Archivi per Marzo, 2011

Mar 25 2011

MMM - Medale_Manuel_Marco (Via Cassin, review)

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Un Venerdì di ferie, strappato con le unghie agli impegni incombenti, alla sfortuna che fino all’ultimo ha reso incerta la cosa…

Mentre le file di auto puntano la città e il lavoro quotidiano, noi fuggiamo dritti verso la nostra passione: è una giornata bellissima, io  e Marco ci troviamo di buon’ora in vista del Medale! 

medale.jpg

L’obiettivo è ripetere la Via Cassin: delle ripetizioni che abbiamo fatto questa è quella a cui ci tenevo di più, perchè due anni fa la salii da secondo e quando guardavo il magnifico corno che sovrasta Lecco provavo sì un senso di soddisfazione, ma incompleto. Anche Marco la pensava come me, e così eccoci lì: al parcheggio di Laorca dove abbiam lasciato la macchina e ci siamo incamminati col materiale, sul sentiero che punta la base della parete e infine a districarci tra le stradine che abbandonano il sentiero principale, ognuna diretta ad una via. La seconda è quella che porta alla Cassin.

I tiri iniziali sono abbordabili, ma fin da subito il Medale si fa riconoscere: le protezioni non mancano nei tratti più duri, abbondano addiruttura in quelli “unti”, mentre in quelli più semplici si riducono all’essenziale, dando alla progressione una connotazione alpinistica che si apprezza per tutta la via. Il primo tiro, relativamente semplice, l’ho dovuto affrontare con la dovuta calma, per abituarmi alla chiodatura “lunga” (due fittoni in tutto) che oltre tutto fa sì che la direzione da seguire non sia sempre facilmete individuabile. Bella la placchetta che introduce nella seconda lunghezza e ostico il diedro che apre il terzo tiro: non banale e unto da far schifo! di grande aiuto la catenella che c’è nel tratto più scivoloso!

Nel quarto tiro la stanchezza della settimana si è fatta sentire e mi ha un po’ scoraggiato perchè non eravamo ancora a metà e le difficoltà erano ancora in gran parte davanti. Il diedro del quinto tiro è una di queste: faccio un po’ fatica a raggiungerlo, ancora a causa di un tratto reso un po’ troppo scivoloso dalle tante ripetizioni di questa mitica via, e devo un po’ capirlo, ma quando lo supero mi sento rigenerato e la stanchezza non si fa sentire più di tanto. Lo stesso vale per quello che fu “il tiro della radice”, dopo il quale Cassin e il “Boga” dovettero bivaccare a causa di un temporale: per poter affrontare il traverso verso destra si deve superare un muretto difficile ed un tratto piuttosto esposto, si deve faticare un po’ma poi la soddisfazione non manca! A questo punto seguono due tiri in cui si può tirare un po’ il fiato, e sono provvidenziali per prepararsi all’ultima fatica: il tiro del traverso untissimo! Anche qui mi meraviglio: la roccia in ceri tratti è addirittura lucida, le prese buone non sono affidabili come sembrerebbero… Indubbiamente è una via frequentatissima! Ogni tanto dò un’occhiata alla Madonnina che c’è nella piccola sosta prima del nono tiro e con un po’ di concentrazione completo il traverso. Peccato che giunto qui vedo un chiodo, rinvio e… non vedo più nulla! Proseguo verso sinistra e supero lo spigolo seguendo quella che mi sembra la logica continuazione del tiro. Invece mi sbaglio e me ne accorgo solo dopo aver superato delle roccette molto mobili: per non farle cadere le passo velocemente col risultato di accorgermi di essere fuori via pericolosamente lontano dal chiodo! E’ un brutto momento: avanzo cercando di mantenere la calma, ma è una lotta dura e sento la paura che minaccia di farmi fare passi avventati; non rifletto bene, metto male i piedi e non mi aggrappo sempre nel modo migliore. Mi impongo di fermarmi: in fondo non posso essere fuori di molto! Guardo bene e decido di arrivare a un grosso spuntone di roccia: lì se non altro posso infilare un cordino e calarmi fino al chiodo! Già questa risoluzione è sufficiente per farmi avanzare tranquillo: quando arrivo allo spuntone sento che è ben solido come speravo. Per prima cosa mi ci aggrappo bene e mi sporgo un po’ per poter vedere oltre lo spigolo che avevo superato per sbaglio alcuni metri più in basso, e con grande gioia vedo una placca molto più abbordabile, sovrastata da un luccicante, solido spit. A questo punto l’unica difficoltà fino alla sosta è l’attrito! Quando recupero Marco mi scuso per averlo fatto aspettare un bel po’ e lui mi conferma cha al chiodo alla fine del traverso sarei dovuto andare a destra! poco dopo avrei comodamente raggiunto la sosta che così non ho visto, e ho concatenato 2 tiri! Peccato per questa svista: ormai mancava poco… E infatti Marco supera un altro tiro e mi dice di vedere la vetta, che raggiungo superando l’ultimo tratto più erboso che non roccioso.

Ecco le foto di vetta! Grazie a Marco x la compagnia e a Valerio per le mezze corde!

manuvetta.jpg marcvetta1.jpg marcvetta2.jpg

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Mar 21 2011

Falesia del Laghetto

Pubblicato da Valerio in Arrampicata

Una bella mattinata all’insegna di un’arrampicata piacevole e rilassante. Siamo io, Marco e Manuel presso la Falesia del Laghetto.

Proprio quello che ci voleva per riprendere, dopo tre mesi, ad arrampicare con piacere ed entusiasmo !

:-)

Le foto della mattina plasir:

img00094-20110320-1101.jpg  img00095-20110320-1126.jpg  img00096-20110320-1148.jpg  img00097-20110320-1308.jpg

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Mar 06 2011

Via Topo Bianco - Corma di Machaby

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Per me è la prima volta al “paretone” di Machaby. I miei compagni, Marco e Graziano, lo conoscono bene. La via che abbiamo scelto di fare è la “Topo Bianco”: è da un po’ che la sento nominare dai miei amici, e finalmanete le condizioni del weekend in arrivo sono ideali per tentarla. Ci mettiamo d’accordo per fare due cordate e optiamo per andarci Domenica, contando sul fatto che una giornata in più di sole possa asciugare meglio la roccia dopo le piogge del Giovedì. Al ritrovo fissato a Lainate delle 8:15 però, siamo solo  noi tre, e partiamo alla volta della Val d’Aosta.

Giunti ad Arnad scopriamo che al paretone non c’è nessuno: strano, in genere è frequentatissimo… La nostra via si inerpica sulla parte destra della parete, e devo dire che è proprio mastodontica vista da sotto: imponente e solida si staglia nel cielo superba, oltre 200 metri di placche in gneiss che inducono timore e rispetto, lanciando la consueta sfida.

Percorso il comodo sentiero di avvicinamento ci accorgiamo che il primo tiro è un po’ bagnato, e restiamo per un po’ ad indugiare sul da farsi, col timore che anche il resto della via possa non essere ancora del tutto asciutto… dei tre sono quello più titubante dato che non conosco il posto ed è un po’ che non arrampico, ma so che è la mia solita sfiducia a rendermi così, così mi lascio contagiare dal loro entusiasmo e alla prima sosta la visuale è migliore e rivela una parete pressochè asciutta, che premia la nostra caparbietà…

L1 - Il tiro a vista si rivela duretto, ma quando lo si affronta si sente subito che la roccia è ottima e dà molta sicurezza, che permette di superare i primi passi più complicati. In seguito le difficoltà calano, e sulla destra si trova comodamente la sosta. Il tiro è dato di 5c e direi che ci sta tutto, specialmante con la roccia parzialmente bagnata come l’abbiamo trovata noi.

L2 - Si sale in verticale per una trentina di metri: la progressione segue due comode fessure dscn2970_rid.jpg che offrono molte possibilità di appiglio, cosicchè le difficoltà calano ulteriormente: 5b dscn2971rid.jpg. Il tiro è comunque molto bello!

L3 - E’ dato come il tiro chiave della via, e infatti dopo aver piegato a destra riprende a salire verticalmente su placca ripida e piuttosto liscia: qui il 6a dichiarato ci può stare, ma la roccia buona e il tiro ben protetto aiutano molto dscn2972rid.jpg

L4 - Al contrario del precedente, questo tiro l’abbiamo invece trovato più complicato di quanto viene dichiarato dalle varie relazioni: è dato di 5c, ma a nostro avviso è comparabile a L3, se non più difficile! Placca tecnica e muretto finale, da vincere stando sulla destra

L5 - E’ il tiro che porta alla cengia erbosa che si trova a metà parete e dunque ai tiri di raccordo più semplici. Meno complicato dei precedenti (5a), ma occhio al tratto iniziale, che col traverso delicato sulla destra è di tutto rispetto: evitare di affrontarlo troppo “baldanzosi”, con l’idea di essersi lasciati del tutto le difficoltà alle spalle; personalmente l’ho un po’ sottovalutato e mi è scivolato un piede, una cosa da nulla ma… attenzione!

L6 - Lunghezza di raccordo. Si possono vedere le targhette metalliche che indicano il proseguimento di altre vie (”Par Condicio”, “Patata bollente”, “Bucce d’Arancia”…). Ovviamente c’è anche la targhetta della “Topo Bianco”, che dalla quinta sosta si raggiunge piegando a destra e rimontando una placchetta. Noi invece ci siam portati per sbaglio verso sinistra, finendo su una grossa cengia. A questo punto abbiam salito una placchetta rientrando a destra e raggiungendo la targhetta giusta. I tiri di raccordo sono comunque piuttosto semplici (3b); occhio semmai alle indicazioni ed alla relazione!

L7 - Altro tiro su placca, molto bello (5b): ecco Graziano in azione dscn2974rid.jpg  e Marco che fa sicura  dscn2975rid.jpg dscn2976rid.jpg. Obliqua leggermente a destra all’inizio, per poi salire di nuovo in verticale.

L8 - Vale anche qui il discorso di L5: vietato sottovalutare quest’ultima lunghezza piuttosto ostica! Le difficoltà tornano quelle dei primi tiri (5c), ma bisogna rimontare un dislivello non banale e superare un tettino raggirandolo sulla destra, con spit poco visibili e passi delicati. Poi si riprende a salire su placca tecnica con ottime concrezioni e si incontrano dei risalti che impediscono di vedere la sosta, il che può trarre in inganno facendo temere di aver sbagliato. Proseguendo, comunque (anche qui gli spit non sono sempre ben visibili), la si trova comodamente e a questo punto le difficoltà sono veramnete alle spalle.

L9 - Una trentina di metri via via sempre più semplici (4a), fino alla sosta.

L10 - Le difficoltà e la pendenza calano ulteriormente, fino alla sommità della Corma, 3b

Nel complesso una via di tutto rispetto; forse un po’ sopravvalutata nelle indicazioni (la targhetta alla base della parete riporta 6b, ma direi che è un po’ troppo, come confermano altre fonti), ma veramente bella e molto verticale dscn2973rid.jpg.

Stupendo il panorama! dscn2979rid.jpg  dscn2983rid.jpg

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Mar 02 2011

Corna di Medale - Via Anniversario.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Sicuramente la via più dura che abbiamo fatto fino ad ora. Il medale non offre vie sportive tipo falesia anche se i resinati ci sono (distanti) e tutte le soste sono attezzate con catena.
Sono insieme a Graziano ed Andrea (21 anni e già ha fatto l’anniversario, complimenti!), tutto organizzato un pò all’improvviso il venerdi sera al telefono, il tutto mi trasmette una strana tensione e preoccupazione, so già che sarà dura ma sono contento di fare la mia seconda via in Medale.
Ci troviamo alle 8 alla nostra edicola e partiamo decisi verso l’attacco della via (il nome della via è anche scritto in blu sulla roccia).
Dico subito che ci impiegheremo un botto, circa 7 ore, però ce l’abbiamo fatta. La via è molto lunga (350 metri). In via c’erano 4 cordate.
L1 - Il primo tiro è subito duro, si sale per 20 metri circa facile ma poi una parete liscia si presenta ardua e dopo altri 10 metri arriviamo in sosta. VI grado sicuro se si seguono gli spit. imgp4271.JPG
L2 - Seguire i resinati, il tiro è più facile del precedente ma di poco, 30 metri V+. imgp4273.JPG
L3 - Il tiro parte delicato e via via verticale ma poi arriva un traverso a sx molto difficile  imgp4275.JPG  con 2 chiodi vecchi ad assicurarci (mungitura!!!) VI+ 40 metri. imgp4274.JPG
L4 - Più o meno simile al precedente ma il traverso che incontriamo qui è un pò più semplice. 30 metri VI.
L5 - Salire seguendo i resinati di sinistra che aggirano un tetto poi ia via dritti in sosta.  imgp4275.JPG   Tiro più corto di 25 metri circa ma da non sottovalutare V+.
L6 - Tiro impegnativo di 30 metri di VI grado. Salire dritti fino a sotto la sosta dove c’e’ un passo molto delicato, scopriamo che hanno spaccato a martellate un resinato cosi Andrea è costretto a traversare a dx poi dritto e ricongiungersi con difficoltà alla sosta a sx. imgp4278.JPG
L7 - Il tiro più difficile della via. Dò il cambio ad Andrea e dopo un’opera di autoconvinzione parto. imgp4280.JPG   All’inizio il tiro è facile e va su dritto seguendo i chiodi fino ad un tetto che si aggiare a sinistra, appena mi sposto vedo cosa mi aspetta: un muro diedro liscio (e unto) che mi spaventa non poco. Parto fino a raggiungere un resinato e rinvio, poi c’e’ un chiodo e rinvio qui iniziano i problemi il resinato è lontano allora decido di mettere un friend che entra per 3/4 rinvio, mungo, prego che tenga e chiudendo gli occhi arrivo al successivo resinato (sospiro di sollievo!!!) ancora difficile traversare a sx poi risalire alla sosta. 35 metri VII-. imgp4281.JPG
L8 - Tiro duro anche questo di 30 metri VI+. Si parte dritti puntando il grosso tetto,  imgp4282.JPG  fino a qui facile, poi si rinvia su un resinato in forte strapiombo ma ammanigliato. si sale ancora superando un primo tetto (ci sono 2 cordoni che aiutano molto) poi ancora un piccolo tetto da superare e ancora difficile fino alla sosta.  imgp4283.JPG
L9 - L10 - Li metto assieme perchè non ho visto la sosta di L9 e infatti il tiro è lunghissimo. 50 metri di V+ con un attrito pazzesco. Con molta difficoltà e gli avambracci distrutti recupero gli altri 2 e chiedo a Graziano di darmi il cambio. imgp4284.JPG imgp4285.JPG
L11 - Facile tiro di IV grado, si punta a dx verso il resinato e l’albero che si vede. imgp4286.JPG
L12 - Decidiamo di trascurare la via originale dritto perchè la roccia sembra molto instabile e ci spostiamo a dx per l’ultimo tiro della Saronno ‘87, 20 metri di V+ tutte le fatiche sono concentrate nei primi 10 metri  imgp4287.JPG  poi molto più facile poi si sosta su grosso albero.
Sono le 17 è finita imgp4291.JPG   io sono a pezzi  imgp4290.JPG   e ringrazio Graziano (5° volta per lui su questa via) e Andrea  imgp4289.JPG  , poi raggiungiamo a sx la fine della via Cassin dove comincia il sentiero che riporta giù in paese dove ci facciamo la solita birra, panino e quant’altro.
é martedi e sono ancora stanco, ma felice. Ciao.

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