Mag 16 2008
Quando il vuoto fa paura…
Mai guardare giù…
È la prima regola. Guarda la roccia, le mani; concentrati sull’appiglio, sul prossimo…
Cerca di sentire i piedi, su cosa si appoggiano, su quanto si appoggiano…
Studia il prossimo passo, il prossimo movimento, il prossimo metro…
Ma giù no, non guardare.Piuttosto la cima, o il cielo.
Estendi il tuo corpo.
Dentro quella sporgenza che hai pinzato con le dita, che ti morde i polpastrelli;
in quella fessura che sembrava così insignificante vista da giù, dentro cui sembrava impossibile infilarci la mano;
su quell’impercettibile anomalia della parete su cui ora _incredibile!_il tuo piede carica tutto il peso.
Sentine la consistenza, l’affidabilità: magari c’è di meglio;magari si può migliorare…
E allora gioca col baricentro, cerca un nuovo equilibrio, o per lo meno rendilo più stabile.
È tutto lì il segreto. È facile; è impossibile. È stupendo; è tremendo.
Quel che conta è che riesci a muoverti, a uscirne, a continuare.
E quando ci riesci, la paura diviene buon senso, la fretta diviene agilità…
La cima diviene meta raggiunta, il vuoto diviene panorama mozzafiato.
La fatica diviene stupore: eri tu quello appeso in quel punto tanto angusto della parete?
Sì…
3 Commenti a “Quando il vuoto fa paura…”
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Concordo con la prima regola: mai guardare giù.
… o meglio mai guardare giù prima di essere arrivato in sosta !
Poi, quando si ha una bella longe che ci assicura alla parete, è bellissimo finalmente, inspiare, riempire i polmoni di aria fresca, rilassarsi e finalmente estendere lo sguardo e godersi il panorama.
Mi sono piaciute le ultime due vie fatte con Manuel e Marco (Schiavi della Pietra, Lumaca di vetro) perchè ci sono delle soste aeree, panoramiche e ben esposte, dove è possibile osservare la Valsassina.
Certo Manuel, che hai proprio una bella concentrazione quando arrampichi per ricordarti tutti questi particolari

Personalmente i ricordi più nitidi delle mi scalate sono quelle di uno “strano tremolio alle gambe”, ma di giochi con il baricentro, pinzate alla roccia e cose del genere proprio non me ne ricordo .. Naturalmente scherziamo
Bella Manuel, anche poeta adesso….
con tutta questa pioggia stiamo perdendo il ritmo…..era più bello in inverno….
uesta Grignetta si fa desiderare.
ciao a tutti
Sono sensazioni provate per lo più le prime volte, al corso… Forse allora ero +…”emotivo”, pensavo meno a come avanzavo. In ogni caso certe sensazioni si rinnovano ogni volta ed è bello sentirle, soprattutto quelle positive di quando avanzi bene, di quando arrivi alla sospirata sosta (o cima)… Grazie per i commenti; mi associo alla disapprovazione di Marco: ’sta pioggia ci fa perdere occasioni di arrampicare, che palle….