Set 25 2011
La cordata arancione al Dito Dones: Via del Diedro Obliquo
E’ una domenica di fine settembre, ma con temperature che ci fanno ricordare quelle estive. Siamo io, Marco e Graziano e scegliamo una bella via inedita per tutti che sale il Sigaro Dones: la Via del Diedro Obliquo.
Il ritrovo è per le 9 a Lecco. Saliamo per la Valsassina e, in prossimità di Ballabio lasciamo la macchina per iniziare l’avvicinamento a piedi (il sentiero che parte tra le case sulla destra con segnavia 62)
All’altezza delle baite, ci lasciamo ingannare da una fantomatico sentiero “alternativo” a sx per raggiungere il Dito. Il risultao: 1 ora e 15 minuti peregrinando a zig zag nel bosco ! Dopo aver borbottato e setacciato in lungo e in largo il bosco in fastidiosa pendenza, decidiamo di scendere e cercare il sentiero “principale” indicato sulla relazione. Lo troviamo e dopo altri 10 minuti arriviamo finalmente all’attacco.
Suggerimento: alla baita, prendete il sentiero a dx senza storie !!!
Ci prepariamo e guardandoci notiamo che siamo tutti e tre vestiti con la maglietta arancione !!
Marco è stanco perchè ha arrampicato tutto ieri, Graziano mi dice “se vuoi parti tu”… e io non me lo faccio ripetere e attacco subito la via.
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L1: E’ l’attacco della via Lunga, ben visibile anche dal sentiero (fittoni)
Risaliamo la bella placchetta obliquando verso destra. In corrispondenza di un breve strapiombino vado a sinistra sfruttando alcuni appigli rovesci ed esco presso uno spigoletto interrotto da un terrazzino ove si sosta (25 m,
L2: Facile spigoletto che si conclude presso un’ampia cengia erbosa. Sostare presso la base della parete successiva in corrispondenza di un chiodo resinato (20 m, III).
Qui troviamo due cordate composte da ragazzini tedeschi di 6 - 8 anni e qualche adulto ! Complimenti per la disciplina e il silenzio della cordata… quasi non sembrano bimbi !!!
Ma le cordate vanno a rilento e c’è un po’ da aspettare: decidiamo quindi di saltare questo tiro e salire a SX utilizzando il sentiero.
Arriviamo ad un piano dove scavalchiamo l’intaglio e seguiamo verso sinistra il cavo d’acciaio che, sfruttando
un’aerea (!!!) cengetta orizzontale permette di portarsi sul versante meridionale.
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Suggerisco qui di assicurarsi come si fa in ferrata ! Perchè … tengo famiglia
L4: Iniziamo qui la via del Diedro Obliquo.
Salgo il bel diedro strapiombante inizialmente povero di appigli, ma ben chiodato. (30 m, 5c).
Cavolo: nonostante non si tratti del tiro chiave, per me questo è stato il tiro più impegnativo della via. Azzero il secondo rinvio…
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L5: Proseguo lunga la parte superiore del diedro fino ad un muretto con fessura che va affrontato sul lato sinistro. (30 m, 5c).
Attraversiamo sulla cengia per pochi metri a sx sino ad una sosta dove vediamo un bel “Diedro Obliquo” !
L6: Dopo qualche incertezza, se lasciare il passo al ben più esperto Graziano, inizio la salita del “diedro” che sale diagonalmente verso sinistra portandosi alla base di un tetto marcato.
Faccio i due passi d’aderenza sotto il tetto, tenendomi un po’ ai rinvii (sempre perchè tengo famiglia) arrivando alla sinistra sotto il tetto.
Provo ad affrontarlo … e mi ghiso il braccio nonostante un resting..
Scendo un po’ più a sinistra e lo affronto da una placchetta un po’ più appigliata: è la scelta migliore che mi consente di arrivare alla sua sommità. Arrivo quindi alla sosta di sinistra. (30 m, 6a+)
L7: Ultimo tiro che nella relazione è indicato come 5a… Non credeteci, x me un 5c.
Salgo la placca sovrastante e mi sposto a dx: passo veramente delicato e un pochino strapiombante.
Proseguo da un muretto con fessura. (25 m, secondo me 5b / 5c).
Siamo in vetta, ritroviamo i ragazzini che silenziosi e ordinati se ne stanno seduti vicino alla croce. Mahhh
Stretta di mano, foto di gruppo e scendiamo dalla ferrata sul versante Est.
Imbocchiamo il sentiero che scende dal bosco che ci riporterà all’attacco.
Bella via, ottimo ambiente e roccia quasi sembre ottima. Itinerario non troppo difficile e sempre ben protetto.
Ritorneremo volentieri a scalare le altre vie vicine !