Archivi per Settembre, 2008

Set 24 2008

Grignetta pilone centrale via zucchi fotoreport.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Bel sabato pomeriggio in compagnia di valerio giulio vera e manuel. Appuntamento ai piani resinelli alle 7.30 e con un paio di ore di camminata si arriva all’attacco della via. Le cordate sono valerio - marco e vera - giulio - manuel.

L1- partenza atletica IV+ poi mano a mano più facile, un paio di spit in via.

L2- tiro chiave con passaggino difficile sotto il tetto da aggirare sulla sx IV+

L3 - L4 - L5 facili tiri di IV valerio sbadiglia

L6- Partenza in delicata placca superare con buco nascosto e via via più facile IV

in uscita concatenazione con la cresta segantini poi si scende per sentiero di corsa perchè la moglie di valerio ha detto che se non tornava per le 16 faceva lorena bobbit.

Ciao alla prossima.

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Set 19 2008

Capanna Margherita 2/3 agosto 2008 Fotoreport.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Nuova avventura, siamo io, davide, marco e federico tutti amici conosciuti in un forum.

Partiamo da Milano io e Davide e arriviamo al parcheggio della funivia per il gabiet incontriamo marco e federico paghiamo 25 euro a testa per la corsa e partiamo.

Dall’arrivo della funivia al rifugio mantova posto a 3400 metri camminiamo per un’oretta.

Ottima cena e dormita. Al mattino alle 5,30 partiamo e alle 9,15 siamo alla capanna margherita con molta fatica da parte mia soprattutto nell’ultimo tratto, la quota l’ho sentita parecchio.

Dopo un rigenerante thè caldo scendiamo per le 15 siamo alla funivia e ritorniamo a casa dopo una meritata birretta.

Tempo stupendo e vista eccezionale, certi ricordi non verranno mai cancellati ma per non correre il rischio abbiamo fatto delle bellissime foto. Ciao alla prossima.

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Set 18 2008

Weissmies, Vallese

Pubblicato da Vincenzo in Alpinismo

Due anni senza un contatto. Poi una telefonata. < Ti va di fare qualcosa nel Vallese? >
< Certo > Rispondo io.
< Allora fatti trovare a Saas Grund. Sono nel campeggio di fronte alla funivia, ti aspetto fino alle ore 10:00, attrezzatura solita per l’alta montagna. Ciao. >
< Va bene, ciao.>

Il primo sabato di ferie trascorso allora a preparare auto e bagagli per il viaggio–vacanza in giro per l’Europa, quest’anno praticamente attorno ai Pirenei. Attento anche a non dimenticare anche ramponi e piccozza, originariamente non previsti perché non indispensabili per girare sui Pirenei o crogiolarsi al sole delle calde spiagge spagnole.

Domenica mattina. Non è ancora alba, ma parto. Non ho dormito quasi per niente tra cose ancora da preparare e da non dimenticare e invece vecchi ricordi che tornano alla mente. Il viaggio di due anni fa in Germania a Pforzeim dove Christian si è trasferito con la famiglia. La moglie Karina e le sue artistiche ceramiche: avrà trovato come proporle al pubblico?
E Marina, la loro figlia, si sarà ormai ambientata con una nuova lingua e un nuovo Paese?

Decido di seguire la Val Leventina anzichè passare per Domodossola e la frontiera di Iselle. Due anni fa ero stato fermato da un traffico micidiale poco dopo la frontiera. Per non ripetere quella esperienza preferisco prendere l’autostrada a Chiasso. Ma niente da fare: c’è lo stesso traffico tra chi torna e chi parte, sempre in direzione nord.
Non mi resta che uscire per la Val Bedretto, così diversa adesso da come la conosco in inverno durante la stagione di sci di fondo, col bianco che la ricopre.
E via per il Passo della Novena. Il paesaggio è notevole e rende sopportabile saliscendi e tornanti. Ma la strada tortuosa mi rallenta e il tempo passa. Alle 10 e mezza sono ancora a Visp e mi inoltro nelle valli che vanno verso sud.
Sono al campeggio di Saas Grund alle 10:58. In marcato ritardo, ma le ore “dieci” non sono ancora finite, e io dovevo arrivare “entro le dieci”.
La cosa mi ricorda l’episodio di Giulio Cesare e l’indovino. Questi pronosticò la morte di Cesare per le Idi di marzo. Arrivate le Idi, Cesare si presentò dall’indovino mostrandogli d’essere in piena salute.
E l’indovino rispose: <Attento che non sono ancora finite!>. Christian che insegna latino lo ricorderà senz’altro.

Un forte abbraccio di saluto:due anni sembrano non essere quasi passati. Moglie e figlia stanno bene. Karina ha realizzato il suo studio di ceramica in casa e tiene qualche corso per ceramisti dilettanti. Marina si è perfettamente integrata, forte della sua giovinezza. Ora conosce tre lingue (il tedesco del papà, il bulgaro della mamma e l’italiano del Paese dove è nata, che “cocktail”!) studia e suona il piano con disinvoltura.
Mangiamo quello che ci siamo portati: rustico pranzo sui prati del campeggio. Poi ci trasferiamo con un’auto alla vicina Saas Almagell: l’altra servirà domani per andare a riprenderla.

Da qui ci incamminiamo verso il rifugio Almagellerhutte secondo un itinerario alternativo a quello che prevede la risalita con la funivia. L’iniziale percorso “avventura” ci regala un po’ di emozione con i suoi ondeggianti ponti nepalesi. Il paesaggio è notevole. Siamo nel Vallese con i suoi spettacolari quattromila.
Anche il sentiero per il rifugio è particolare: studiato molto bene. La livelletta costante consente sempre di tenere un passo regolare migliorando il rendimento e diminuendo lo sforzo.
Al rifugio troviamo facilmente posto: il pernottamento cade tra domenica e lunedì. Serata calda e luminosa. Poi una buona cena, cosa rara in svizzera dove troppo spesso si trovano zuppe e intrugli poco appetibili.
Qui incontriamo due alpinisti di Sesto Calende: lavorano alla Aermacchi. Finmeccanica anche loro e stessa “meccanica” di trattamento tra privilegi per qualcuno e diritti negati per altri. Ma chiudiamo presto i discorsi sul lavoro che siamo in uno dei posti più belli della Terra e si passa alle imprese che si possono fare nei dintorni ad alta quota. La meteo resta clemente anche se oggi, domenica, ci sono state condizioni migliori di quelle che si prevedono per l’indomani. La notte fresca promette comunque un po’ di bel tempo per l’indomani.

E’ quasi alba quando ci prepariamo. Incominciamo a salire che le frontali non servono già più. Peso inutile, come altra “ferraglia” che la cautela mi ha spinto a portarmi dietro. E che adesso vorrei lasciare al rifugio. Impossibile: faremo una bella traversata senza tornare al rifugio dove abbiamo pernottato. Un gran bel giro ma anche una bella fatica.
Procediamo su pietrame poi roccette in direzione della cresta sud-est. Solo qualche passaggio un po’ intricato e mai troppo esposto. A metà salita io accuso un po’ di fatica e rallento il passo: mi è già accaduto altre volte quest’anno: sarà forse l’effetto della quota?
Quando infine raggiungiamo la neve e il ghiaccio, mi riprendo, aiutato da una giornata splendente e da pazienti incoraggiamenti. Siamo ormai sulla Triftgrat, la cresta interamente nevosa che si snoda suggestiva verso la vetta. Che raggiungiamo alle 11:00: un sottile filo di neve e cornici da cui stare alla larga, 4023 metri di altitudine. E intorno il Cervino, l’Alphubel e il Dom. Più a sud l’Allalin e lo Stralhorn, il Rosa. A fianci il Lagginhorn. Tripudio di cime e di ghiaccio scintillante.

Qualche foto ed è già tempo di scendere. Dalle informazioni raccolte sembra che ci aspettino sulla via del ritorno crepacci insidiosi ed è meglio superarli su ponti di neve compatta. E infatti troviamo crepacci enormi che non avevo visto prima, profondi e larghi. E ponti di neve poco rassicuranti. Attorno il paesaggio è sempre mutevole, identico solo nella straordinaria bellezza.
Lasciamo la neve e il ghiaccio per l’ultimo sentiero prima della stazione della funivia nei pressi del rifugio Weissmieshutte che termina le nostre fatiche ampiamente ripagate.
Tornati a Saas Grund e al campeggio, ci concediamo una doccia calda e un bagno nella piscina climatizzata.

Grazie Christian, alla prossima. Chissà se potrà essere, come proponi, una delle più nobili cime delle Alpi? 4478 metri di desiderio e tensione, di bellezza e paura, al di fuori della mia portata.
Sto ancora godendomi la soddisfazione per il terzo quattromila di questa stagione. La stagione estiva che verrà è troppo lontana adesso, vedremo tra un anno se sarà generosa. Cominciando a prepararsi fisicamente e mentalmente, però.

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Set 05 2008

Monte Rosa: 4mila per (quasi) 4

Pubblicato da Barbara in Trekking

Meteo inaspettatamente favorevole. Strappo il venerdì come imprevisto giorno di ferie e via per il Monte Rosa con Pietro disposto a farsi complice. Così, lasciata Milano la mattina presto, raggiungiamo una Capanna Gnifetti affollata e senza acqua, ma tappa obbligata in mancanza di posto al Mantova. La abbandoniamo alle 5.30 del giorno dopo alla volta del colle del Lys e poi di Capanna Margherita, la nostra meta a quota 4.559 di Punta Gnifetti. Sono le 8.30, 3 ore dalla nostra partenza: non c’è nessun altro e questo rende la “conquista” più gratificante. Poi il progressivo affollarsi del luogo ci spinge verso altre mete. Decidiamo di mantenerci in quota: prima sul panettone ghiacciato della Ludwigshohe (4.342), poi sulle rocce del Corno Nero (4.322) e, infine, al cospetto del Cristo delle Vette del Balmenhorn (4.167, ma non classificato tra i 4mila ufficiali). La Piramide Vincent è una tentazione, ma il buon senso e l’orario ci frenano: sarà un buon pretesto per tornare. Sono già abbastanza, per oggi, le immagini meravigliose. Alla prossima.

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Set 04 2008

Un po’ di palestra per rimanere in forma ?

Pubblicato da Valerio in Senza categoria

geamlogo.gif L’8 settembre riapre la palestra Geam Climbing dopo la pausa estiva. Si tratta della palestra di arrampicata sportiva che frequentiamo io e Marco. 
La palestra si trova è Cornaredo (MI) ed è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì sera dalle 21.00 alle 23.00.

Chi abita in zona e volesse venire qualche sera con me e Marco è il ben venuto !
Vi lasco il link dove potete trovare tutti i dettagli:  http://www.geamclimbing.it/

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