Giu 15 2009

Don’t cry for me Valentina

Pubblicato da Valerio alle 23:00 in Arrampicata

Sabato in compagnia di Marco, Manuel e Graziano abbandoniamo il grigiore del calcare Lecchese per una bella arrampicata su granito rosa.
Scegliamo di scalare nella zona del Mottarone (VB) ed in particolare la via “Don’t cry for me valentina” (6a+).
Compatibilmente con gli impegni del venerdì sera dei nostri amici, partiamo con calma Sabato mattina da Lainate in direzione Omegna.
 
Ad integrazione delle relazioni esistenti, e visto che abbiamo fatto in macchina due volte le vasche di Omegna prima di trovare la direzione, suggerisco il seguente percorso: arrivando da Milano tramite l’autostrada A26 dei laghi, si esce a Gravellona Toce, si segue la strada per Omegna. Prima di accedere al centro di Omegna, alla rotonda del Supermercato Unes, si gira a sinistra in Via alle Brughiere. Si segue la strada per poche centinaia di metri, quindi si svolta a sinistra in via Granerolo. Dopo circa 100 metri si trova a dx “Via alle Cave”. Parcheggiare prima della via ed imboccare il sentiero che inizia alla fine della salita.
 
Saliamo il sentiero che inizia al termine di via alle Cave e seguiamo i segni gialli e azzurri.  Raggiungiamo presto il torrente Inferno circondato da bellissimi massi di granito rosa.
La salita nel greto del torrente è inizialmente piacevole, ma la lunghezza del percorso, la complessità del cammino ed il caldo asfissiante, rendendo interminabile l’avvicinamento (c’è anche un tratto finale di III grado) !
 
Dopo due ore di salita arriviamo finalmente all’attacco della via “Don’t cry for me Valentina”. Lasciamo gli zainoni e ci prepariamo alla salita con un corredo un po’ più leggero.
L’arrampicata che ci aspetta è prevalentemente su placche e fessure inclinate. Non mancano però dei tratti un po’ più verticali e qualche semplice strapiombino.
 
Nello zainetto mi porto 1,5 lt d’acqua e il mio inseparabile panino alla bresaola !
Io e Marco formiamo una cordata, Graziano e Manuel un’altra.
Marco inizia l’ascesa e affronta il primo tiro di IV, quindi proseguiamo il primo “salto” a tiri alternati. Il primo tratto della via è semplice e ci consente, senza traumi, di riprendere dimestichezza su questo terreno. Stavo ripensando che è da più di un anno che non arrampichiamo su granito (falesia del Mottarone), inoltre non abbiamo mai fatto una via di questa complessità su questo tipo di roccia.
 
Completiamo abbastanza velocemente i primi tre tiri, risaliamo un facile pendio erboso che ci porta all’attacco del secondo “salto”. Ora la pendenza aumenta e le lunghezze si attestano sul V+.  Proseguo da primo di cordata e mi rendo conto che tra me e il granito non c’è ancora un buon rapporto di amicizia !!
Spero che il feeling migliori almeno per il tiro chiave della via…
 
A breve, dopo due tiri di placca, strapiombini e lame ci troviamo a metà del percorso. Sembra che le mie scarpette comincino a familiarizzare con il bel granito rosa.
 
Iniziamo senza accorgerci il tiro chiave. L’arrampicata della sesta lunghezza è spettacolare: una placca ripida da affrontare principalmente in dulfer. E’ inoltre particolare il passaggio tra una prima lama che mi ha “condotto” verso l’alto per alcuni metri, per poi prendere una seconda lama, poco più a destra, sempre in dulfer. Abbandonata la lama (dove ho collocato un rassicurante friend), mi trovo a completare il tiro con alcuni metri di pura aderenza adrenalinica.
Non è stato per nulla semplice, soprattutto per il fatto che il tratto impegnativo è anche da integrare con qualche bel friend del 2 (che non avevo)..
 
Saliamo ancora di un tiro e completiamo il secondo salto.
Purtroppo si è fatto piuttosto tardi, ma al di la di questo, la cosa più preoccupante è che siamo a corto d’acqua, sotto un sole sempre più caldo.
 
A malincuore, di comune accordo, decidiamo di scendere abbandonando gli ultimi tre tiri  (4a, 5c, 5c).
Pensiamo di aver affrontato i tiri più piacevoli e impegnativi, ma l’idea di non raggiungere la vetta, mi rattrista un po’.. Riflettevo che fino ad oggi, non mi è mai capitato di dover abbandonare una salita..
Ma è giusto anche saper rinunciare quando è il momento.
 
Iniziamo quindi le 7 discese in corda doppia che ci separano dalla base della Cima Cusio.
Dopo due ore abbondanti di discesa, qualche difficoltà con il recupero delle corde, arriviamo stanchi, stufi  … ma soprattutto molto assetati agli zaini.
 
Scendiamo al torrente Inferno e finalmente ciascuno di noi realizza il proprio desiderio segreto della giornata: infilare la testa nel torrente per bere a più non posso la fresca acqua che per tutta la giornata ci ha ossessionato scorrendo sotto di noi… 
 
Dopo circa altre due ore raggiungiamo finalmente l’auto e ci avviamo verso casa. Sono le 7.45.
 
La giornata questa volta non finisce con un semplice saluto, ma verrà deliziata da un abbondante cena preparata da Paola per i quattro alpinisti sfiniti, assetati e super affamati.
 
A casa mia, Paola ci aspetta con birra a volontà, pasta al ragù, arrosto di vitello, patate, insalata, torta pasqualina, gelato, torta strudel, viro rosso, caffè e ammazzacaffè !
 
Che piacere ! Che Compagnia, Che Scalata, Che Mangiata !
 
 

 

Le foto della giornata: img00240.jpg  img00241.jpg  img00242.jpg img00243.jpg  img00244.jpg img00246.jpg  img00247.jpg  img00248.jpgimg00249.jpg

Alla prossima e grazie a tutti,

Valerio

Dopo 3 anni sono tornato con i miei maici Marco e James. L’abbiamo rifatta tutta dall’inizio e questa volta completata. Siamo scesi dall’alto per un canalone attrezzato e in un’ora e mezza eravamo all’attacco della via.

Gli ultimi 4 tiri sono in sequenza:

III grado - tutto un traverso verso sx su rocce facili fino ad arrivare ad un albero con spit posto all’inizio della parete a sx. 50 metri

IV grado - Dritti lungo lo spigolo poi saltare la sosta su albero (altra via) e arrivare ad una sosta con catena. 40 metri

6a - Molto molto duro anche per la stanchezza, qui ho usato all’inizio un friend verde e in alto uno giallo. Tiro lungo 40 metri.

5c - Tiro più semplice ma da non sottovalutare, all’inizio facile poi dopo la cengia l’ultimo muro più difficilie, qui un bel friendino piccolo mi è servito. Si arriva ad una sosta, meglio usare quella di sx posta proprio sotto la bandierina dell’Italia. 30 metri.

Ciao.

2 Commenti a “Don’t cry for me Valentina”

  1. Marco il 22 Giu 2009 alle 10:15

    Si è vero mi sa che è stata più spettacolare la mangiata che la giornata interminabile al caldo, arrampicando su di una bellissima roccia di granito che faceva bollire i piedi.
    Un grazie a voi e soprattutto a Paola per l’ottima cena.

  2. Manuel il 22 Giu 2009 alle 13:02

    Stupenda arrampicata e magnifica mangiata: di nuovo 1000 grazie a Valerio e alla bravissima Paola! Il resto (avvicinamento e discesa) è stato estenuante, ma se non altro è stato un valido allenamento.

    Alla prossima! grazie anche a Graziano e Marco!
    Manuel

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