Archivio per 'Alpinismo' Categoria

ago 08 2014

Piz Ciavazes – Via Piccola Micheluzzi

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Sono finalmente arrivato in Trentino e dopo un inizio di vacanza “molto difficoltoso” per via di alcuni impegni di lavoro, la mogliettina un po’ cagionevole di salute ed un meteo imprevedibile, sono pronto per approcciare timidamente l’alpinismo in Dolomiti… un desiderio di tutto l’inverno.

In val di Fassa è già arrivato (in gran forma) Marco G. che non ha perso tempo e nel frattempo si è riscaldato sulle sue vie “warm up”:  Via dei camini sul Sella e Torre finestra alla Roda di Vael.

E finalmente oggi,  nel mio terzo giorno a Cavalese, ci diamo appuntamento con l’obiettivo di salire una classica: la “Via Piccola Micheluzzi” al Piz Ciavazes.

Da bravi compagni di cordata ci scambiamo a vicenda l’invito reciproco del “primo tiro”…  Entrambi infatti desideriamo affrontare il primo tiro della via da primi di cordata ritenendo che sia l’unico modo per partire veramente concentrati.  Marco infine ha il privilegio !

L’approccio ai primi tre tiri è semplice ma non particolarmente intuitivo. Al secondo tiro , non trovo il diedro, proseguo diritto per poi correggere repentinamente a destra con un gran attrito delle corde. Nel tiro successivo anche Marco traccia qualche zig-zag di troppo…  I quattro tiri successivi, sicuramente più impegnativi e continui risultano più intuitivi e più semplici da seguire (qui non è proprio il caso di sbagliare…)

Ecco le foto scattate durante la “prima” del 2014:

Una giornata finalmente estiva:

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Il regalo per il mio 40 compleanno da parte degli amici è stato innaugurato:

IMG-20140808-WA0042   In vetta:  IMG-20140808-WA0020

Vista del Pordoi:IMG-20140808-WA0015

IMG-20140808-WA0014  Woow che giornata ! Grazie Marco G.

L’unico rammarico è quello di non essere riuscito ad organizzare la consueta annuale “Dolomiti full climbing week” con il caro amico e socio Marco M.  impegnatissimo quest’anno nella preparazione del suo matrimonio !

 

 

 

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lug 19 2014

Canalino Albertini & Lecco

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Magnifico ritorno in Grignetta in compagnia del caro amico Basca !

Dopo qualche anno abbiamo il piacere di ritornare in Grignetta e percorrere una delle concatenazioni classiche più famose: La via Canalino Albertini al Torrione Magnaghi Meridionale, il traversino al Torrione Centrale ed infine la via Lecco al torrione Magnaghi Settentrionale.

Ma quali sono stati i ricordi di questa giornata in Grignetta che desidero appuntarmi in questo diario ?

Sicuramente condividere la fatica dell’abbondante ora d’avvicinamento con Emanuele raccontandoci le piccole difficoltà e conquiste di ogni giorno scoprendo l’umano che c’è in noi e riconoscere la Sua presenza che ci dà forza.

Ricordo il piacere di arrivare all’attacco della via, liberarsi del pesante zaino e mangiare assieme un bel pezzo di cioccolato.

Recitare l’Angelus e ringraziare il Signore che ci ha donato anche questa meravigliosa montagna.

Ricordo il piacere dell’arrampicata, in particolare nel silenzio ovattato del primo tiro all’interno del canalino, di seguito il rumoroso e concitato vociare delle cordate impegnate nelle vie di fianco a noi.

Ricordo il viso paonazzo e gli occhi sfavillanti di gioia di un gruppo di francesi (??) in vetta ai magnaghi con la loro guida alpina.

Ricordo con simpatia, una ragazza che arrivando dietro di noi all’attacco della Lecco, ci chiede “E adesso chi parte ???” Il Basca risponde “se vuoi puoi andare avanti..”..

Ricordo la stessa ragazza che impiega più di mezz’ora per il primo tiro della via Lecco dimenticandosi di allungare i fittoni e arrivare alla sosta con i bicibiti da culturista per la fatica di tirare le corde incastrate..

Ricordo il momento in cui superiamo Miss “incastro” nuovamente alle prese con un Friend incastrato :-)

Ricordo il piacere di arrivare in vetta, in un istante in cui la foschia e le nuvole che si sono alternate durante la giornata, si aprono, lasciando libero spazio al panorama sul lago.

Ricordo lo scambio della stretta di mano e di un “cinque” con Basca.

Ricordo infine la lunga ma rilassante discesa dal sentiero Cermenati durante la quale incontriamo un camoscio.

Scalare in grignetta regala sempre delle emozioni indimenticabili !  Grazie a Basca per la magnifica giornata.

 

Non solo roccia:

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Emerge dalle nebbie:

Valerio emerge tra le nebbie

Amici del Ciro:

Gli amici del Ciro

Dalla Via Lecco:

In sosta alla via Lecco

 

Foto di Vetta:

In Vetta

Selfie:

Selfie

 

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giu 01 2014

Via Anaconda – Monte Mazzarone

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Oggi abbiamo scelto il monte Mazzarone, cima minore del gruppo del Mottarone per una arrampicata su granito.

Una piacevole arrampicata della Via Anaconda caratterizzata da un granito rosso di eccezionale qualità a tratti come sulla seconda parte del primo tiro e sugli ultimi due tiri.

Oggi siamo io, il Basca, la natura, la roccia e il silenzio tipico una valle secondaria lontana dalle strade e dall’opera dell’uomo.

In circa 3 ore percorriamo tutta la via trovandola piacevole e mai eccessivamente difficile.
Un po’ impegnativo l’attacco iniziale: si ringrazia comunque il cordino utile all’A0.  Abbiamo trovato un po’ di difficoltà al secondo tiro perchè completamente bagnato e al penultimo a causa di una viperella (!!) che non si decideva a lasciaci libero il passaggio.

Nel complesso ottima e piacevolissima giornata.  Grazie al mio amico Basca !

http://www.gulliver.it/itinerario/13701/

 

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Basca all’attacco:

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Granito stupendo: la balena e la lumaca:

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Primo tiro:

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La saponetta del secondo tiro bagnato (!!!):

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In vetta:

 

 

L’alpinista:

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L’aspirante alpinista:

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ago 27 2013

Via Fedele Punta Emma al Catinaccio.

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Terza giornata in dolomiti e seconda via per me e Valerio. Nella notte Valerio ha un’ispirazione e mi propone la via Fedele alla punta Emma del Catinaccio, accetto volentieri anche attirato dalla presunta facilità della via V-. Secondo me è V pieno e obbligatorio. IMGP4829 Ci prepariamo e con 2 cordate davanti partiamo.

L1- Tiro subito bello e verticale che porta ad una cengia superiore IV+ IMGP4830

L2 – Sempre verticale e più complesso del tiro precedente V- IMGP4831

L3- Sempre nel diedro e sempre in verticale ma più facile IV grado.

L4 – Tiro abbastanza facile di III+ma lunghissimo 50 metri.

L5 – Tiro molto bello e difficile nel finale dove bisogna superare uno strapiombo sulla dx, molto bravo Valerio. V grado pieno! IMGP4833

L6 – L7 – L8 Seguono dritto per 100 metri un lungo canale camino IV grado con passaggi di IV+ obbligatorio. IMGP4836

Finiamo, mangiamo un panino e facciamo un paio di foto, poi ci prepariamo per la discesa che si affronta sul lato opposto, bisogna prestare molta attenzione ad un passaggio di III grado esposto per raggiungere la calata, noi ci assicuriamo. IMGP4838 IMGP4840.

Il giorno dopo andiamo in falesia a Predazzo (sottosassa) una falesia bellissima dove mi diverto molto, poi pranzo e a casa a Milano, poi mare.

 

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ago 26 2013

Via normale alle cinque dita del sassolungo.

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Vado a trovare Valerio in vacanza in Val di Fassa per 4 giorni. Arrivato pranziamo poi subito in falesia per scaldarci. Il giorno dopo affrontiamo, insieme al nostro amico Marco G., la via normale delle cinque dita al sassolungo. IMGP4820

Una via di IV grado chiaramente dolomitico vale a dire tiri di 40 – 50 metri con poche indicazioni, per fortuna il grado consente di rischiarcela, altre cordate in via ci aiutano a non perderci.

La via la tiriamo a metà Valerio ed io.IMGP4819. IMGP4822.

Dopo i primi tiri di IV grado arriviamo ad una cengia dove per un centinaio di metri camminiamo fino ad arrivare al secondo torrione, qui ci diamo il cambio. IMGP4821 IMGP4824 IMGP4823.

Arriviamo alla fine ma le fatiche cominciano adesso. Ci perdiamo a fare le doppie e dopo varie peripezie arriviamo finalmente alla funivia per le 16.45 un quarto d’ora prima la chiusura. IMGP4826 IMGP4825.

 

 

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giu 01 2013

Monte Charvatton – Via Tommy

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Oggi assieme a Marco F. abbiamo scalato la via Tommy al monte Charvatton.  Per le mie abitudini, si tratta di una via alpinistica particolarmente lunga,  decisamente sostenuta e continua, ma di grande soddisfazione nel suo alternarsi di stili e caratteristiche: placche, strapiombi, diedri tecnici, pilastrini a micro tacche, lame, fessure anche proteggibili con friend e tanta, ma dico TANTA aderenza !!  Non manca proprio nulla.  Spittatura ottima e abbondante.

Sono stato decisamente e piacevolmente onorato di aver condiviso con Marco questa via che è tra i suoi obiettivi da oltre un anno !

Arriviamo in Valle di Champorcher, seguiamo per Pont Boset quindi lasciamo alla frazione Terrisse, seguiamo il sentiero che in circa 30 minuti ci porta all’attacco della via: indicazioni della guida perfette, non si può sbagliare.

Attacchiamo la via alle 10.00 circa e senza aver valutato particolari suddivisioni dei tiri, inizio il primo tiro di 5+

 

Lunghezza 1, 5+: Valerio:   placca piuttosto semplice, seguita poi da una larga fessura che sale obliquamente da destra verso sinistra. Delicato traverso verso destra e  si raggiunge la sosta posta su di un pulpito.  Qui la chiodatura non è particolarmente ravvicinata, ma l’approccio un po’ “alpinistico” ci aiuta velocemente a prepararci mentalmente per il proseguimento.

Lunghezza 2, 6a+: Marco: in obliquo a destra fino ad arrivare sotto un risalto verticale che si supera direttamente, proseguendo poi su una placca non semplice. Al termine della placca si traversa a destra per superare un secondo risalto. Per terreno più semplice si raggiunge la sosta.  Lunghezza particolarmente impegnativa.  Complimenti a Marco, io invece mi aiuto con un rinvio nel traverso.

Lunghezza 3, A0: Valerio: lunghezza quasi completamente in artificiale: salire un primo gradone e poi un muro strapiombante in obliquo verso sinistra (faticoso, eventualmente utile una staffa). Sempre in A0 traversare per 10/15 metri verso destra fino alla sosta attrezzata con tre spit da collegare. Necessari 15 rinvii.

A dire la verità questa lunghezza l’ho superata con 3 “saffate” piene  e 5 rinviti tirati !!!  WoooW !

Lunghezza 4, 5+: Marco: dalla sosta salire dritti e riportarsi man mano verso destra. Alcuni delicati passi in aderenza, non difficili e ben protetti.

Lunghezza 5, 6a: Valerio: ancora un po’ in obliquo verso sinistra, si sale poi lungamente per un vago e ampio pilastro.

Lunghezza 6, 6a: Marco: ancora in obliquo verso sinistra, fino ad entrare in un ampio colatoio, umido dopo periodi di pioggia. Risalire il colatoio con percorso non difficile (max 5) su roccia profondamente fessurata (bello e caratteristico). Uscita alla sosta molto delicata, ma ben chiodata. In quest’ultimo tratto non lasciarsi tentare da un’evidente lama che sale un poco a destra: sarebbe un percorso molto logico, ma la sosta rimane a sinistra, ed è poi raggiungibile solo con difficili manovre.

Lunghezza 7, 5+: Valerio: proseguire per una specie di diedro che sale verso sinistra, poi placche, un piccolo strapiombo e ancora placche fino alla sosta. Sosta su due spit collegati da cordini.

Lunghezza 8, 5-: Marco: per placche abbattute salire obliquamente verso sinistra. Cinquanta metri esatti.

Lunghezza 9, 3+:Valerio:  proseguire ancora per placche molto abbattute.  Finalmente un “tirello relax” . Per sentierino si supera una breve fascia di erba e cespugli fino alla base delle rocce successive.

Lunghezza 10, 6a: Marco: salire inizialmente per placca e spostarsi poi a sinistra per risalire interamente uno spigolo. Delicato traverso a sinistra per raggiungere la sosta.

Lunghezza 11, 6a: Valerio: muro verticale, abbastanza lavorato. Proseguire poi un po’ a sinistra dello spigolo.   Tiro magnifico !  Le energie sono finite e salgo usando anche le ginocchia e gomiti.

Lunghezza 12, 6a: Marco: risalire una specie di ampio scivolo (un vero e propio toboga!) di ottima roccia. Uscire a destra dello scivolo su placca con passo delicato. Per terreno più semplice fino in sosta.   Tiro magnifico !

Lunghezza 13, 5-: Valerio: placche semplici.  Ora non sento più neanche i piedi !

Lunghezza 14, 3: placche ancora più semplici fino all’ultima sosta.

Finalmente siamo in sosta: sono le 17.00 del pomeriggio.  Abbiamo scalato per quasi 7 ore… Sono sfinito

Oltre alla lunghezza della via (14 lunghezze) quello che ci ha affaticato di più è la lunghezza dei tiri: quasi tutti di 45 / 50 metri e sempre omogenei delle difficoltà.

Decidiamo di scendere dal sentiero che fa il giro della valle (sappiamo che ci aspettano 2.5 ore di cammino, ma il pensiero di 14 calate in doppia, ci fa impallidire ) !  Troviamo subito il sentiero, arriviamo al paesino Courtil (dove ci sono le placche di Oriana), quindi scendiamo i tornanti della strada. Dopo circa 1,5 ore di cammini troviamo un anima pia che si ferma alla nostra pietosa richiesta di autostop.   Una gentilissima signora con bimbo che ci ha portato al bivio della valle principale, dove in altri 10 minuti in salita raggiungiamo l’auto.  Sono le 19.00 !

Non può mancare una sosta Birra, Panino e Caffè al baretto del paese prima del rientro a casa.

Arriviamo  a casa alle 20.45 ! sono sfinito, ma decisamente soddisfatto e felice.

 

2013-06-01 10.29.17  Pimpanti ci prepariamo

2013-06-01 10.29.09   ad affrontare il primo tiro.

 

2013-06-01 13.40.29 2013-06-01 13.40.27

2013-06-01 14.35.01 2013-06-01 14.34.42  2013-06-01 14.53.54 Tiro 10: riprendiamo dopo il boschetto dopo una breve pausa.. Qui siamo un po’ più stanchi..

2013-06-01 13.02.52 2013-06-01 13.02.57  Finalmente in vetta !

2013-06-01 18.25.16  Lungo la strada del rientro .. (la lunga, lunga strada )

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set 15 2012

Val di Mello – Il Risveglio di kundalini

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Sabato 15 Settembre 2012:  Battesimo “stile alpino” in Val Di mello .

Marco ed io decidiamo di scalare in Val Di Mello affrontando una delle vie storiche più gratificanti della Valle:  il Risveglio di kundalini.
Sono un po’ dubbioso proprio perchè le vie alpinistiche in Val di Mello sono da sempre solo affrontabili in “stile alpino” dove spesso i tiri sono da proteggere solo con friends e alberelli (quando presenti) e soste su chiodi e friends.

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Il meteo è ottimale: in valle, fresco a mattino e tiepido appena il sole arriva ad illuminare la struttura “Le dimore degli Dei”.  Raggiungiamo l’attacco della via dove troviamo solo una cordata che sta per iniziare.

Attendiamo qualche minuto guardando gli alpinisti davanti a noi affrontare il primo tiro…  e ci rendiamo conto subito che arrivare i vetta non sarà assolutamente banale!

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1° tiro:  Attacco la via “originale” (non la variante).
Mi sposto verso destra, salgo lungo una fessura verticale che porta alla sosta situata sotto al tetto che porta il nome di “Ala di Pipistrello“.  La fessura di V+ è da proteggere con friends, in alto si trova un cordino, quindi a destra….  wow, sarà il primo tiro, sarà che sono una schiappa, ma non è stato per nulla banale!!  40 Mt. V+

2° tiro: Marco affronta il tiro più impegnativo della via
si sposta a sinistra della sosta e iniziare a traversare sotto l’Ala di pipistrello sino al suo termine (due chiodi con possibilità di azzerare)… e azzeriamo !!!. Si prosegue in obliquo verso sinistra lungo la fessura sino a raggiungere un pulpito con pianticella dove si sosta (da attrezzare).  40 Mt., VII°- oppure VI° e A0, V°-, IV° imgp4643.jpg

3° tiro: sono emozionato, tocca a me. Mi capita probabilmente il tiro più bello della via: salgo la fessura “La serpe fuggente” che proteggo con con friend sino a raggiungere la sosta (presenza di 2 soste scomode in placca formate da 2 chiodi+cordini ciascuna poco distanti tra loro).  Nella fessura trovo almeno 3 friend incastrati (guardate bene perchè in controluce non sempre si vedono). 40 Mt., un viaggio di V°+, IV°, V°  tutto da godere !
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4° tiro: Marco affronta il camino “Angolo amaranto
Si sposta verso l’evidente camino a sinistra e inserisce un friend grosso del 3  nel fondo, poi inizia a salire. Rispetto ai suggerimenti della relazione, Marco rimane un po’ troppo all’interno del diedro, facendo un po’ di fatica. La tensione dell’unico friend posto 4 metri più in basso, rende impegnativa e sfidante l’uscita.  VI°-  25 Mt.

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4° b tiro.  Suddividiamo in due il quarto tiro: raggiunta la pianta soprastante riprendo spostandomi a destra con un passo in placca e poi proseguire per terreno semplice sino ad un albero con dei cordini nei pressi dell’arco. 25 Mt, V°, III°.

5° tiro:  Marco.
Dalla sosta Marco si sposta un poco a destra e si risale il diedro che porta all’arco (sosta intermedia). Segue ora la fessura dell’arco (4 chiodi, VI°+) fino ad un comodo terrazzino dove si sosta (3 chiodi).  Attenzione a prendere il diedro a destra dove all’interno trovate dei chiodi !  Marco (sapete che è forte), stava salendo dal diedro di sinistra strapiombante !

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6° tiro: “L’arco Pietrificato
Salgo lungo l’arco sfruttando la fessura sino a raggiungere un chiodo con cordino.Non abbandono l’arco ma proseguo lungo la fessura dell’arco dove trovo dei cordini con maglia rapida. Mi proteggo con tre friend sotto l’arco. 45 Mt., V° continuo.   Tiro SPETTACOLARE, assieme a quello della “La serpe fuggente” !

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Arrivo ai cordini, recupero Marco e lo calo alla sosta sottostante nel boschetto.

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7° tiro:
Marco riprende la traversata verso destra sino al termine delle placche ove risale qualche metro per terreno semplice sino a raggiungere un terrazzino dove sosta su pianta. 45 Mt., III°, IV°, 3 chiodi.

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8° tiro: Valerio
Salgo la placca piegando verso destra sino ad un muretto verticale, mi aiuto con uno spuntone orizzontale. Mi sposto poi verso destra sino a degli alberi dove attrezzo la sosta. 40 Mt., V°-, IV°-, 3 chiodi.

9° tiro:
Marco riprende con un altro tiro della via indubbiamente molto bello. Sale la placca puntando allo spigolo, gira a destra e seguire la fessura sino ad un muretto che si supera con un passo decisamente verticale (possibile aggirarlo sulla destra).  Attenzione:  ALLUNGARE di almeno un metro i cordini dei due chiodi presenti sotto lo spigolo per evitare che la corda faccia attrito. Marco sale a sinistra per la placca appoggiata fino a raggiungere la sosta (4 chiodi). 35 Mt., V°+, VI°+ oppure VI° e A0 , 6/7 chiodi

10° tiro:  L’ultimo tiro che mi porterà in vetta:  traverso verso destra prima su placca poi seguendo una fessura, girare lo spigolo. Salgo sino al “Bosco Incantato” dove sosto su un albero !
35 Mt., IV°+, V°, IV°, 3 chiodi.

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Nel frattempo le due cordate che procedevano davanti a noi sono arrivate.  Ci incontriamo in sosta prima per una stretta di mano e per condividere le emozioni della stupenda scalata.
E’ la mia prima esperienza in Val Di Mello che sicuramente rimarrà nella mia mente come un’esperienza indimenticabile di rara bellezza.

Le “chicche” della giornata non finiscono qui !
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Scendiamo dal sentiero, arriviamo al laghetto dove ci troviamo di fronte al Bidet della Contessa.   La tentazione è forte: prima immergiamo i piedi nell’acqua … gelata.   Poi catturati da un’irrefrenabile goliardia, ci tuffiamo per un bagno improvvisato.  Poche secondi nell’acqua ghiacciata sono sufficienti per smorzare i bollori della giornata !

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Alla prossima via in val di Mello.

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set 08 2012

Albigna – Via Kasper.

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Via molto interessante con un paio di tiri favolosi, il panorama è bellissimo sopra la diga: imgp4630.JPG2012-09-08-436.jpg

Arrivati alla funivia (15 euri) paghiamo e partiamo. Per arrivare all’attacco della via impieghiamo 40 minuti.

In cordata siamo Marco, Samuele e Valerio.

Marco F e i suoi amici, si spostano su una via a Est.

img-20120908-00210.jpg  La via sale sullo spigolo Nord ed è indicata da evidenti frecce rosse. imgp4629.JPG  2012-09-08-440.jpg

Il secondo tiro è quello chiave ma non il più bello.  imgp4632.JPG (Marco)

2012-09-08-441.jpg 2012-09-08-445.jpg  bregaglia-20120908-00214.jpg

Il più bello a mio avviso è l’ottavo.   Partenza verticale in fessura poi lame e uscita delicata a destra:     2012-09-08-447.jpg (Valerio)

2012-09-08-451.jpg Marco impegnato sull’ottavo tiro.

Samuele impegnato nel penultimo tiro: un traverso sotto un imponente tetto con uscita acrobatica a destra  bregaglia-20120908-00218.jpg

Finiamo la via ma non arriviamo in vetta; è tardi e la funivia chiude alle 16.45. 2012-09-08-449.jpg imgp4639.JPG

Ci fermiamo quindi all’anticima per la stretta di mano e qualche foto: 2012-09-08-453.jpg  2012-09-08-452.jpg

Ci godiamo il panorama imgp4640.JPG  e facciamo le doppie. imgp4641.JPG img-20120908-00225.jpg

Un pò stanchi e dopo una birretta ci dirigiamo a casa con una nuova esperienza in tasca ed in mente.

[Commento di Valerio] aggiungo alla relazione scritta da Marco qualche foto che ho scattato durante la salita.

Un grazie a Marco e a Samuele, compagni di cordata in questa ascensione, per questa mia prima esperienza in Albigna! celerina-20120908-00227.jpg

Un saluto anche a Marco e ai suoi amici:

bregaglia-20120908-00229.jpg    celerina-20120908-00226.jpg

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ago 17 2012

Piz Ciavazes – Via Rossi/Tomasi

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Venerdì 17 Agosto 2012:  Piz Ciavazes – Via Rossi/Tomasi
Ultima ascensione dell’estate 2012 nelle Dolomiti. Per salutarci, io e Marco scegliamo una via al Piz Ciavazes, la Via Rossi / Tomasi di difficoltà IV°, IV°+

I primi tiri sono semplici, poi risulta più sostenuta ed elegante. Affrontiamo la via alternandoci e godendoci un tiro appetitoso per ciascuno: Marco vincerà il diedro di IV+ continuo, mentre io affronterò il particolare traverso di 15 metri.
Magnifica via, molto variegata e complessivamente abbastanza impegnativa: soccette per scaldarsi, rampa, diedro sostenuto, placca, traversi  e per gradire, qualche leggero strapiombino.  Completa la ricetta, una fantastica vista mozzafiato sul sassolungo e sul Pordoi.

img-20120817-00187.jpg  Al mattino, un’insolita nebbiolina..

img-20120817-00188.jpg  img-20120817-00190.jpg I primi tiri

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img-20120817-00193.jpg   Il traverso della 7a lunghezza.

  img-20120817-00194.jpg Lo strapiombino finale

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img-20120817-00196.jpg  img-20120817-00197.jpg In vetta, la magnifica vista del Pordoi

img-20120817-00198.jpg  img-20120817-00199.jpg  La via Rossi illuminata dalle luci del pomeriggio

pizciavazes.jpg Le vie alPiz Ciavazes

La relazione: http://www.scuolaguidodellatorre.it/relazioni/roccia/PizCiavazes-viaRossi.html

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ago 13 2012

Torri del Vajolet: normale alla Torre Stabeler

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Lunedì 13 Agosto 2012.
dopo aver trascorso qualche piacevole (e riposante) giorno di passeggiate in famiglia e mangiatone con gli amici, lunedì mattina ho appuntamento con Marco G, per affrontare una seconda scalata alle torri del Vajolet: la normale alla Torre Stabeler.  Oggi desideriamo affrontare una seconda ascensione delle torri caratterizzata da un curioso torrione di blocchi sovrapposti: la Candela.

La via di salita è piacevole su roccia sempre ottima e talvolta consumata dai ripetuti passaggi.  Molto bello e particolare il tiro della cancela.

Marco mi lascia il piacere del’ultimo tiro che arriva alla vetta: purtroppo non comprendo bene le indicazioni e spunto sulla cima sbagliata !  Affronto infatti uno strapiombo di troppo perdendomi la caratteristica spaccata dall’anticima alla cima.. Peccato, ma ci ritornerò….

img-20120813-00170.jpg  Il piacevole (ma lungo) avvicinamento alle torri

img-20120813-00171.jpg Marco all’attacco !

img-20120813-00172.jpg Secondo tiro: la candela.

img-20120813-00173.jpg  img-20120813-00174.jpg In vetta, di fronte al Sassopiatto.

La relazione:  http://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=858

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