Dopo 2 anni io e Marco abbiamo ripetuto la Via “Condor Pass” allo Zucco dell’Angelone.
Mitica… perchè oltre ad essere la prima via aperta sul mitico zucco, è stata anche una delle prime vie che io ho fatto dopo il corso: allora ero ancora con Marco, e c’era Valerio in testa alla cordata!
Stavolta toccava a noi! Quello che ricordo di 2 anni fa è l’insidiosità del primo tiro, che si addentra in un diedrino non banale e due punti piuttosto impegnativi: il caminetto e il traversino aereo verso la fine. Ma ancor di più quello che mi è rimasto in mente è che in questa via non è facile individuare il tracciato originale! In ogni sosta c’è il rischio di sbagliare! Ciò è dovuto al fatto che quasi tutti i tiri cominciano con un traverso o uno spostamento rispetto alla verticale, per cui è facile imboccare per sbaglio il tiro sbagliato dal momento che molte soste sono in comune con altri tracciati e si tende a seguire gli spit più evidenti…
E infatti, nella parte centrale della via qualcosa è andato storto, o forse è più il caso di dire “qualcuno” è andato storto, finendo così per qualche tratto sui tracciati vicini… Ecco dunque la via come l’abbiamo interpretata.
L1: parete verticale e diedrino non facile, con uscita in traverso verso sinistra: azzeccato! (capirai, il primo tiro…)
L2-L3: Marco li concatena dal momento che il secondo tiro è proprio brevissimo. Dopo la seconda sosta segue gli spit che salgono in verticale, e qui finiamo sicuramente su un altro tracciato dal momento che è ben più difficile del 4a riporatato nelle relazioni, specialmente all’inizio di L3!
L4-L5: parto piegando veso sinistra con difficoltà più contenute e alla fine di L4 riguadagno la quarta sosta della via, riconoscibile dalla fessura orizzontale che la caratterizza. Poi concateno anch’io un altro tiro, data la brevità del tratto superato, e qui commetto 2 errori. Prima di tutto comincio L5 piegando a destra invece che a sinistra (non avevo lì la relazione, e gli spit più visibili mi hanno tratto in inganno), inoltre ho cambiato più volte direzione senza compensare allungando i rinvii coi cordini. Risultato: un attrito spaventoso! Proseguo incerto data la durezza della corda, ma le difficoltà sono abbordabili e quando individuo la sosta la raggiungo incoraggiato dal compagno.
L6: dopo che Marco si cala di un poco per individuare gli spit alla sinistra della sosta di cui parla la relazione, abbiamo la conferma che siamo ancora su un altro tracciato, ma non ci perdiamo d’animo! Marco prosegue sugli spit evidenti: parte grintoso e supera il tettino che si oppone all’inizio, poi prosegue su un tratto facile e lo perdo di vista, poi tutto tace per un po’… Saprò solo quando tocca a me che è entrato in un caminetto che va un po’ studiato, soprattutto perchè lo spit è dalla parte opposta rispetto agli appigli e si fa fatica a rinviare… quando lo raggiungo lo riconosco: è il caminetto della Condor Pass!!! siamo di nuovo nella via giusta! Rassicuro così Marco che nell’incertezza ha fatto sosta sulla quercia che c’è sopra il camino!
L7-L8: Con maggior tranquillità supero la cengia erbosa in cui c’è la quercia e guadagno la sosta effettiva, po piego a sinistra e salgo la bella placca dell’ottava lunghezza. E quando penso che ormai non possiam più sbagliare ecco la nuova insidia: la linea di spit più evidente supera un tettino in verticale, mi ci arrabatto per un pò, riesco quasi a rinviare ma poi manca il passettino e riesco a stento a restare aggrappato… Sbagliando si impara e a quel punto ho imparato tanto: quello non può essere 4°-5° grado… e poi stavolta ho la relazione! che infatti mi suggerisce di guardare meglio a destra, e riecco gli spit giusti! Il tracciato aggira l’ostacolo che mi si oppone sulla destra… proseguo di lì non senza frustazione per lo smacco di quel bel passaggio mancato per un pelo… se non altro mi rifaccio col traversino verso sinistra piuttosto aereo che ricordavo bene, poi un ultima paretina ed ecco la sosta in comune con la via “Anabasi”.
L9: facile tiro di chiusura, 
e Marco, dopo le difficoltà superate col dubbio di essere fuori via, lo fa quasi di corsa: la corda mi scorre fra le mani veloce mentre ammiro lo stupendo panorama…

In cima allo zucco ci rilassiamo un po’, poi un bel giro in Valsassina e stupenda cena con gli amici del Campo Base! Conclusione perfetta di una giornata magnifica!
