Archivi per Maggio, 2009

Mag 31 2009

Uscita con Patrizia

Pubblicato da Valerio in Alpinismo

Nei giorni scorsi, casualmente sono capitato sul sito internet della Casa delle Guide. Curiosando qua e la tra le relazioni pubblicate, ho trovato la Via Patrizia.

Una via alpinistica di recente apertura, inizialmente a chiodi e successivamente riattrezzata a resinati ed anelli alle soste.
La descrizione della via, l’ambiente suggestivo dello Zuccone Campelli e l’esposizione a sud dell’itinerario mi hanno subito convinto. Propongo quindi questa scalata a Marco e Graziano per la domenica successiva. Entrambi accolgono con entusiasmo l’iniziativa !

Mi sembra veramente strano, ma è la prima volta che la “disputa” per la scelta della via da scalare si risolve così velocemente tra noi ! Evviva !

Ci troviamo quindi domenica mattina abbastanza presto a Lecco, dove raccolti su una sola auto ci dirigiamo assieme verso la Valsassina alla volta della funivia di Barzio.
Raggiunti i Piani di Bobbio, ci dirigiamo con calma verso il rifugio Lecco e successivamente imbocchiamo il sentiero degli stradini.
Proseguiamo lungo il sentiero in costa per circa una mezzora, superiamo la deviazione per l’attacco della via ferrata e dopo alcuni spalloni e canali rocciosi, poco prima di raggiungere una scaletta in ferro, abbandoniamo il sentiero ed entriamo nel canalone ghiaioso che si apre a sinistra raggiungendo l’attacco (bollo rosso con anello).

Un po’ egoisticamente, chiedo ai miei soci se posso iniziare la scalata da primo. Graziano e Marco acconsentono e dopo esserci “armati” di rinvii al “cinturone”, attacchiamo la via Patrizia.


Il tempo non è dei migliori: fa piuttosto freddo e il sole stenta a mostrarsi.

L’approccio al primo tiro è stato drammatico, come del resto, la mia prima uscita con Patrizia. Non la via alpinistica, ma la mia prima morosa che si chiama proprio così !!.


La prima lunghezza è stata “gelata” come il primo sguardo di Patrizia verso di me, “verticale” (perché pensate che alla prima uscita ci sia la possibilità di farla sdraiare ?) ed infine “incomprensibile” (la roccia è di difficile “lettura” ma provate a capire le donne !)

Superato il primo muro verticale con molta fatica (Patrizia non voleva farsi mettere le mani addosso), l’arrampicata risulta più semplice e meno faticosa. Arrivo in sosta e finalmente, poco alla volta, sento il calore del sangue che riprende possesso delle mie falangi ! 

Probabilmente a questo punto ho iniziato a “sedurla” !

Proseguo nei due tiri successivi con tranquillità e scioltezza. Il sole che nel frattempo ha avuto la meglio sulle nuvole fastidiose, ha tempo per scaldare la roccia.

Penso “ormai è mia” !

Arriviamo in breve al tiro chiave della via (VI). Proseguo ancora da primo la via affrontando un muretto di circa 10 metri di 6a . Trovo però la roccia di difficile lettura con prese svase e di difficile interpretazione. Mi stanco, riposo su un rinvio e deluso completo il tiro con un immorale A0 !

“Patrizia mi ha mandato a casa in bianco! E chi le capisce le donne !”

I tiri successivi, di V- e IV grado li ho trovati piacevoli, di arrampicata varia su facili muri lavorati, spigoli e diedri.
Penso: “Patrizia mi ha detto che sono simpatico e vuole che rimaniamo amici !”

Raggiungiamo poco dopo la vetta dello Zucco Pesciola, da qui, traversando verso destra, raggiungiamo il canalone tra lo Zucco Pesciola e lo Zuccone dei Campelli.
Indossiamo i ramponi ed affondiamo il canalone in discesa ancora per la maggior parte dominato dalla neve. Dopo circa 200 mt di discesa ci ritroviamo sul sentiero degli stradini che poco dopo ci riporterà al rifugio Lecco.

Le nuvole diventano più minacciose e l’orario ormai avanzato ci suggeriscono di non affrontare una seconda via come da programma iniziale.
Cogliamo quindi l’occasione per una buona birra e patatine fritte in compagnia al Rifugio Lecco.

Grazie ancora a Graziano e Marco per la compagnia e per avermi concesso il “capriccio” di tirare tutta la via da primo !

Saluti a tutti da Valerio 

P.S: Patrizia alla fine della giornata non mi ha neanche lasciato il suo numero di cellulare !!

Le foto della giornata:

img00233.jpg  img00237.jpg  img00232.jpg L’attacco della via.

imgp3896.jpg  imgp3897.jpg  imgp3898.jpg  imgp3899.jpg Dove Patrizia si è concessa.

imgp3901.jpg  imgp3902.jpg  In vetta: la seduzione !

imgp3903.jpg  imgp3904.jpg La discesa nel canalone: Rimaniamo Amici ?

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Mag 25 2009

Grignetta - Settore Torre, Fungo e Lancia.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

La sveglia suona al solito orario per andare in ufficio: 7,10. Ma stavolta suona per una giusta causa: si va in Grignetta.

Valerio, Manuel, Graziano ed io ci troviamo all’edicola alle 8, 30 e andiamo subito ai piani resinelli. Fa un caldo incredibile, arriviamo al settore Torre Fungo Lancia dopo un’ora e ho già la maglietta bagnata di sudore.

img00224.jpg

Decidiamo di salire la via Corti ma un superuomocapocorsodialpinismoconduepallequadrate ci minaccia intimandoci di andare alla normale o di metterci in coda senza che noi dicessimo alcuna parola. Penso: “ma questo è scemo forte!” Ce ne andiamo sulla normale e saremo accompagnati tutto il giorno dal casino del corso di non so quale CAI. Ma ai corsi non dovrebbero innanzitutto insegnare a fare silenzio?

Ci prepariamo img00199.jpg e partiamo img00200.jpg.

La via normale è abbastanza tranquilla rimane sempre sul IV grado ma è veramente bella, corre su per una lama img00201.jpg poi facile fino alla terza sosta dove facciamo una doppia e scendiamo per il canalone che pare più un accesso all’inferno con pietre che cadevano dappertutto. img00210.jpg

Ci spostiamo per fare la via Piloni.

L1 - Mi ingaggio sul primo tiro di IV+ mi sa tanto che non è una via molto frequentata si sposta tutto quello che si tocca. img00203.jpg Arrivo in sosta con l’aiuto di Graziano che mi indiaca la strada.

L2 - Tiro simile al precedente ma con un passaggio un pò difficile di V. img00204.jpg

L3 - Un tiro che la relazione da di V grado ma secondo tutti noi è di VI grado pieno anche perchè secondo me è più difficile della Gandini ai magnaghi. Davvero difficile partenza subito in verticale, pochi appigli per traversare a dx e ancora verticale superando un leggero strapiombo. Difficile. Arriviamo in vetta stanchi. img00213.jpg.

Ci caliamo ancora con le doppie all’antinferno, sassi dappertutto, uno mi finisce sulla schiena, solo spavento e una leggera botta.

Facciamo il primo tiro della normale al Fungo, qui Valerio fa una delle sue famose varianti: la variante Noè, lui ride io no. img00214.jpg

Continuiamo facendo la via degli Accedemici due tiri abbastanza onesti di IV+ e arriviamo di nuovo in vetta img00215.jpg.

Ci prepariamo per la corda doppia siamo stanchi, siamo in giro da 6 ore e fa veramente caldo. Ma sulla giostra ci si diverte. img00217.jpg img00219.jpg img00220.jpg img00221.jpg.

Torniamo agli zaini e ci prepariamo alla discesa: img00223.jpg.

Scendiamo con calma godendoci il tramonto….img00225.jpg.

Ciao.

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Mag 20 2009

Batosta al Sigaro Dones

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

La giornata arranca fin dall’inizio: le previsioni non sono affatto favorevoli e già dal risveglio il cielo si fa scuro a Ovest… che fare? andare o tornarmene a dormire? Decido di andare lo stesso e contrariamente a come sembravano mettersi le cose un’occhiata di sole illumina Lecco, dove è fissato il ritrovo con Graziano e Vera. Un po’ in ritardo rispetto alla tabella prefissata, il gruppo si compatta in una macchina sola e punta deciso ai Resinelli, e da qui si inerpica su per la Cresta Cermenati. Salendo ci rendiamo conto che quel poco di sole che era uscito non ha la minima intenzione di riscaldare la Grignetta, ad ogni modo sembra volersi mantenere asciutto e lungo il sentiero il piacevole incontro con un simpatico gruppo di veterani del soccorso Alpino che conoscono Graziano rallegrano lo spirito… deviamo per i Magnaghi e il pensiero va oltre-oceano senza però allontanarsi dalle montagne e…nemmeno da Lecco visto che parliamo della spedizione di Cassin sul McKinley in Alaska, meta di un altro amico incontrato da queste parti… Quando “torno” effettivamente dove mi trovo mi sto già legando, ed è ora di partire.

Ci troviamo alla base del Sigaro Dones, che imponente incombe sopra di noi. Alcune cordate lo stanno già risalendo e sembra tutt’altro che facile. Oltre tutto c’è un’inquietante nebbiolina e le piogge dei giorni scorsi hanno reso la roccia umida in certi punti e freddissima. Quella che effetivamente faremo è la Via Rizieri, sulla quale abbiamo ripiegato date le tante difficoltà - per lo più mie - dovute anche al freddo…

La via è di tutto rispetto anche se le intenzioni di Graziano prevedevano qualcosa di più “tosto”: in 3 tiri impegnativi raggiunge l’apice della guglia con tratti molto esposti e qualche passaggio davvero tecnico, come poi confermeranno anche i miei 2 compagni, molto più esperti di me. Il 1° tiro parte con una scaglia che bisogna risalire piegando leggermente a destra: pochi metri semplici che precludono il passaggio atletico dalla scaglia al Sigaro vero e proprio, qui bisogna spaccare fra i 2, risalire un po’, per poi portarsi completamente sul Sigaro, il quale dà subito il suo “benvenuto” all’arrampicatore opponendogli un muretto non semplice, per poi “ingentilirsi” con un tratto più fessurato che offre prese migliori, fino alla sosta (IV°-IV°+). Il 2° tiro è quello più difficile perchè a pochi metri dalla sosta c’è uno strapiombino sotto il quale bisogna passare con un traversino che offre ben poco per le mani. Ci si porta sotto lo strapiombino seguendo una fessurina verticale accessibile subito dopo la sosta, poi la si lascia a sinistra per cominciare il traversino, che fra l’altro è anche bello esposto e non presenta appigli comodi; si aggira così l’ostacolo e si riprende a salire più nettamente seguendo un’altra fessura verticale che piega un po’ a sinistra e si fa più larga via via che anche la parete si fa più appoggiata, fino alla sosta (V°-VI°, oppure V° e A0: il tratto più difficile è abbastanza protetto). Il 3° tiro parte con il muretto verticale da superare sopra la comoda sosta, poi presenta un traverso più netto e lungo del precedente, che comunque è ben protetto e offre più appigli. Completato il traverso, ci si trova sulla via normale, che con facili rocce conduce alla vetta del Sigaro Dones. Discesa in corda doppia.

Detto questo, la mia salita è stata un vero calvario. Sul primo tiro ho sbagliato completamente l’approccio col passaggino atletico dalla scaglia al Sigaro: non ho sfruttato la spaccata e mi son portato subito sulla parete della guglia bruciando preziose energie per superare un passaggio che avrei tranquillmente evitato, così mi son trovato sul muretto con le braccia stanchissime e per lo più le mani ghiacciate, soffrendo così fino alla sosta in cui non riuscito a recuperare del tutto. Ho così affrontato il tiro chiave provato e scoraggiato e forse mi son portato un po’ troppo sotto allo strapiombino bruciando ancora troppe energie inutilmente, ho dovuto letteralmente aggrapparmi al chiodo e al cordino fisso di protezione e quando questi mi son venuti a mancare non ero ben puntato coi piedi. Risultato? le mani non mi hanno tenuto là dove gli appigli scarseggiavano e son volato, per qualche metro dato che non avevo completato il traverso e avevo tolto il rinvio… Così altre immani fatiche per tornare in via, completare in qualche modo il tiro e riavvicinarmi se non altro alla decenza nell’arrampicare solo sull’ultima lunghezza.

Così quello che si calava lungo la lunga doppia necessaria per scendere dal Sigaro Dones, teatro di brillanti e geniali ascensioni anche da parte di illustri nomi della storia dell’alpinismo, era un mogio praticante di montagna reduce da una memorabile batosta. E come dopo una bruciante sconfitta ci sarà da dare il giusto peso all’accaduto, per trarre il miglior insegnamento dall’esperienza… e anche la dovuta leggerezza… per non lasciarsi scoraggiare più del dovuto. Come in ogni storia d’amore che si rispetti, anche con la montagna può capitare di litigare…

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Mag 10 2009

Grignetta - Magnaghi - Via Gandin + Via Bartesaghi

Pubblicato da Marco in Alpinismo, Arrampicata

Carichi come molle impazzite ci svegliamo presto, in alcuni casi prestissimo vedi il povero Massi che arriva da Vercelli.

Ci troviamo al parcheggio solito a Lecco alle 8 con Graziano tranquillo che ci aspetta sulla panchina come i pensionati e Manuel che arriva in moto.

Valerio ed io prendiamo la macchina e tutti e 5 ci dirigiamo ai piani resinelli, dopo un caffè e una visita alla toilette cominciamo a camminare naturalmente verso i magnaghi. Io arranco un pò è da tanto che non faccio un così forte dislivello ma vado come se mi accompagnasse il Rondo Alla Turca.

Siamo all’attacco della Gandin al torrione centrale. imgp3877.JPG

L1 - Un tiro tutto sommato tranquillo che fa da preludio al tiro successivo che ci aspetta. Salire prima una rampa che porta ad un camino molto bello, salirlo ed arrivare in sosta. IV+

L2 - Tiro chiave della via, molto difficile di VI-, io lo valuterei sul 5c. Salire lungo la fessura in dulfer e poi verticale su di una faticosa roccia ben lavorata, arrivare sotto lo strpiombo e affrontarlo in faccia con 3 passi atletici, spostarsi a sx non faile anche qui e quando sembra finita ci aspetta ancora una rampa verticale leggermente strapiombante per arrivare in sosta.  imgp3881.JPG

L3 - Tiro molto facile e tranquillo di III grado soprattutto perchè si arriva carichi al tiro precedente. Sosta comoda. imgp3882.JPG

L4 - Tiro molto facile anche questo bello perchè ho finalmente usato il mio friends del 2 che non è servito a niente se non a fare attrito forte. imgp3883.JPG

Ci trasferiamo verso la via Bartesaghi. imgp3884.JPG

Ho un conto in sospeso con la Bartesaghi ci penso dall’anno scorso quando l’ho fatta tirando tutti i rinvii, li ero veramente fuori forma. Chiedo a Valerio se posso fare il primo tiro.

L1 - IV+ Cerco di fare veloce per non fare annoiare Valerio e arrivo subito in sosta, questa volta mi sento in forma. imgp3885.JPG

L2 - V. Tiro con una sessione difficile da fare con concentrazione, anche qui tutto bene. Poi facile fino in sosta. imgp3886.JPG

Soddisfazione: imgp3888.JPG

L3 - Tiro di IV+ ma secondo me più difficile di tutti perchè è continuo e non ti lascia riposare, su verticale fino in sosta.  imgp3889.JPG

L4 - Tiro con singolo passaggio di V-, superare uno strapiombo facile e poi via via facile facile fino in vetta con passaggi di III. 

Foto di vetta finalmente in Grignetta: imgp3891.JPG

Ciao a Valerio Manuel Graziano Massi e a me. Birra e a casa stravolti almeno io.

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Mag 04 2009

Medale - Via Cassin.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Medale, via Cassin. Nel CV di un alpinista non può certo mancare la Cassin al Medale. Ce lo hanno detto in 1000 e Valerio insistendo mi convince, io sono titubante per via del famoso unto e della famosa RUTA. Infatti io ho subito entrambi, l’unto mi ha fatto fare un paio di voli fuori programma e la ruta ha lasciato i segni sulle mie braccia, lividi rossi e bolle.

Apparte questo tutto sommato mi sono divertito ad arrampicare in una parete cosi imponente che sovrasta Lecco dall’alto. Con noi c’e’ anche Manuel. Il trio brio è pronto all’opera. Dopo 30 minuti di avvicinamento avvistiamo la parete. imgp3852.JPG

L1- Facile tiro di III grado con 2 spit unica difficoltà è l’aver dimenticato i rinvii. Uso i moschettoni e arrivo in sosta. Valerio scuote la testa, si parte male. imgp3853.JPG

L2- Anche questo è un facile tiro di IV grado con 2 spit. Cerco di farmi strada fra muri di cespugli vari, sembra fare escursionismo più che arrampicata. imgp3855.JPG

L3 - Parte Valerio, tiro di V grado unto forte. Salire lungo il diedro straunto e seguire i 4 spit che portano in sosta. imgp3857.JPG

L4 - Iniziamlmente difficile V grado poi via via più facile. Abbiamo preferito sostare su albero. imgp3859.JPG

L5 - Tiro da non sottovalutare, partire leggermente verso sx e salire un lungo diedro che porta in sosta 7 spit. Integrre con friends sul diedro.

L6 - Tiro chiave. Partire dritti poi si arriva sul punto critico, bisogna salire dritti e cercare di prendere le prese straunte, difficile per questo io mi sono spostato a dx sullo strapiombo ed è stata una cattiva idea, un paio di voli mi hanno fatto desistere e ho tirato il rinvio. V+ grado.

L7 - Tiro facile di IV grado salire lungo un diedro ben ammanigliato e arrivare in sosta. imgp3860.JPG

L8 - Facile tiro anche questo di III grado.  imgp3864.JPG qui si trova una grotta con la madonnina dentro. imgp3868.JPG

L9 - Traverso Cassin. imgp3869.JPG Unto forte anche questo bisogna spostarsi a sx ben protetto da spit e risalire fino alla sosta V grado.

L10  - Proseguire lungo gli spit II grado tiro facile e tranquillo il caldo comincia a farsi sentire. imgp3870.JPG Arriva Manuel  imgp3871.JPG

L11 - Tiro tutto sommato non difficile di IV grado ma la stanchezza la sete e il caldo si fanno sentire. imgp3873.JPG

L12 - Facile tiro di II grado che porta in vetta.  imgp3875.JPG

 Ciao a tutti. Ciao Valerio grazie per aver tirato da primo i passaggi chiave. Grazie Manuel per avermi aiutato a sbrogliare le corde.

E anche la Cassin è fatta……

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