Archivi per Luglio, 2009

Lug 26 2009

Torrione Palma - Via Cassin

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Ancora Grignetta, ancora Cassin. Dopo il Medale eccoci alla nostra seconda esperienza con le vie aperte dall’ultracentenario e grandissimo Riccardo.

I presenti oltre il sottoscritto imgp3935.JPG sono l’amico fidato e fidanzato (tra poco sposato) Manuel imgp3920.JPG , la neoguida regionale (congratulazioni) Graziano imgp3939.JPG , 2 amici di Graziano (Marco e Luca) imgp3938.JPG davvero simpatici e bravissimi.

Arriviamo, dopo 2 ore faticose di avvicinamento, all’attacco della via dopo aver fatto, a mio giudzio, dei passi di III+ grado con gli scarponi e slegati. imgp3919.JPG

L1 - Le cordate sono composte da Graziano - Manuel - io, Marco e Luca. Si parte il primo tiro è bello la roccia è buona, gli spit ci sono e sono ravvicinati. IV+.  imgp3921.JPG

L2 - é un tiro difficile e le difficoltà sono tutte alla partenza, Graziano integra molto bene e passa il pezzo duro, io e Manuel da secondi non riusciamo a farla in libera, ritengo che Cassin non sia passato dove sono stati messi gli spit ma più a dx. V+.  imgp3922.JPG

L3 - Tiro facile, serve per prendere fiato, verticale fino in sosta ben ammanigliato, la roccia è buona e la linea molto logica. IV grado. Uno sguardo al panorama, giornata tersa e limpida tipica di un post temporale. imgp3924.JPG

L4 - Tiro sostenuto e non semplice parte verticale e i chiodi prendono posto agli spit. V grado.

L5 - Graziano mi ordina di continuare, ha ragione un pò a ciscuno, all’inizio sono contrariato imgp3927.JPG non ho mai fatto simili vie da primo ma alla fine lo ringrazierò e tutt’ora sento il dovere di ringraziarlo ancora. Il tiro è un facile traverso di III+ grado ma in loco troverò solo un chiodo in 30 metri. III+. imgp3925.JPG

L6 - Tiro difficile, si parte a dx in strapiombo per poi continuare a sx seguendo una linea logica che continua in un diedro ben chiodato. Dopo molti sacramenti arrivo in sosta essendomi assicurato ogni metro praticamente. V+ imgp3928.JPG

L7 - Partenza difficile poi via via più semplice fino in vetta. IV+ imgp3929.JPG

 Sono arrivato molto stanco in vetta, frastornato ma felice, recupero i 2 soci imgp3931.JPG do uno sguardo al bellissimo panorama senza nuvole imgp3932.JPG. Mangiamo qualcosa e scendiamo, c’e’ una doppia da 30 metri che ci aspetta imgp3937.JPG la facciamo poi a piedi fino alla macchina. Birra, gelato, quattro chiacchere e la consapevolezza di aver fatto una bella via, la più lunga della Grignetta.

Ciao a tutti i soci. Buone ferie.

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Lug 14 2009

Zuccone campelli - Via Gasparotto.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Quando di solito si inizia a scrivere un resoconto di una relazione si cerca di ricordare le sensazioni provate, la prima che mi viene in mente è di sicuro la fatica nell’avvicinamento alla via, non tanto per il dislivello (davvero relativo, abbiamo preso anche la funivia) ma più che altro per i continui flash back di quello che è successo 2 settimane fa. Il volo in grignetta pesa come un macigno.

Siamo io e Manuel e arriviamo all’attacco della via Gasparotto per le 10 circa e prendiamo il numerino accodandoci alla fila della via Comune. imgp3905.JPG

Chiedo gentilmante ed ottengo da Manuel il permesso di partire per primo, voglio subito sbloccarmi.

L1 - Parto io, facile tiro di III grado buono per sbloccarsi, fa freschino e aspettare la fila è tremenamente difficile.

L2 - Va Manuel, partenza non proprio facilissima poi più semplice fino in sosta. IV grado.

L3 - Tocca a me, vado sempre più sicuro e tranquillo e arrivo all’attacco della via Gasparotto, per fortuna non c’e’ nessuno che la vuole fare, tutti si dirigono sulla Casati o sulla Bramani. III grado.

L4 - Manuel parte anche lui più sicuro visto che ha anche un bel paio di scarpette Katana nuove di pacca. IV grado. imgp3908.JPG imgp3909.JPG

L5 - Tiro chiave della via, la partenza è tranquilla ma poi nel camino, visto che è abbastanza umido, le difficoltà aumento ma la spittattura ravvicinata mi rassicura molto, aiutandomi con la parete dietro la schiena risalgo il camino e scavallo su una cengia che mi porta in sosta. IV+ imgp3911.JPG

L6 - Parte Manuel, sono contento che stiamo facendo la via a tiri alterni, è praticamente la nostra prima via. Molto bella la partenza poi via via più tranquilla. IV+ poi III grado. imgp3912.JPG

L7 - Ultimo tiro veramente bello che sale lungo il filo di cresta che porta in vetta. IV- grado. imgp3913.JPG

Siamo molto contenti e cui godiamo il panorama imgp3916.JPG. 2 foto imgp3917.JPG  imgp3918.JPG e via al rifugio per una birretta e a casa contenti ma un pò malinconici, ci manca al nostro fianco l’amico e “istruttore” Valerio…

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Lug 01 2009

Via della Pera

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Tipica beffa tardo-primaverile: per tutta la settimana si schiatta dal caldo in città, negli uffici, in metropolitana, in coda in tangenziale… arriva il week-end e con esso una bella perturbazione!!! Mega fregatura per quelli che aspettano con ansia il tanto sospirato Venerdì per poter organizzare qualche attività all’aperto… è successo anche lo scorso week-end (20-21 Giugno), proprio quello in cui io e Marco ci eravamo organizzati per fare la Via Gasparotto, ripetizione della prima salita effettuata col corso di Arrampicata del CAI nel Settembre 2007, praticamente il nostro primo approccio con questo sport… niente da fare: sebbene la sfortuna sia stata clemente dato che per stavolta la perturbazione si è limitata a temporali ed acquazzoni sparsi nella notte fra Venerdì e Sabato, al ritrovo al solito posto all’uscita di Lecco per la Valsassina nemmeno il bel sole splendente ci poteva far trascurare l’esposizione a Nord della nostra via. Rischiavamo di trovare la roccia bagnata e l’aria era freschina… per cui abbiamo optato per fare qualcos’altro. Ma non si è trattato solo di eccesso di prudenza: avevamo già un conto aperto con la “Via della Pera”, nel Vaccarese, accantonata un  paio di settimane prima perchè trafficata… Quindi l’alternativa è stata presto trovata, fra l’altro eravamo già di strada e la falesia adiacente alla via offriva la possibilità di allenarci anche sui consueti mono-tiri… eccoci dunque sulla strada che già conoscevamo grazie al nostro sopralluogo.

“Tocca a te!”. Così esordisce il mio socio quando ci siamo preparati: l’onore del primo tiro mi spetta perchè ho più bisogno di questo tipo di allenamento visto che in via ho “tirato” solo in rarissime occasioni… E quello che sento, oltre al’adrenalina che sale come sempre avviene quando si comincia a scalare, è un nervosismo che ha sorprendentemente di quella fifa iniziatica che mi ricorda aule di istituti scolastici in cui mettevo piede per la prima volta, la campanella che segna l’inizio del compito in  classe o l’augurio di buon lavoro con cui i docenti davano inizio ai loro esami universitari,  i primi appuntamenti con quelle sciagurate ragazze che avevano accettato i miei insistenti inviti… Sensazioni che mi fanno sorridere, ma che mi fanno anche tremare un po’le gambe mentre risalivo la fessura che segna il primo tiro. In fondo però a questo punto iniziale dalla via, non è tanto diverso dai monotiri a cui sono abituato: così arrivo in breve alla sosta e recupero Marco.

Il primo tiro, come detto, segue una fessura verticale. All’inizio la si lascia alla propria destra, poi la si segue più nettamente per un bel tratto verticale che poi si addolcisce in prossimità della comoda sosta. La lunghezza è molto bella e lo “strappo” iniziale non è da sottovalutare, anche perchè lo si affronta da freddi. Nel secondo tiro bisogna risalire un primo tratto verticale, portarsi leggermente sulla sinistra fino al tratto finale: un muretto piuttosto verticale che si può aggirare sulla destra mantenendo lo stesso livello di difficoltà della via (IV-IV+), oppure lo si può affrontare direttamente, la difficoltà cresce, ma anche per chi sceglie questa variante gli spit non mancano. Dopo la seconda sosta, l’ultimo tiro parte decisamente semplice, per poi complicarsi nel diedrino finale, da affrontare direttamente, con l’aiuto della spaccata. Anche se all’inizio può sembrare invitante, è sconsigliabile piegare sulla destra in quanto dopo sarebbe difficile tornare sulla linea della via. La sosta finale è praticamente sul prato sommitale; per la discesa si può scegliere di calarsi in doppia lungo i 3 tiri, oppure seguire il cavo metallico che parte dalla sosta, assicurandosi ad esso. Si giunge così ad un altro punto di sosta molto esposto e in chiusura di un tiro piuttosto difficile, da cui con un’unica calata di 35 metri si giunge ad una cengetta, e da qui è possibile guadagnare con una breve discesa la base della falesia.

Forse per non aver letto bene la relazione, o forse per puro senso di sfida, Marco ha scelto la variante difficile nel tratto finale dl secondo tiro, e devo dire che non è stato banale guadagnarmi la sosta. Nella terza lunghezza non ho trovato particolari difficoltà, anche perchè il diedrino offre comunque dei buoni appigli per le mani; semmai è un po’ difficile orientarsi in questo punto, ma seguendo la linea del diedro gli spit sono visibili e quando si è fuori non si può più sbagliare. Avendo la corda da 70 m ci siamo fidati a tentare la calata unica, e nonostante un po’ di paura sulla sosta esposta, una volta approntato il tutto siamo scesi tranquillamente alla base.

La vietta è stata molto piacevole, sia per l’arrampicata che per la magnifica mattinata che abbiamo trovato: serena e limpidissima. Nel pomeriggio ci siamo cimentati su vari monotiri, finchè una minaccia di temporale ci ha esortato a scappare: grazie a Marco per aver recuperato i rinvii sul tratto che non sono riuscito a completare!!! In linea con le premesse del week-end il meteo ci ha beffati ancora, perchè poi non è piovuto. Ne abbiamo approfittato per tornare con calma e brindare alla bella giornata con una buona birra sula via de ritorno.

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