Giu 08 2008
San Calimero, Rifugio Riva
Continua il maltempo nonostante l’apotropaica iniziativa di portarci tutta l’attrezzatura di arrampicata. Mi segue per questa giornata col gruppo del “Campo Base”, Alessandra, mia compagna da anni di avventure montanare.
A Turate, dove abito e dove lei ha lasciato l’auto, troviamo Valerio che ci carica in auto. Piove quando raggiungiamo il Bar Balisio in Valsassina. E pioverà quasi sempre per tutta la giornata.
Al Bar troviamo Lucia e Pietro, i gestori del Campo Base e guide spirituali del gruppo.
Decidiamo di raggiungere il Rifugio Riva sotto il Resegone e per i più convinti, la cappelletta di San Calimero dal tetto aguzzo molto caratteristico.
La pioggia ci dà una tregua solo nei pressi di San Calimero, dove troviamo un gruppo di altri irriducibili camminatori come noi. Ci conforta un pallido sole che illumina a tratti anche la valle verso il Pialeral e più in basso Pasturo e Barzio. Spuntino multietnico con le offelle offerte dagli amici occasionali, i biscotti azzimi di Alex e un nostrano panino alla bresaola di Valerio.
Rientriamo al Rif. Riva nuovamente sotto la pioggia e sopra una fanghiglia spesso insidiosa e sempre sdrucciolevole. Lì ritroviamo Pietro e Lucia che erano saliti direttamente, Noemi e Gigi che pranzano. Con Alex decidiamo di assaggiare la leccornia locale, i “misultin”. Sono pesci di lago fatti essicare e speziati, come le aringhe. Ottimi insieme alla polenta.
Scendendo il cielo è meno bagnato. Un sole debolissimo ci riscalda e riscalda la roccia. Arriviamo alle auto con la convinzione che potremmo riuscire ad arrampicare. Velocemente raggiungiamo la “Casa delle Guide” di Introbio. Ci prepariamo in tutta fretta. Valerio e Pietro riescono a preparare due monotiri. Arrampico quindi io con Alex che mi fa assicurazione. Ci scambiamo i ruoli ma quando Alex è quasi alla catena ricomincia a piovere: avrà tirato la catena con troppa forza? La discesa la fa sotto un’acqua ormai insistente. Ma abbiamo arrampicato, cavolo!
Si rientra al campo base dove possiamo rilassarci grazie alla ospitalità di Lucia e Pietro. Prepariamo la tavolata per la cena in attesa degli altri amici. Alle sei e mezza ci siamo tutti.
Lucia e Pietro, Valerio con Paola che era rientrato a prendere a Lainate, Alessandra, Noemi, Gigi, Elisabetta e Antonio. Poi ci sono Claudio e Sabrina, Dario il gestore del Pialeral e Floriano che mostrerà le sue diapositive.
La cena è come sempre ottima ed abbondante. Il ragù di Pietro e la torta di Valerio sono le due novità. Buone entrambe. Come il resto a cui siamo abituati. Anche le bevande non sono da meno, tra cui il vino di Alex.
La serata si è chiusa magnificamente con la proiezione di immagini dell’Himalaya da parte di Floriano. Diapositive, ancora diapositive, per fortuna. Non scatti digitali ma ancora impressioni su pellicola. Che aggiungono un tocco di poesia in più ad immagini suggestive. Grafismi d’alta quota. Luoghi lontani sembrano allora appartenerti. Genti lontane ti appaiono subito amichevoli ed ospitali. Immagini che non hanno bisogno di commenti per raggiungere l’anima. Le parole di Floriano dettagliano sensazioni subito avvertite al primo sguardo.
Si conclude così degnamente una giornata che si poteva considerare persa, ricca invece di amicizia e incanto.
In barba al cielo nuvoloso e alle difficoltà del vivere che per un pò di ore siamo riusciti a vincere e mettere da parte.
Namastè