osservare la Valsassina.

    Certo Manuel, che hai proprio una bella concentrazione quando arrampichi per ricordarti tutti questi particolari :-)
    Personalmente i ricordi più nitidi delle mi scalate sono quelle di uno “strano tremolio alle gambe”, ma di giochi con il baricentro, pinzate alla roccia e cose del genere proprio non me ne ricordo .. Naturalmente scherziamo ;-)

  2. Marco il 19 Mag 2008 alle 11:32

    Bella Manuel, anche poeta adesso….
    con tutta questa pioggia stiamo perdendo il ritmo…..era più bello in inverno….

    uesta Grignetta si fa desiderare.
    ciao a tutti

  3. manuel il 19 Mag 2008 alle 12:41

    Sono sensazioni provate per lo più le prime volte, al corso… Forse allora ero +…”emotivo”, pensavo meno a come avanzavo. In ogni caso certe sensazioni si rinnovano ogni volta ed è bello sentirle, soprattutto quelle positive di quando avanzi bene, di quando arrivi alla sospirata sosta (o cima)… Grazie per i commenti; mi associo alla disapprovazione di Marco: ’sta pioggia ci fa perdere occasioni di arrampicare, che palle….

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