Set
16
2010
Con il mio socio Marco, conclusa una settimana lavorativa molto intensa, nonostante la stanchezza, confermiamo l’uscita domenicale all’insegna dell’arrampicata ! Olè !
Inizialmente l’obiettivo è ambizioso: valle dell’orco, Via Pesce d’Aprile, ma dopo aver letto attentamente la relazione e considerata la scarsa forma fisica del periodo, decidiamo di optare per qualcosa di più semplice “Via I Love You Sylvie” (molto più semplice…)
Parcheggiata l’auto ad Albard de Bard frazione di Donnas, troviamo due corsi d’alpinismo al completo che si stanno avviando alle pareti ! Saranno state almeno 30 persone ! Nonostante la folla, ci sbrighiamo e arriviamo all’attacco della via senza dover attendere eccessivamente.
Per arrivare: si prende il sentiero sulla sinistra, trovando un masso con scritto Dr. Jimmy, caratterizzato da una stretta stradina tra due muretti fatti con massi.
Al primo bivio scendere in direzione del bosco per attraversare più in basso un torrentello accostandosi così alla parete rocciosa.
Oltrepassare l’attacco della via Olympic Spirit, targa metallica, per giungere pochi metri più in basso alla partenza della via Dr. Jimmy.
La partenza di I love you Sylvie è posta a circa 5 metri a sinistra di Dr. Jimmy.
Iniziamo la salita, attendendo solo qualche minuto che la coppia davanti a noi raggiunga la prima sosta.
La giornata è ottima, non troppo calda e con un venticello piacevole che ci rinfresca. Inoltre la via prosegue per almeno 5 tiri all’ombra. Ottima scelta considerato che siamo ancora in estate !!
La scalata:
L1: 3+ Inizia Marco, allegro e pimpante
L2: 3+; riprendo io in scioltezza..
L3: 5b: Passo su muretto verticale, molto divertente: lo affronta Marco con disinvoltura;
L4: 5c: Ora tocca a me affrontare la divertente fessura dulfer. Sbaglio e salgo un po’ troppo in corrispondenza del tetto sovrastante. Sono troppo in alto e sono costretto a saltare il rinvio.. con un po’ di tremarella affronto il traversino su placca, ma ne esco.
L5: 5 a/b; L6: 4a; L7: 4a; L8: 5a: in scioltezza ma la stanchezza e il mal di piedi si fanno sentire..
L9: 5c Strapiombo. Toccherebbe a Marco, ma l’uscita del We precedente lo ha stancato eccessivamente e non è riuscito a recuperare completamente. Vado io e con pazienza completo lo strapiombino senza barare.
L10: 3 Sosta in comune con Dr. Jimmy: e qui inizia la coda ! Gli altri gruppi arrivano come alle ore 18.00 in barriera Milano EST !
L11: 4a; Corsia preferenziale Telepass premium e si va … (a spit alterni in parallelo arriviamo alla sosta successiva).
L12 5a; L13 2: Completiamo qui la via, e prendiamo a destra il sentiero che ci riporta in 20 minuti circa alla macchina.
Anche questa domenica ci siamo divertiti alla grande: via semplice ma divertente ! proprio quello che ci vuole dopo il tour de force Roma / Londra / Milano della settimana trascorsa.
Saluti a tutti e beccatevi le foto:
L3: Muretto plasir
L9: lo strapiombino
L’arrivo al casello in coda !
Set
10
2010
Difficoltà: PD+ ( III+ / 40° )
Dislivello: 1050m + 450m + 1500m discesa
Tempo: 8h al rifugio + 2,30h alla vetta + 7h per la discesa.

Nel momento in cui passano 3/4 giorni da una grande impresa (per i miei bassi livelli) allora ci si rende veramente conto di quello che si è compiuto.
Solo oggi riesco a ricordare bene le immagini della vetta, del panorama, di essere in cima al Pizzo Bernina, fino ad ora erano solo immagini che si escludevano dalla mente per via dell’enorme fatica impiegata. Man mano che i giorni passano la testa si sgombra e i pensieri si fanno strada nelle fitta nebbia della mente.
Oggi sono al lavoro ancora con le vesciche ai piedi che fanno male e il ginocchio che si riprende piano piano. é stata dura ma io e Massi ce l’abbiamo fatta ora me ne rendo conto!
Tutto ha inizio da una telefonata di Massi che mi sorprende dopo mesi che non ci sentiamo ma io so già perchè e lo anticipo diceno “Bernina?”, silenzio, poi “Eh si dai! Che ne dici?”.
Ci troviamo a casa mia venerdi sera verso le 22, io sono stanco morto da una settimana infernale al lavoro, anche Massi non è proprio in forma. Ho anche un accenno di raffreddore forse per via dell’aria condizionata. Gli offro qualcosa da bere, vediamo la partita dell’Italia poi a nanna con la sveglia puntata alle 5 per cercare di prendere la prima funivia, quella delle 8.30 che dal parcheggio porta al Diavolezza (2973 m), Cosi facciamo, dopo la colazione partiamo da casa mia e arriviamo alla funivia in 2,30h. Paghiamo 33 franchi a testa e partiamo, uscita dalla cabina purtroppo scopriamo che le previsioni erano sbagliate, è nuvoloso e coperto
con qualche fiocco di neve. vabbè poco male speriamo domenica sia bello, comiciamo a camminare e legati in conserva attraversiamo il ghiacciaio del Morteratsch, prima però purtroppo occorre invece scendere per sentiero tra sfasciumi morenici sino al vadret Pers che fa perdere 200 metri di quota.
Rimaniamo troppo a sinistra e ci ritroviamo in una zona molto crepacciata che
attraversiamo con cura. Finito il ghiacciaio saliamo su terreno nevoso e roccioso per poi arrivare in cresta prima della mitica Fortezza.
La Fortezza è un risalto roccioso che si affronta o con tiri di corda o in conserva. Le difficoltà rimangono sempre tra il II e III grado,
ci sono anche gli spit, le frecce rosse disegnate sulla roccia che ti indicano la strada e anelli di calate per la doppia, insomma non ci si può perdere o sbagliare. Finita la fortezza, non senza difficoltà , con molta stanchezza procediamo per terreno ghiacciato
che sale per 200 metri di dislivello. Ormai siamo molto stanchi e comincia anche a fare freddo. Ci si dirige tutto a destra in una zona molto crepacciata ma ben tracciata da gente esperta, ci ritroviamo anche su veri e propri ponti di neve. Tra sali e scendi vediamo come un miraggio il Rifugio Marco e Rosaa 3600 metri di quota, arriviamo morti dopo 8 ore di cammino e 9 km in tutto di percorso.
Io sono a pezzi e con Massi ci sistemiamo in camera a dormicchiare un pò, dopo un thè caldo e una coca cola. Ci sveglia il rifugista gridando “CENAAAAA!!!”. Scendiamo per la cena, dei bellissimi poster
ci allietano la permanenza. Si mangia discetamente bene ma sia io che Massi abbiamo un pò di nausea e non finiamo tutto. Andiamo a letto per le 21 circa e personalmente mi addormneto subito e faccio una tirata fino alle 5 ora in cui ci svegliano i cellulari. Scendo dal letto mi sento meglio, vedo alla finestra e vedo una bellissima stellata e subito sveglio tutti dando la bella notizia. Sarà una giornata bellissima di sole. Scendiamo per la colazione e subito dopo usciamo ci leghiamo e partiamo in direzione del Pizzo Bernina.

Partiamo per le 6,30 e la salita dietro al rifugio è subito faticosa e sale su bella dritta. alla fine del ghiaccio si incontrano subito un primo risalto di rocce che con una arrampicata di II - III grado porta in cresta.
La cresta è affilatissima
e con molta attenzione arriviamo ad un secondo sperone di roccia che conduce alla vetta italiana con passaggi un pò più difficili di III+. Alla fine di questi c’e’ ancora un tratto di
cresta che porta alla cresta roccia finale
dove abbandoniamo ramponi, picozza e zaino e con una arrampicata facile ma su placchette arriviamo in vetta dopo 2h e mezza.
Che dire siamo in vetta al Bernina ma non ce la godiamo molto anche se il panorama è incredibile. Siamo preoccupati di non perdere la funivia che chiude alle 17. Scendiamo subito,
recuperiamo il materiale e con un paio di doppie ritorniamo sul sentiero dove correndo quasi arriviamo al rifugio. Io sono già a pezzi e anche Massi non se la passa bene ma dopo una pausa di mezz’ora dobbiamo ripartire stanchi.
Cominciamo a salire per ritornare sulla parte alta della montagna a sinistra del rifugio guardando verso la Valmalenco. Una risalita di 300 metri che ci taglia le gambe, ritorniamo alla Fortezza tenendo sempre d’occhio l’ora. Arriviamo alla Fortezza cominciamo con le doppie, io sono sempre più stanco e finiamo anche l’acqua. Con 5 doppie,
bestemmie varie, corde che si incastrano e si aggrovigliano finiamo il tratto di rocce e cominciamo sul ghiaccio.
Adesso siamo veramente stanchi, disidratati
e sono le 15. Continuiamo a scendere nel tratto roccioso per poi arrivare sul ghiacciaio finale che attraversiamo fino a sotto la funivia arrivando alle 16. Ci sistemiamo e cominciamo la più faticosa risalita della mia vita. 200 metri di risalto per tornare alla funivia che mi uccidono fisicamente e moralmente fino a farmi giurare con Massi di non tornare mai più da quelle parti. Arriviamo alla funivia alle 16.35 dopo esserci divisi il trasporto della corda. Io non ci vedo quasi più e Massi arriva come un fantasma.
Beviamo 1,5 litri d’acqua a testa e prendiamo la funivia sotto lo sguardo della gente perplessa e compassionevole. Siamo finalmente alla macchina prendo un’aspirina e non capisco più niente.
Mi rendo conto che chissà dove ho perso guanti e cappellino, vabbè poco importa. Partiamo con la macchina e dopo 2,30 arrivo a casa.
Non ne voglio più sapere di 4000 per un bel pò.
dDalle foto però mi rendo conto che siamo stati molto bravi e fortunati.
Che roba ragazzi. Grazie Massi per la compagnia.
Ciao.