Giu 30 2008
Seranata a …. Vallepiana
La giornata sembra partire male. Intorno è nuvolo e ancor di più verso le Grigne.
Alla rotonda di Turate mi raccolgono Valerio e Marco.
Manca Alessandra che è reduce da alcuni giorni non in perfette condizioni: peccato perchè il suo “lato B2” è sempre in perfette condizioni.
Siamo indecisi sul da farsi: Valerio propone una meta alternativa, Quarona, se proprio il tempo dovesse peggiorare.
A Bione appuntamento con Graziano, istruttore del CAI Canzo-Asso.
La sua sicurezza sulla tenuta del tempo ci convince a proseguire, almeno fino al rifugio.
Lasciamo l’auto poco oltre il parcheggio dei Piani Resinelli e prendiamo il comodo sentiero delle Foppe per il Rosalba. Evitiamo quello dei Morti perchè più ripido e diretto e per il sinistro richiamo.
Il tempo tiene, fa decisamente caldo. Salendo il panorama si fa via via più interessante. La Grigna offre sempre prospettive singolari per quanto la si frequenti.
Al Rosalba c’è il sole. Dopo una breve sosta ci spostiamo alla base della via di arrampicata, posta a fianco del colletto che si raggiunge dal Rifugio. Il nostro obiettivo è lo “Spigolo di Vallepiana”.
Il primo tiro di 3° lo facciamo in conserva. Due le cordate. A me tocca il privilegio di avere come primo di cordata Graziano. L’altra vede Valerio come primo e Marco che lo assicura.
Partiamo.
E’ bello vedere salire Graziano. Eleganza ed esperienza. Movimenti sicuri, spostamenti misurati. Sarebbe bello raggiungere, almeno su queste difficoltà , lo stesso grado di sicurezza. Cosa che riesce a Valerio che mi segue dappresso, assicurato da Marco.
La parete è esposta a Ovest. Il sole, a tratti coperto dalle nubi, non è mai diretto e questo ci grazia dalla calura e attenua la fatica.
Ma le coperture del cielo non ci impediscono, durante le pause sulle soste, di ammirare il paesaggio con le vicine guglie sui verdi prati, ancora di un bel verde pre-estivo. E con i lontani laghi di Annone o il Monte Barro. E ancora il Moregallo e i Corni. Vien proprio voglia di esclamare, come il Manzoni, come è bello il cielo di Lombardia, quand’è bello.
Si prosegue sul tratto più difficile. Cavolo, lo è davvero. E non sapendo , leggendo la relazione, se è proprio quello, perchè il primo tiro lo abbiamo saltato, ci preoccupa un pò quello che potrebbe arrivare dopo.
Graziano però sale con la solita maestria. Per lui abituato al 6° e più, oggi si fa ricreazione!
Mi tocca rallentarlo quando è il mio turno. Non di troppo perchè alle 12 e 30 siamo in vetta.
L’ultimo tratto è in cresta con facili passaggi di 3° o di 2°.
Una piramide metallica ci aspetta, chissà da quanto tempo: è un pò arrugginita.
Bella via, varia e panoramica, non troppo frequentata.
L’umidità di valle si è condensata in nube e restiamo avvolti dalla nuvola. Quindi al fresco, che fortuna!
Si scende per sentiero. Quando questo piega verso il basso, incontriamo un gruppo di Caravaggio che scende in doppia. A me piace calarmi: in doppia non in altro modo. I bergamaschi accettano amichevolmente e parto. Ma sul più bello, quando la roccia non presenta più spuntoni da evitare e scende liscia e verticale, il prusik stringe tanto da bloccarsi. Niente da fare. Dopo vari tentativi di risalire la roccia per allentarlo, mi decido ad attaccarmi alla corda e tirarmi su. Alla cengia slego il prusik e lo riannodo con meno giri. Finalmente scorre con facilità per mia felicità di calata. Ma sarà passato un quarto d’ora che sono appeso.
Graziano lo ritroviamo al colletto dove avevamo lasciato zaini ed indumenti. Dopo essersi liberato della attrezzatura come noi, sgranocchia un appetitoso panino. Noi altri scendiamo al Rosalba. Da lì, ancora per le Foppe, alla macchina.
Sosta meritata ai Piani Resinelli per una fresca birra o un gelato e un pezzo di pizza. Graziano ci racconta le sue avventure passate, piacevoli ma anche tristi. L’ultima, bella, non è di molto tempo fa. Ha aperto una nuova via sul Moregallo proprio sopra la cava che tocca il lago.
Si torna al parcheggio di Bione dove lasciamo Graziano. Poi superstrada senza traffico eccessivo.
Il tempo ha tenuto, anzi ci ha aiutato. Non abbiamo preso acqua ma non abbiamo neanche sofferto il torrido picchiare del sole pieno.
Chissà se ritroveremo i bergamaschi della corda doppia domenica prossima? Anche loro saranno dalle parti del Castore e Polluce. Le montagne avvicinano. E permettono di divertirsi in compagnia, godendo di visioni naturali multiformi, sempre affascinanti, anche se “dietro casa”. Lasciandosi trasportare in avventure sempre nuove anche quando familiari. Come da un fresco pezzo di jazz: Serenata a Vallechiara, perchè no?
Grazie Graziano. E a Valerio e Marco.
Alla prossima.