Archivi per Maggio, 2011

Mag 24 2011

Pilastro Corsini - Via Pacha Mama.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Bellissima. Davvero una bella via.
Questo progettino, Dario-ne ed io, lo avevamo in testa da questo inverno, ne parlavamo sempre in palestra. Il momento buono arriva Giovedi 19, per impegni vari l’unico modo è prenderci un giorno di ferie.
Ci troviamo a Lainate e partiamo per Pontemaglio arrivando verso le 9,30. imgp4347.JPG
Dopo un caffè ci incamminiamo nel bosco alla ricerca dei bolli rossi che in 15 minuti ci portano all’attacco della via. imgp4348.JPG
Ci leghiamo e Darione parte.
L1 - Il tiro inizia facile ma via via le difficoltà salgono fino ad incontrare un passaggio duro che tirando il rinvio si supera facilmente. 6a 20 metri spittata corta.
L2 - Difficile all’inizio ma i 3 spit vicinissimi agevolano notevolmente la salita. Subito dopo la placca si abbatte notevolmente ma un friend 0,5 mi è molto friend per l’occasione. 5c spit all’inizio, poi tutta da proteggere la fessura ma facile. Farsi una camminatina verso sinistra per raggiungere l’attacco del terzo tiro. imgp4349.JPG
L3 - Uno spit all’inizio poi è necessario integrare con dei friends, successivamente non troppo difficile alzarsi verso sinistra e arrivare in sosta. 5b 20 metri.
L4 - Tiro difficile. Andare a prendere il camino diero a sinistra  imgp4350.JPG  e alzarsi come meglio si può (spit) poi integro con un friend 0,5 una fessura orizzontale e con difficoltà rinvio e mi alzo a prendere un altro spit. Qui inizia una fessura molto lunga tutta da proteggere per niente facile fino in sosta. 5c 30 metri.
L5 L6 - Questi 2 tiri facili ci volevano proprio per respirare, seguire il traliccio dell’alta tensione e gli spit e arrivare in sosta. C’e’ molta vegetazione ma ravanando la sosta di L6 si trova. imgp4351.JPG
L7 - Traversare a sinistra e rinviare su spit  imgp4352.JPG  poi tutta una rampa verticale che io da secondo non ho trovato troppo facile fino in sosta. 5c 20 metri spit.
L8 - Il tiro più difficile ma solo tecnicamente perchè è spittato bene e corto. Prima si va a sx poi si sale dritti lungo un diedro dove si riescono a infilare le dita ma diviene poi sempre più piccola e superficiale fino a costringrmi a mungere per passare. Poi diventa più facile, si segue una fessura (saltare la sosta che serve solo per le calate) tutta da proteggere con frind dell’1 e del 2. Albero e sosta. 6a+ 35 metri. imgp4356.JPG
L9 - Non proprio facilissimo. Si sale dritti fino allo spit poi si incotra un chiodo giallo e con difficoltà spostarsi a sx e su dritti fino in sosta. Alla fine più facile. 5b 25 metri.
L10 - Io l’ho trovato il tiro più duro della via. Parto dritto e arrivo ad un grosso masso incastrato. Molto difficile superarlo, c’e’ un friend incastrato ma ne ho messo un altro dell’1 poco sopra. Alla fine dai e dai riesco a passare praticamente abbracciando tutto il masso.  inizia una magnifica rampa che si sale in dulfer, molto dura, spit poi un friend del 2 più in alto (messo alla buona) e poi su dritti fino ad una scomodissima sosta. 6a 20 metri. imgp4358.JPG

 L11 - Dritti verticali (non facile) imgp4359.JPG  e via via un pò più duramente fino in sosta dove praticamente c’e’ un pianoro e qui facciamo una pausa. 5b 20 metri.
Qui praticamente finiscono le difficoltà psicologiche.  imgp4360.JPG
L12 - Dopo una bella pausa per rifocillarci ci spostiamo di circa 10 metri a dx per continuare la via. Tutto verticale fino in sosta. corto e facile. 4.  imgp4362.JPG
L13 - Bella placca chiodata bene. Io ho fatto fatica per via del caldo e mal di piedi. 5b.  imgp4363.JPG
L14 - Tiro abbastanza easy tranne un passaggio duro che si può tranquillamente azzerare. Quarto grado.
L15 - Tiro di terzo grado. Facile. Faccio sosta su albero per stare in ombra.
Finita. Qui troviamo un grosso tubo nero con dentro un libro (che commentiamo)  imgp4368.JPG  e delle penne. imgp4365.JPG
Ci abbraciamo felici siamo in vetta! imgp4364.JPG
Ci riposiamo un pò ma rimaniamo concentrati perchè la discesa è lunga e diffcile. Ci dirigiamo verso un albero più in alto e cominciamo a scenere seguendo i bolli rossi fino a raggiungere un cavo di metallo che seguiamo. imgp4353.JPG  Dopo 30 minuti di discesa perdiamo di vista i bolli rossi e cominciamo a scendere un pò a casaccio (rischiando scivoloni pesanti dove Dario si buca una mano pr colpa di un riccio di castagno!!!) piano piano arriviamo fino a fuori dal boschetto e alla macchina dopo un’ora di faticaccia.
Una via davvero bellissima che consiglio a tutti. Consiglio di non portarsi troppa roba nello zaino (come noi lo abbiamo soprannominato il “bambino”) per non rendere difficile il fatto di andare da secondi (a volte non vedevo l’ora di andare da primo!!!).
Ci riposiamo in un baretto a Crodo ripensando alla via appena conclusa.
Davvero bella.

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Mag 08 2011

Spigolo Vallepiana (Grignetta, piramide Casati)

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Una super “Classica” della Grignetta… che tra l’altro mi mancava, così ho convinto il mio socio Marco, che l’aveva già fatta qualche annetto fa, a fare questa via.

Eccoci dunque risalire in un’affollata Domenica mattina i pendii della Direttissima che costituiscono la prima parte dell’avvicinamento. Giunti all’altezza del gruppo del Fungo comincia la discesa in cui prendiamo il consueto sentiero Giorgio, che ben conosciamo per averlo percorso verso altre vie fatte in passato, per le quali riconosciamo i vari bivi che portano ai rispettivi attacchi (lo spigolo Boga, la Cassin al Palma…). Finalmente, quando il sentiero riprende decisamente a salire verso il rifugio Rosalba (e insieme alla pendenza cresceva anche la preoccupazione di aver sbagliato), riconosciamo da lontano il sasso con indicata la “R” (di Rosalba presumibilmente) indicato dalla nostra relazione come il punto in cui abbandonare il  sentiero per portarci verso l’attacco della via.

E’una bella Domenica di sole, per cui come noi ci sono altre persone che hanno scelto il noto spigolo: una cordata sta già risalendo il primo tiro e insieme a noi comincia a prepararsene un’altra, piuttosto numerosa. Corriamo a più non posso e ci guadaniamo così la possibilità di attaccare subito.

L1: è una lunghezza dalle difficoltà contenute, ma l’esposizione non manca e la si avverte sin dai primi movimenti. Decisamente verticale il primissimo tratto, poi ci si porta leggermente a sinistra per aggirare un tratto difficile e strapiombante (1 spit), quindi si rientra a destra per guadagnare lo spigolo vero e proprio, che si segue fino al terrazzo della sosta, che non è visibile fin da subito per via di un diedrino di un paio di metri che si deve superare poco prima (III+).

L2: Inizialmente facile, si parte piegando leggermente a destra per poi recuperare fino a riportarsi sulla verticale della sosta di L1. A questo punto riprende la progressione in verticale con l’esposizione che torna a farsi sentire decisamente, e in un paio di passaggi si trovano dei passi di V (per il resto la lunghezza resta sul IV+): passi impegnativi ma ben protetti. In vista del camino Porro si trova la comoda sosta.

L3: Si parte verticalmente per poi piegare subito decisamente a sinistra, in modo da portarsi proprio sulla parete di sinistra del camino Porro. Si percorre così il lungo canale che si trova a questo punto: è un tratto piuttosto lungo, ma dopo il primo tratto l’arrampicata diviene qui piuttosto facile. Nel canale ci si può tenere indifferentemente sul fondo o sulla sinistra, finchè alla fine si incontra un netto salto verticale. A questo punto bisogna arrampicarsi sulla parete di destra dove un ultimo tratto di IV con un resinato ben visibile conduce alla sosta che posta sul terrazzo che si trova sopra l’ultima parete di destra: la catena è attaccata ad un grosso masso appoggiato al terrazzo.

 L4: Si aggira il masso della sosta sulla destra e si riprende a salire, fino a riportarsi in pieno spigolo, dove torna a farsi sentire l’esposizione. Si sale prima in verticale, poi piegando leggermente a destra, attraversando un camino appena accennato. L’ultimo tratto è costituito da un muretto piuttosto duro ed esposto (IV+) che termina con un altro caminetto evidente, in cui si entra, lo si supera, e sul terrazzo posto sopra di esso si trova la sosta. Altro tiro piuttosto lungo (sui 40 m.).

L5: Partenza molto intensa per questa breve lunghezza, ma la difficoltà (sul IV) è tutta in questo primo tratto: si deve superare un tratto verticale ed esposto con una spaccatura e poi piegare leggermente a destra per superare una parete strapiombante. Questi movimenti sono tutt’altro che banali, ma poi sotto il tratto strapiombante dopo aver piegato a destra si trovano delle ottime maniglie e si continua su difficoltà molto contenute per i rimanenti pochi metri che separano dalla sosta.

L6: Dalla sosta di L5 si vede nettamente la cima, e infatti questa lunghezza è facoltativa, volendo la si potrebbe percorrere in conserva, in quanto è praticamente un tratto di cresta. Tuttavia è consigliabile fare quest’ultimo tiro di corda, anche perchè poco sotto la cima c’è un salto non banalissimo.

Giunti in cima si scende dalla parte opposta rispetto allo spigolo: un tratto non banalissimo che si può superare disarrampicando o con una doppia porta nell’intaglio fra la piramide Casati e il torrione Palma. Qui si trova il sentiero che porta alla Rosalba, che si può abbandonare poco prima per scendere verso l’attacco della via (comodo per recuperare il materiale), e da qui ripercorrere la via dell’avvicinamento per tornare ai Resinelli.

Anche se il grado si mantiene sul IV questa è una via di grande soddisfazione proprio perchè l’ambiente severo della Grignetta si fa sentire lungo tutta la progressione. Personalmente l’ho trovata più dura delle vie di pari grado sui Magnaghi. In una giornata meno “trafficata” avrebbe richiesto decisamente meno tempo per percorrerla.

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Mag 01 2011

Placche di pinocchio.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Bellissimo posto nei pressi di bellinzona in Svizzera.

Io, Manuel e Graziano preferiamo andare a soffrire in placche (poveri piedi) mentre Dario e Guido vanno a fare la via Quarzo li vicino alla nostra DX.

Ecco alcune foto del posto:

imgp4327-copy.JPG imgp4330-copy.JPG imgp4331-copy.JPG imgp4332-copy.JPG

Ci ritroviamo alla macchina per le 16, ovvio, birra a fiumi.

Ciao. 

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