Ago 28 2011
Archivi per Agosto, 2011
Ago 22 2011
Pizzo Badile - 3308 m. - Spigolo Nord
Difficoltà: D ( IV+ / passi di V )
Dislivello: 1100m + 900m + 2200m discesa
Tempo: 2,30h al bivacco all’aperto sotto la parete + 7,30h la via fino in vetta + 6h per la discesa.
Dopo 3 anni passati a parlarne, Manuel ed io, finalmente siamo passati ai fatti. Quest’anno ci sentivamo pronti, ci siamo preparati per 3 mesi, abbiamo rinviato fino al week end giusto, quello buono, il 21 - 22 Agosto. Previsioni perfette, gran caldo e stabile. Andiamo!
E’ una via che Manuel ha sognato fin da ragazzo, io non conoscevo neanche il Pizzo Badile ma mi convince a farlo e in effetti devo dire che è stata una delle avventure in montagna più belle che abbia fatto fino ad ora.
Sabato 20 Agosto lo passo con una certa tensione, preparo tutto, cerco di portare il minimo indispensabile per risparmiare peso facendo anche l’errore di valutazione più stupido che possa fare: decido di portarmi le scarpe da tennis invece degli scarponi cosi da risparmiare peso ma perdere molto in aderenza (quanti scivoloni!).
Domenica 21 Agosto mi alzo tardi, voglio dormire il più possibile, cosi verso le 11 faccio il brunch (colazione - pranzo assieme) e verso le 12 parto con la macchina ad incontrarmi con Manuel all’edicola a Lecco. Alle 13 partiamo con 2 macchine per i Bagni di Val Masino, arrivati parcheggiamo lungo la strada cosi da rispamiare i 5 euro del parcheggio, qui procediamo con la mia in direzione Bondo dove notiamo con piacere che la macchina che distribuisce i biglietti per accedere a Laret è rotta, questo ci consente di passare gratis, altri 10 euro risparmiati. Parcheggiamo e partiamo
Lungo il tragitto di salita verso il rifugio sasc fourà, Manuel accenna alla possibilità di pernottare sotto la parete per risparmiare 1,30h di avvicinamento il giorno successivo (e anche risparmiare soldi), prendo la palla al balzo visto e considerato che uno dei miei sogni nel cassetto era anche quello di bivaccare all’aperto. Cosi faremo. Arriviamo verso le 18 al rifugio dopo 1,30h faticosi, un pò titubanti decidiamo di proseguire, avvisiamo il gestore (che ci fa i complimenti per la scelta coraggiosa) e ci facciamo preparare 2 panini con formaggio (7 euro) e partiamo. Verso le 19,30 arriviamo nei pressi delle varie piazzole camping
allestite dai tanti alpinisti passati nel corso degli anni, scegliamo il nostro posto
e pernottiamo. La vista dello spigolo che affronteremo è fantastica. In giro c’erano solo una coppia di ragazzi destinati a scendere il giorno successivo e 4 ragazzi bresciani che invece faranno la Cassin (bravissimi), loro sono organizzati bene con sacchi a pelo e tenda mentre Manuel ed io niente.
Mangiamo il panino, beviamo il vinello che mi sono portato da casa, e ci godiamo il tramonto e la conseguente fantastica stellata notturna. Fa molto freddo e ci copriamo con tutto quello che abbiamo compreso gli zaini e le corde stando vicini vicini per scaldarci. Una notte insonne, ma non importa è troppo emozianante, Verso le 4 facciamo colazione con le nostre barrette e il thè caldo che la mamma di Manuel ha preparato per noi e alle 4,30 partiamo
insieme ai bresciani, arrivati alla cengia superire loro vanno per la Cassin e noi verso lo spigolo, ci salutiamo e procediamo. Arriviamo all’attacco della via verso le 5,30, alle prime luci, ci mettiamo le scarpette, ci leghiamo e partiamo in conserva.
Siamo i primi e procediamo veloci , arrivo davanti ad un primo gendarme e lo passo a sinistra poi individuo una fila di spit e qui cominciano le prime difficoltà, un muro verticale di circa 30 metri di IV+ ma ben protetto che porta sullo spigolo, da qui in poi più facile per circa 200 metri di dislivello sempre in conserva ma molto esposto. Dopo un pò arrivo davanti ad un muro molto verticale dove cominciamo a fare i tiri in cordata,
parto e subito sono in difficoltà poi fortunatamente individuo una serie di chiodi provvidenziali davvero e faccio sosta su spuntone poi procedo più facilmente lungo lo spigolo, va avanti Manuel che anche lui, giustamente, vuole andare da primo, riparto io e arrivo davanti ad una placca, 2 ragazzi tedeschi che ci avevano superato mi hanno aspettato per farmi andare davanti (approffittatori), salto sulla placca davvero liscia, IV+ sicuramente, e avanzo, chiamo Manuel e gli dico di salire e tutti dietro, di nuovo più facile arriviamo nei pressi della famosa frana, prima uno sguardo alla Cassin
, qui procediamo a destra ed ecco altri problemi, un paio di tiri di V grado con pochi chiodi consentono di ritornare sullo spigolo. Da qui in poi ancora dei tratti più facili ma sempre in massima esposizione (a volte pensavo tra me e me: vietato a chi soffre di vertigini)
arriviamo nella zona delle placche con fessure verticali, Manuel le affronta con disinvoltura, arrivo e riparto su di un diedro a destra facile ma molto esposto e nessun chiodo apparte le soste, chiamo Manuel che arriva e riparte fino a ritornare sullo spigolo. Siamo abbastanza veloci ma adesso anche molto stanchi, da qui in poi procediamo tutto in conserva, trande per un altro breve passaggio di V. Cercando di rimanere concentrato arriviamo fino quasi la vetta occidentale.
Qui incontro Enzo Nogara, una guida alpina espertissima della zona, mi dice che lo spigolo lo sta facendo per la 18esima volta e allora, con una faccia tosta incredibile, gli chiedo se possiamo proseguire assieme anche per la discesa che non conosciamo bene, lui gentilissimo acconsente. Lo seguo fino in vetta dopo un traverso di 50 metri e risalita finale
. Sono le 13 e siamo in vetta. Che gioia ma che stanchezza!!!
Mangiamo un panino e ci dirigiamo verso il bivacco Redaelli, tenuto davvero in ordine e pulitissimo. Enzo mi racconta che questo bivacco ha salvato molte vite e non stento a crederci è facile incasinarsi sullo spigolo e rimanere bloccati, penso anche a chi decide di fare le doppie lungo ad esso: eterne e quasi da pazzi. Aggiunge che comunque il bivacco andrebbe usato solo in caso di emergenza ma non tutti rispettano questa regola che mi trova pienamente in accordo.
Sono le 14 e cominciamo la discesa verso il Rifugio Giannetti, davanti Enzo, aiutando Paolo (il suo cliente) scende alla grande e ci fa risparmiare anche le prime doppie facendo il percorso disarrampiando, dopo circa 300 metri di discesa facciamo le prime 2 doppie da 30 metri poi continuiamo a piedi fino a raggiungere una croce , da lì un’altra doppia nel vuoto da 30 metri e una da 60 metri con le nostra corde fino al termine. Da qui in poi una camminata di 30 minuti fino al rifugio dove arriviamo stravolti. Sono le 17.30.
Ci riposiamo per 30 minuti, mangiamo, Manuel chiama a casa e alle 18.00, dopo aver salutato Enzo che ci fa i complimenti per aver dormito all’aperto e per scendere subito ai Bagni senza pernottare al rifugio come farà lui, cominciamo la discesa sotto gli sguardi pietosi di tutta la gente (conosciuta anche sullo spigolo) che non ci invidia per niente.
3h di puro massacro per le ginocchia, gambe e piedi fino alla macchina. Nell’ultima mezz’ora ho odiato la montagna come successe sul Bernina. Alle 21 finisce l’avventura ma non la fatica.
Ripartiamo con la macchina di Manuel fino a Laret (hanno aggiustato la macchinetta dei biglietti e abbiamo pagato 10 euro, cacchio Che efficenza questi Svizzeri!!!), abbiamo molto sonno e siamo stanchissimi. Ripartiamo con 2 macchine, mangio un panino mentre guido, affronto l’interminabile strada che mi porta a casa verso la 1 di notte. dopo 37 ore è veramente finita, faccio la doccia e vado a letto dove mi addormento in un secondo. Il pizzo Badile è davvero una montagna incredibile e selvaggia.
Grazie mille Manuel per la fantastica avventura.
Ago 17 2011
Vie Vuoto D’aria e Via Del Rifugio, Porte Neigre Catinaccio
Con sorpresa e piacere, il 14/8, in vacanza a Pera di Fassa, ricevo un SMS che mi scrive “Ciao Valerio ! Finalmente in Trentino, hai già pensato come smaltire il pranzo di domani ?”.
E’ firmato da Matteo F., un amico di Bologna, con cui lo scorso anno siamo stati a scalare assieme a SottoSassa (Predazzo). Con molto piacere accolgo la sua proposta “digestiva” e progettiamo una bella scalata per oggi.
Il programma è interessante e per me ambizioso: la via Vuoto Daria (o vuoto D’aria). Una breve ma intensa via presente nella parete Porte Neigre, sottostante i rifugi Vajolet e Preuss, in uno degli scenari più belli e suggestivi delle Dolomiti Fassane nel cuore del Catinaccio.
E’ la settimana di Ferragosto: arriviamo quindi al rifugio Gardeccia con il primo pulmino del mattino. Alle 8.30 iniziamo il breve avvicinamento verso i rifugi Vajolet e Preuss.
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Attacchiamo la via abbastanza presto: non è ancora arrivato il sole, ma le temperature alte previste per oggi ci consentono di affrontare tranquillamente il primo tiro ancora in ombra.
La via è perfettamente attrezzata, e aperta da Fabio Giongo come via “sportiva”. Rispetto alle vie classiche dei giorni scorsi, qui riesco ad arrampicare con una ritrovata tranquillità e sicurezza. Mi stupisco, ma la chiodatura e il tipo di roccia sono simili a quelli della grignetta…. Che sensazione ! Ma il panorama è un’altra cosa: woow che scenario mozzafiato !
Matteo si occupa del primo tiro di IV+. Io proseguo con il secondo di V. Il tiro chiave è a vantaggio di Matteo che con scioltezza esce dallo strapiombo di V+ ![]()
La via si completa con una divertente traversata su corda fissa tirolese: ci appendiamo alla fune e ci trasciniamo da una guglia all’altra. ![]()
Con semplici roccette siamo in vetta alla via.
Siamo soddisfatti !
Completiamo il breve itinerario in meno di 1.30 h. Questa volta non ci sono doppie per la discesa, è ancora presto, meteo OK, siamo ancora in forza e decidiamo quindi di affrontare la via adiacente: Via Del Rifugio. Dalla relazione, questa via sembra più difficile e continua (V con un tiro di VI)…
Sono ormai le ore 13.00 e fa caldissimo. Io sono vestito di nero e mi sto letteralmente sciogliendo…
Il primo tiro è a cura di Valerio. ![]()
Il secondo tiro “chiave”
può essere risolto solo dal maestro Matteo ! Con un po’ di difficoltà e azzerando l’uscita sullo spigolo strapiombante, Matteo arriva alla sosta: sento dall’alto una voce che dice “Valerio, libera tutto… vieni su che poi FACCIAMO I CONTI !!!”
Un commento per gli amici abituali al Lecchese: anche se considerata una via sportiva, il VI° delle Dolomiti è una altra storia rispetto ai nostri VI° ! Che sberla ragazzi !!! Qui non scherzano proprio.
Dopo la prova di abilità di Matteo, sdebitandomi con la promessa di una Birra fresca, proseguo in silenzio con il mio modesto tiro di V+. Altro breve tiro di V+ per Matteo, altro tiro di raccordo e siamo in vetta.
Woow siamo stravolti, stanchissimi ma molto soddisfatti !
Un grazie a Matteo per le bellissime scalate.
L’attacco della Via Del Rifugio:
La relazione:
Ago 14 2011
14 Agosto 2011: Catinaccio, Guglia del Rifugio, Spigolo Sud
La vacanza a Pera di Fassa continua, il tempo è ottimo e Paola mi “concede” un altra giornata per le mie fughe alpinistiche.
Oggi con Marco G. affrontiamo un’altra via del Catinaccio, lo spigolo Sud alla Guglia del Rifugio.
Si tratta di una via classica presente su un’aguzza guglia, poco visibile, ma non molto distante dal rifugio Gardeccia.
Io e Marco la affrontiamo a tiri alterni.
Il primo e il secondo tiro sono per me: non trovo la sosta del primo tiro e proseguo per 45 metri con tre cordini e un friend !.
Marco prosegue con il terzo tiro in scioltezza. Dopo il mio tiro di raccordo, Marco affronta con disinvoltura l’ultimo tiro con un diedro di IV° continuo e impegnativo. Complimenti !
Bellissima giornata, via breve ma di grande soddisfazione con un panorama mozzafiato !! I love Catinaccio !!
La relazione:
http://www.netclimber.it/netclimber/Vie_di_roccia_files/024.pdf
Le foto:
Ago 11 2011
Classica nelle Dolomiti: Normale al Catinaccio
Prendiamo un buon caffè in compagnia e ripartiamo per la nostra lunga giornata.
Affrontiamo la cresta con assicurazione a corda corta, quindi le 5 doppie per ritornare alla base del ghiaione.
La “fresca” mattinata
Iniziamo la ferrata.
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L’attacco della via Normale.
Marco al primo tiro. ![]()
Siamo in vetta !
Anche la discesa ci regala un bellissimo scorcio delle torri del Vajolet:
Ago 06 2011
Torrione Ratti - Via dello Scudo.
Prima di partire per le ferie estive decido, con Graziano, di fare il Torrione Ratti con la sua bellissima Via dello Scudo inedita per entrambi.
Lasciata l’auto ci incamminiamo lungo il sentiero che porta al rosalba, dopo mezz’ora circa incrociamo la deviazione per il Torrione, all’inizio il sentiero è praticamente un muro che sale verticalmente, la traccia è visibile, poi via via si addolcisce e devia nettamente a sinistra e in 15 minuti siamo all’attacco del primo tiro.
L1 - Ci prepariamo e parto io. Il tiro parte verticale non proprio facile ma i fittoni sono vicinissimi dopo devio a sinistra e ancora verticale fino a raggiungere uno strapiombo ma grazie a 2 chiodi vicini lo supero. 35 m V+.
L2 - Il tiro chiave della via fatto alla grandissima da un bravissimo SuperGraziano. Partenza già delicata a sinistra fino ad un fittone poi verticale per una fessura strapiombante poi, sempre durissimo, il tiro continua cosi per 20 metri circa con fittoni distanti, Graziano integra con piccoli nut e un microfriend, successivamente un passo a destra per arrivare in sosta. VII grado. V+ obb. in A1.
L3 - Dalla sosta parto su di un diedro facile poi, sempre facilmente, per rocce instabili, decido di non sostare alla prima ma di spostarmi tutto a sinistra su un’altra sosta proprio sotto all’inizio del tiro cosi da non rimanere nelle linea di caduta massi. III grado.
L4 - Partenza subito ostica di VI grado poi via via più facile fino ad un grosso masso instabile da li una placca facile fino alla sosta.
L5 - Dalla sosta si superano dei risalti di roccia di IV grado al massimo poii dritti fino alla sosta più facilemente.
Finiamo la via e con 5 doppie ritorniamo alla parete. In via e in zona non c’era nessuno e il panorama è molto bello.
La consiglio a tutti ma il secondo tiro è proprio durissimo quindi occhio.
Grazie a Graziano adesso però mare mare mare.