Valerio ed io partiamo da Lainate alle 8 e arriviamo al parcheggio per le 9,30. Non c’e’ nessuno e appena apriamo le portiere della macchina capiamo il perché.
Il termometro segna 1 grado, fa un freddo boia.

Rimaniamo in silenzio poi decidiamo di fare con calma la preparazione e l’avvicinamento visto che il sole piano piano sta arrivando.

Durante la salita scivoliamo alla Fantozzi un paio di volte su lastre di ghiaccio, apparte questi inconvenienti arriviamo incolumi all’attacco della via.

Insieme alla diretta al banano la via bucce d’arancia è una delle più facili del paretone. Alla fine saremo stravolti e veramente stanchi forse perché è tanto che non facciamo una via, comunque è di certo una via che da soddisfazione perché non è solo aderenza, la tecnica varia su placca, fessure e microtac da tenere con forza.
L1 - Parte Valerio il tiro è difficile soprattutto perché è il primo. Bisogna procedere dritti seguendo gli spit, prima superare un piccolo strapiombo poi tutta placca subito tecnica per 40 metri. 5b.
L2 – Tiro difficile soprattutto perché lungo la sx della fessura da seguire c’e’ una colata d’acqua che ci costringe stare a dx degli spit su una placca delicata. 30 metri di 5c.

L3 – Dalla sosta andare a dx senza alzarsi e traversare fino ad incontrare lo spit che sale (sarebbe stato meglio metterlo un po’ più in basso. La chiodatura non è lunga considerato che non è falesia. 30 metri 5a.
L4 – Tiro facile di raccordo, andare a dx poi salire fino alla sosta. 20 metri 4.
L5 - Dalla sosta partono due vie. “Bucce d’Arancia” sale sulla destra e Tike saab sulla sinistra. Qui sorgono dubbi perché le vie del paretone sono tante e si incrociano di continuo. Comunque saliamo dritti seguendo gli spit. Tiro delicato da non sottovalutare. 30 metri 5b.

L6 – Tiro chiave della via. Partenza molto difficile a causa della roccia molto liscia che impedisce alle scarpette di fare aderenza. Tutte e due tiriamo il rinvio. Dopo i primi 2 metri violenti la parete si calma, ma rimane difficile con piccole tacchette da tenere, almeno questa volta le scarpette tengono. 30 metri 6a.
L7 – Il tiro è più facile del precedente comunque da non sottovalutare bisogna rimanere concentrati anche perché la stanchezza affiora. Allora pausa panorama con frutta e thè caldo. 35 metri 5a.
L8 – Tiro difficile anche questo. Partire su placca liscia con piccole tacchette da tenere senza mollare. Valerio concatena anche L9 e L10 gli grido che è finita la corda da 70 metri (Ma dove voleva andare??? J ) Allora sosta su spuntone di roccia. 30 metri 5c.

L9 – Facile tiro di 4 grado.L10 – Facile tiro di 3 grado. Dopo 4,30 di arrampicata siamo in vetta
felici e contenti con le mani spaccate
dal freddo e dalla roccia.
Ora ci aspetta il giro della montagna per tornare al parcheggio. Di corde doppie non ne vogliamo nemmeno parlare. In un’ora siamo alla macchina, poi a casa alle 18.Ciao alla prossima.