Mag 24 2011
Pilastro Corsini - Via Pacha Mama.
Bellissima. Davvero una bella via.
Questo progettino, Dario-ne ed io, lo avevamo in testa da questo inverno, ne parlavamo sempre in palestra. Il momento buono arriva Giovedi 19, per impegni vari l’unico modo è prenderci un giorno di ferie.
Ci troviamo a Lainate e partiamo per Pontemaglio arrivando verso le 9,30.
Dopo un caffè ci incamminiamo nel bosco alla ricerca dei bolli rossi che in 15 minuti ci portano all’attacco della via.
Ci leghiamo e Darione parte.
L1 - Il tiro inizia facile ma via via le difficoltà salgono fino ad incontrare un passaggio duro che tirando il rinvio si supera facilmente. 6a 20 metri spittata corta.
L2 - Difficile all’inizio ma i 3 spit vicinissimi agevolano notevolmente la salita. Subito dopo la placca si abbatte notevolmente ma un friend 0,5 mi è molto friend per l’occasione. 5c spit all’inizio, poi tutta da proteggere la fessura ma facile. Farsi una camminatina verso sinistra per raggiungere l’attacco del terzo tiro.
L3 - Uno spit all’inizio poi è necessario integrare con dei friends, successivamente non troppo difficile alzarsi verso sinistra e arrivare in sosta. 5b 20 metri.
L4 - Tiro difficile. Andare a prendere il camino diero a sinistra e alzarsi come meglio si può (spit) poi integro con un friend 0,5 una fessura orizzontale e con difficoltà rinvio e mi alzo a prendere un altro spit. Qui inizia una fessura molto lunga tutta da proteggere per niente facile fino in sosta. 5c 30 metri.
L5 L6 - Questi 2 tiri facili ci volevano proprio per respirare, seguire il traliccio dell’alta tensione e gli spit e arrivare in sosta. C’e’ molta vegetazione ma ravanando la sosta di L6 si trova.
L7 - Traversare a sinistra e rinviare su spit poi tutta una rampa verticale che io da secondo non ho trovato troppo facile fino in sosta. 5c 20 metri spit.
L8 - Il tiro più difficile ma solo tecnicamente perchè è spittato bene e corto. Prima si va a sx poi si sale dritti lungo un diedro dove si riescono a infilare le dita ma diviene poi sempre più piccola e superficiale fino a costringrmi a mungere per passare. Poi diventa più facile, si segue una fessura (saltare la sosta che serve solo per le calate) tutta da proteggere con frind dell’1 e del 2. Albero e sosta. 6a+ 35 metri.
L9 - Non proprio facilissimo. Si sale dritti fino allo spit poi si incotra un chiodo giallo e con difficoltà spostarsi a sx e su dritti fino in sosta. Alla fine più facile. 5b 25 metri.
L10 - Io l’ho trovato il tiro più duro della via. Parto dritto e arrivo ad un grosso masso incastrato. Molto difficile superarlo, c’e’ un friend incastrato ma ne ho messo un altro dell’1 poco sopra. Alla fine dai e dai riesco a passare praticamente abbracciando tutto il masso. inizia una magnifica rampa che si sale in dulfer, molto dura, spit poi un friend del 2 più in alto (messo alla buona) e poi su dritti fino ad una scomodissima sosta. 6a 20 metri.
L11 - Dritti verticali (non facile) e via via un pò più duramente fino in sosta dove praticamente c’e’ un pianoro e qui facciamo una pausa. 5b 20 metri.
Qui praticamente finiscono le difficoltà psicologiche.
L12 - Dopo una bella pausa per rifocillarci ci spostiamo di circa 10 metri a dx per continuare la via. Tutto verticale fino in sosta. corto e facile. 4.
L13 - Bella placca chiodata bene. Io ho fatto fatica per via del caldo e mal di piedi. 5b.
L14 - Tiro abbastanza easy tranne un passaggio duro che si può tranquillamente azzerare. Quarto grado.
L15 - Tiro di terzo grado. Facile. Faccio sosta su albero per stare in ombra.
Finita. Qui troviamo un grosso tubo nero con dentro un libro (che commentiamo) e delle penne.
Ci abbraciamo felici siamo in vetta!
Ci riposiamo un pò ma rimaniamo concentrati perchè la discesa è lunga e diffcile. Ci dirigiamo verso un albero più in alto e cominciamo a scenere seguendo i bolli rossi fino a raggiungere un cavo di metallo che seguiamo. Dopo 30 minuti di discesa perdiamo di vista i bolli rossi e cominciamo a scendere un pò a casaccio (rischiando scivoloni pesanti dove Dario si buca una mano pr colpa di un riccio di castagno!!!) piano piano arriviamo fino a fuori dal boschetto e alla macchina dopo un’ora di faticaccia.
Una via davvero bellissima che consiglio a tutti. Consiglio di non portarsi troppa roba nello zaino (come noi lo abbiamo soprannominato il “bambino”) per non rendere difficile il fatto di andare da secondi (a volte non vedevo l’ora di andare da primo!!!).
Ci riposiamo in un baretto a Crodo ripensando alla via appena conclusa.
Davvero bella.