Archivio per 'Alpinismo' Categoria

Set 10 2010

Pizzo Bernina - 4049 m. - Cresta sud.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Difficoltà:  PD+ ( III+ / 40° )
Dislivello: 1050m + 450m + 1500m discesa
Tempo:  8h al rifugio + 2,30h alla vetta + 7h per la discesa. 

p1240557.JPG

Nel momento in cui passano 3/4 giorni da una grande impresa (per i miei bassi livelli) allora ci si rende veramente conto di quello che si è compiuto.
Solo oggi riesco a ricordare bene le immagini della vetta, del panorama, di essere in cima al Pizzo Bernina, fino ad ora erano solo immagini che si escludevano dalla mente per via dell’enorme fatica impiegata. Man mano che i giorni passano la testa si sgombra e i pensieri si fanno strada nelle fitta nebbia della mente.
Oggi sono al lavoro ancora con le vesciche ai piedi che fanno male e il ginocchio che si riprende piano piano. é stata dura ma io e Massi ce l’abbiamo fatta ora me ne rendo conto!
Tutto ha inizio da una telefonata di Massi che mi sorprende dopo mesi che non ci sentiamo ma io so già perchè e lo anticipo diceno “Bernina?”, silenzio, poi “Eh si dai! Che ne dici?”.
Ci troviamo a casa mia venerdi sera verso le 22, io sono stanco morto da una settimana infernale al lavoro, anche Massi non è proprio in forma. Ho anche un accenno di raffreddore forse per via dell’aria condizionata. Gli offro qualcosa da bere, vediamo la partita dell’Italia poi a nanna con la sveglia puntata alle 5 per cercare di prendere la prima funivia, quella delle 8.30 che dal parcheggio porta al Diavolezza (2973 m), Cosi facciamo, dopo la colazione partiamo da casa mia e arriviamo alla funivia in 2,30h. Paghiamo 33 franchi a testa e partiamo, uscita dalla cabina purtroppo scopriamo che le previsioni erano sbagliate, è nuvoloso e coperto  p1240490.JPG con qualche fiocco di neve. vabbè poco male speriamo domenica sia bello, comiciamo a camminare e legati in conserva attraversiamo il ghiacciaio del Morteratsch, prima però purtroppo occorre invece scendere per sentiero tra sfasciumi morenici sino al vadret Pers che fa perdere 200 metri di quota.
Rimaniamo troppo a sinistra e ci ritroviamo in una zona molto crepacciata che p1240475.jpg  attraversiamo con cura. Finito il ghiacciaio saliamo su terreno nevoso e roccioso per poi arrivare in cresta prima della mitica Fortezza.  p1240482.jpg La Fortezza è un risalto roccioso che si affronta o con tiri di corda o in conserva. Le difficoltà rimangono sempre tra il II e III grado,  p1240485.JPG  ci sono anche gli spit, le frecce rosse disegnate sulla roccia che ti indicano la strada e anelli di calate per la doppia, insomma non ci si può perdere o sbagliare. Finita la fortezza, non senza difficoltà , con molta stanchezza procediamo per terreno ghiacciato  p1240487.JPG che sale per 200 metri di dislivello. Ormai siamo molto stanchi e comincia anche a fare freddo. Ci si dirige tutto a destra in una zona molto crepacciata ma ben tracciata da gente esperta, ci ritroviamo anche su veri e propri ponti di neve. Tra sali e scendi vediamo come un miraggio il Rifugio Marco e Rosaa 3600 metri di quota, arriviamo morti dopo 8 ore di cammino e 9 km in tutto di percorso.
Io sono a pezzi e con Massi ci sistemiamo in camera a dormicchiare un pò, dopo un thè caldo e una coca cola. Ci sveglia il rifugista gridando “CENAAAAA!!!”. Scendiamo per la cena, dei bellissimi poster  imgp4236.JPG  ci allietano la permanenza. Si mangia discetamente bene ma sia io che Massi abbiamo un pò di nausea e non finiamo tutto. Andiamo a letto per le 21 circa e personalmente mi addormneto subito e faccio una tirata fino alle 5 ora in cui ci svegliano i cellulari. Scendo dal letto mi sento meglio, vedo alla finestra e vedo una bellissima stellata e subito sveglio tutti dando la bella notizia. Sarà una giornata bellissima di sole. Scendiamo per la colazione e subito dopo usciamo ci leghiamo e partiamo in direzione del Pizzo Bernina. p1240499.JPG p1240507.jpg
Partiamo per le 6,30 e la salita dietro al rifugio è subito faticosa e sale su bella dritta. alla fine del ghiaccio si incontrano subito un primo risalto di rocce che con una arrampicata di II - III grado porta in cresta. p1240512.JPG  La cresta è affilatissima p1240513.JPG  e con molta attenzione arriviamo ad un secondo sperone di roccia che conduce alla vetta italiana con passaggi un pò più difficili di III+. Alla fine di questi c’e’ ancora un tratto di  p1240515.jpg  cresta che porta alla cresta roccia finale   p1240517.JPG  dove abbandoniamo ramponi, picozza e zaino e con una arrampicata facile ma su placchette arriviamo in vetta dopo 2h e mezza.  p1240534.JPG  Che dire siamo in vetta al Bernina ma non ce la godiamo molto anche se il panorama è incredibile. Siamo preoccupati di non perdere la funivia che chiude alle 17. Scendiamo subito,   p1240541.JPG  recuperiamo il materiale e con un paio di doppie ritorniamo sul sentiero dove correndo quasi arriviamo al rifugio. Io sono già a pezzi e anche Massi non se la passa bene ma dopo una pausa di mezz’ora dobbiamo ripartire stanchi.
Cominciamo a salire per ritornare sulla parte alta della montagna a sinistra del rifugio guardando verso la Valmalenco. Una risalita di 300 metri che ci taglia le gambe, ritorniamo alla Fortezza tenendo sempre d’occhio l’ora. Arriviamo alla Fortezza  cominciamo con le doppie, io sono sempre più stanco e finiamo anche l’acqua. Con 5 doppie,  p1240542.JPG  bestemmie varie, corde che si incastrano e si aggrovigliano finiamo il tratto di rocce e cominciamo sul ghiaccio.   p1240547.JPG p1240549.JPG Adesso siamo veramente stanchi, disidratati  p1240562.JPG e sono le 15. Continuiamo a scendere nel tratto roccioso per poi arrivare sul ghiacciaio finale che attraversiamo fino a sotto la funivia arrivando alle 16. Ci sistemiamo e cominciamo la più faticosa risalita della mia vita. 200 metri di risalto per tornare alla funivia che mi uccidono fisicamente e moralmente fino a farmi giurare con Massi di non tornare mai più da quelle parti. Arriviamo alla funivia alle 16.35 dopo esserci divisi il trasporto della corda. Io non ci vedo quasi più e Massi arriva come un fantasma.
Beviamo 1,5 litri d’acqua a testa e prendiamo la funivia sotto lo sguardo della gente perplessa e compassionevole. Siamo finalmente alla macchina prendo un’aspirina e non capisco più niente.
Mi rendo conto che chissà dove ho perso guanti e cappellino, vabbè poco importa. Partiamo con la macchina e dopo 2,30 arrivo a casa.
Non ne voglio più sapere di 4000 per un bel pò.
dDalle foto però mi rendo conto che siamo stati molto bravi e fortunati.
Che roba ragazzi. Grazie Massi per la compagnia.
Ciao.

2 risposte

Lug 11 2010

Via Bella addormentata: una bella via alpinistica ai Campelli.

Pubblicato da Valerio in Alpinismo

Questa domenica Io e Marco scegliamo di scalare La Via Bella addormentata ai Campelli (piani di Bobbio)

Nonostante le previsioni del tempo dovevano essere discrete, la realtà è che scaliamo gran parte della via dentro una nuvola un po’ fredda e umida. Ci siamo comunque divertiti alla grande !

La Via Bella addormentata:

Si tratta di una via di media difficoltà (diff. 5c max / 5a obb- mt 180 ) su ottima roccia e in buona esposizione. Propone un’arrampicata divertente su risalti verticali interrotti da cenge.
Chiodatura buona che si integra facilmente con protezioni veloci.  Discesa in doppia sulla via, soste attrezzate. Non tutte le soste sono attrezzate anche per la calata in doppia, ma solo la sosta di vetta e altre due. Durante la salita consigliamo di verificare bene l’itinerario per la discesa in doppia.

Attenzione: prestare molta attenzione quando recuperate le corde dopo la calata. A noi si sono impigliate ben due volte !!!

Materiale: 2 corde da 60, casco, serie di nut, friend > 1 compreso.

La via è stata allungata proseguendo sulla torre successiva che termina sulla vetta dello Zucco di Pesciola. Questa seconda parte più impegnativa propone 5 lunghezze con difficoltà sino al 6b e chiodatura essenziale da integrare. Noi non abbiamo proseguito ma ci siamo calati alla fine del quinto tiro. 

Avvicinamento: Dall’arrivo della funivia dei Piani di Bobbio, raggiungere il Rifugio Lecco. Dal Rifugio prendere le indicazioni per il “sentiero degli Stradini, dopo la via ferrata Pesciola, proseguendo sul sentiero si arriva ad un canalone. Abbandonare il sentiero e risalire il canalone per circa 50 metri spostandosi a Sx. L’attacco delle via si trova a sx del canalone, in corrispondenza di una placca ( vedi foto).  Dal rif Lecco 15 minuti. 

26_4255885279.jpg img00295.jpg img00296.jpg Il canalone per raggiungere l’attacco della via (#2 in giallo)

img00293.jpg L’attacco della via Bella Addormentata (trovate anche il nome scritto sulla placca)

 img00291.jpg img00290.jpg Io e Marco che facciamo gli scemi !

img00287.jpg  img00288.jpg Durante la salita

http://www.casadelleguide.it/relazioni.asp?id=25  Il link alla relazione

Nessuna risposta

Lug 01 2010

Punta Parrot (4.436).

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Io e Manuel abbiamo l’occasione di fare la Parrot. Non ce la lasciamo scappare di certo e pieni di entusiasmo partiamo con la macchina e in 2 ore arriviamo alle funivie della val Gressoney imgp4197.JPG , con una botta al portafoglio (30 euro) prendiamo i 3 tronconi che in 10 minuti ci portano a Punta Indrem già a 3200 metri di quota. Assieme siamo andati solo ad arrampicare ma mai su ghiaccio ma devo dire che l’affiatamento c’e’ sempre e comunque è uguale. imgp4198.JPG

Dopo un ora e mezza di cammino “drammatico” sulla neve tanta e molle arriviamo al rifugio Mantova imgp4199.JPG e dopo un’altra oretta sempre drammatica anche per il caldo torrido arriviamo al Gnifetti dove ci accomodiamo per la cena e nottata. imgp4201.JPG.

La cena è buona con uno squisito tiramisù, poi io e manuel passiamo la serata a giocare a scala 40 (vinco sempre io ahahahah!!!). Al mattino colazione abbondante, preparazione e alle 5,30 partiamo legati in conserva. imgp4203.JPG imgp4204.JPG

Il cielo è stupendo non c’e’ neanche una nuvola ma purtroppo c’e’ tantissima gente, sembra di essere al duomo di sabato pomeriggio!.

Manuel non sta benissimo per via di una brutta tosse ma tiene duro e va avanti, la sua voglia di arrivare a 4000metri per la prima volta nella vita è troppo forte! imgp4207.JPG.

Decidiamo di affrontare la Parrot dal lato sud imgp4209.JPG e devo dire che abbiamo fatto la scelta giusta, la cresta che conduce in vetta è fantastica imgp4212.JPG Dalla vetta si vede benissimo la Capanna Margherita con tutte le nuvole in basso: imgp4211.JPG.

Eccomi in vetta: imgp4216.JPG. Decidiamo di scendere subito perchè c’e’ troppo vento e la tosse peggiora.

Arriviamo alla funivia e riusciamo a prendere l’ultima corsa alle 12.45, più scendiamo più riprendiamo a respirare meglio. Arrivati giù ci fermiamo un’oretta a berci una birra gigante e gelata e a mangiare…..

è stato un week end un pò costoso ma ne è valsa la pena, davvero bello ma………………………..ma ora……………………si torna ad arrampicare!!!!!!!!

Ciao.

Nessuna risposta

Gen 27 2010

“Passeggiata” al Brioschi

Pubblicato da Manuel in Alpinismo

Ho le gambe a pezzi, quasi a non riesco a muovermi. Eppure si era detto una breve passeggiata…

Una telefonata alle 8 del mattino: dico a Marco che fa troppo freddo per arrampicare: il termometro a casa mia segna -5°C. Gli propongo di portare ramponi e vestiti pesanti, per non sprecare la giornata avremmo optato per un’escursione sulla neve. Un po’tardi, ma non troppo: Marco è appena uscito di casa, far dietro front e prendere la roba che gli ho detto gli costa solo 10 minuti, l’unica variazione sul ritrovo prefissato il giorno prima, che avviene comunque a Lecco, dove facciamo una macchina sola e ci dirigiamo verso il colle Balisio.

Ovviamente la meta non è più lo zucco dell’Angelone, durante la salita verso la Valsassina buttiamo là qualche idea, tutte avvolte in un alone di diffidenza e delusione: volevamo arrampicare e a questo punto le 9 sono già suonate, è dura tirar fuori una valida alternativa.

Ma non ci scoraggiamo, gli faccio notare che sono mesi che andiamo in montagna praticamente solo per arrampicare e che riprendere un po’ di confidenza con il ghiaccio, la neve e l’uso dei ramponi non ci avrebbe fatto male. Decidiamo così di prendere per il rifugio Pialeral, e da lì vedere di proseguire un pezzo verso la Grigna.

La strada dove lasciamo la macchina è già coperta qua e là di neve e ghiaccio: uno scivolone a testa ci convince a metterci ben presto i ramponi, nel frattempo siamo saliti quel tanto che basta per uscire dalla nebbia che da settimane sembra seguirci ovunque: incredibile,il sole esiste ancora!

Salendo chiacchieriamo con altri escursionisti, che ci parlano della frana che c’è stata un anno fa presso il rifugio, la cui entità è presto visibile ai nostri occhi date le tracce ancora evidenti ben visibili dal sentiero… Certo che poteva finire molto peggio, fortuna che non è stato investito nessuno. Ci facciamo anche spiegare la via per raggiungere la vetta della Grigna: ci dicono che dal rifugio Pialeral, raggiungibile in un’ora di cammino, si prosegue verso il bivacco Comolli, e da qui si punta direttamente alla cresta sommitale, sbucando un po’ più a nord della cima, che si raggiunge poi percorrendo la cresta per una ventina di minuti. Questa è la “via Invernale”, che sopperisce ai vari sentieri percorribili solo d’estate. Avvicinandoci al rifugio Pialeral tiriamo le somme: partendo un’ora prima e con un po’ più di allenamento potremmo raggiungere il rifugio Brioschi in Inverno, una cosa che ho sempre sognato di fare. Ma anche se non  mi sbilancio in proposte assurde dentro di me sto già calcolando quanto tempo abbiamo, quanto cibo e bevande… Al Pialeral quello che vedo è abbastanza scoraggiante: per raggiungere la cresta c’è da superare un tratto lunghissimo, dalla pendenza che da dura si fa spietata; sono ormai passate le 11 e già arrivare fin lì mi ha un po’stancato… Il tratto più dura comincia in corrispondenza del bivacco Comolli, decidiamo di arrivare fin lì. Ma lì non riusciamo a deciderci a tornare indietro: anche se non lo diciamo abbiamo in testa tutti e due solo la vetta, e la voglia di realizzare un sogno è più forte della fatica, del caldo, dei crampi, del telefono che non prende per avvisare a casa che faccio un po’ più tardi… Poco prima della cresta siamo veramente a pezzi, ma quelli che scendono ci dicono che giunti fin lì uno non può tornare indietro, che sarebbe un peccato mortale… è una piccola spinta morale, ma basta… poi c’è solo la salita che si fa meno ripida, la vista mozzafiato dalla cresta, le continue soste che devo fare, e la croce di metallo sempre più vicina… Poco prima delle 14 siamo in vetta, a 2403 m.

Il rifugio Brioschi per fortuna è aperto: un piatto di pizzoccheri, gli amici incontrati lassù e una bella soddisfazione, rendono più piacevole la discesa, per la quale bastano un paio d’ore.

2 risposte

Ott 02 2009

Un mercoledì fuori dall’ordinario: Via Cassin al Torrione Palma in Grignetta

Pubblicato da Valerio in Alpinismo, Senza categoria

Un mercoledì fuori dall’ordinario: Via Cassin al Torrione Palma in Grignetta.
Dopo quasi tre mesi di lontananza, con il mio compagno di cordata Marco, sono ritornato finalmente in Grignetta.  All’inizio del mese di Luglio, dopo il piccolo incidente che abbiamo avuto il giorno della Via Cassin al Torrione Palma, ero rimasto un po’ intimorito dalla dura prova che ci ha inflitto.
Oggi, con un rinnovato rispetto e consapevole umiltà, ci siamo presentati al cospetto della montagna regina del Lecchese chiedendo gentilmente la possibilità di scalare la Via Cassin.
Considerato il mio scarso allenamento nella camminata in montagna, l’avvicinamento si è rivelato meno semplice del previsto. In particolare, anche questa volta come il precedente tentativo, abbiamo avuto delle notevoli difficoltà nel trovare l’attacco della via. La fitta nuvola che si è posizionata sul nostro cammino non ha certo agevolato la nostra ricerca. La relazione parlava di risalire il canalone in direzione del torrione Palma. Purtroppo però abbiamo scelto il canalone sbagliato, arrivando quasi in prossimità del sentiero che dal rifugio Rosalba porta in vetta… In più non si vedeva nulla..
La ricerca dell’attacco è poi proseguita verificando uno ad uno i tre canaloni secondari.. ma nulla !  Siamo quindi riscesi al sentiero Giorgio (N° 8) al punto di partenza, e abbiamo ricominciato la ricerca dal canalone successivo posto più a valle.  Finalmente, dopo tanta fatica abbiamo trovato la rampa di III grado che porta alla base del Torrione Palma (devo dire non banale da fare con i miei scarponi consumati..)
Particolarmente stanchi, alle ore 12.30, dopo ben 4 ore tra avvicinamento e su & giù  tra i canaloni, abbiamo attaccato la via (che vergogna !!!).
Marco si è dedicato ai tiri pari, mentre io Valerio mi sono dedicato ai tiri dispari.  Marco, aveva percorso nel mese di Luglio la stessa via con Graziano,  per cui ha ricordato con facilità la sequenza dei tiri e gli spostamenti. Forse per la conoscenza del terreno, forse perché il pomeriggio si faceva prossimo, ci siamo dati da fare e abbiamo completato la via in 2 ore e 20 minuti. Per noi alpinisti della domenica, rappresenta un buon risultato !
Il nostro arrivo in vetta è stato premiato con il diradarsi delle nubi dandoci la possibilità di ammirare il fantastico panorama della Regina.
Ed infine ecco a voi le foto del nostro mercoledì fuori dall’ordinario:
img00316.jpg  img00317.jpg  img00319.jpg
  img00322.jpg  img00323.jpg  img00325.jpg 
img00326.jpg  img00327.jpg 
img00328.jpg 

E per ricordare dove si trova il canalone che porta all’attacco della via:
img00329.jpg

2 risposte

Set 08 2009

Monte Zerbion - Cresta sud - est (Via delle roccette)

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Ed eccomi qua alla mia prima esperienza su di una cresta in conserva. Il tutto ha un sapore alpinistico che per me sa di nuovo. è una via facile (III grado con un paio di passaggi di IV) ma è la prima volta che faccio una via senza l’ausilio degli spit.
Mi incontro con Massi e insieme i dirigiamo verso la val d’ayas, ce la prendiamo con calma e alle 10,30 ci incamminiamo. imgp3966.JPG imgp3967.JPG
Il sentiero per arrivare al colle dove attacca la via è arduo e difficile da seguiere, abbiamo solo una breve descrizione tratta dalla guida del Merlo. Dopo un paio d’ore e qualche difficoltà (vipera lungo il percorso) arriviamo al colle. imgp3970.JPG
Mangiamo e ci leghiamo, alla una si parte sotto gli occhi vigili degli stambecchi. imgp3973.JPG
Ho un pò di timore all’inizio per via dell’esposizione della cresta che sia a dx che a sx c’e’ un bel vuoto! imgp3974.JPG
Dopo un’ora di cresta di max II grado (siamo in conserva) arriviamo ad un paio di gendarmi che sembrano sbarrarci la strada li superiamo con un pò di apprensione per via di qualche sasso instabile. imgp3977.JPG

Continuiamo bene integrando con cordini, nut e friend qua e la. imgp3978.JPG
Dopo un’ora arriviamo ad un passaggio ostico che superiamo grazie ad un chiodo.
Ed eccoci al passaggio chiave della cresta. Grazie a due chiodi facciamo una sosta e procediamo con la catena di sicurezza, è un passaggio delicato di IV grado anche qui troviamo 2 chiodi poi però più niente. imgp3981.JPG imgp3982.JPG
Dopo 2 tiri eccoci all’ultimo gendarme facciamo una sosta con un nut e un friend quindi si procede con molta calma, lo superiamo e sbuchiamo sul sentiero che in 10 minuti conduce in vetta. imgp3983.JPG imgp3984.JPG
Il panorama è bellissimo non c’e’ neanche una nuvola. imgp3986.JPG
Siamo contenti, ci congratuliamo, arriviamo in vetta qualche foto e panino poi giù subito perchè fa un pò freschino.
Alla macchina incotriamo un nostro amico e ci beviamo una birretta, ci salutiamo e mentre stiamo scendendo in macchina ci chiamano altri amici di Brusson e ci invitano a cena.
Tutto perfetto arrivo a casa alle 23 con un sorriso particolare che sa di splendida giornata.
 

Una risposta

Mag 31 2009

Uscita con Patrizia

Pubblicato da Valerio in Alpinismo

Nei giorni scorsi, casualmente sono capitato sul sito internet della Casa delle Guide. Curiosando qua e la tra le relazioni pubblicate, ho trovato la Via Patrizia.

Una via alpinistica di recente apertura, inizialmente a chiodi e successivamente riattrezzata a resinati ed anelli alle soste.
La descrizione della via, l’ambiente suggestivo dello Zuccone Campelli e l’esposizione a sud dell’itinerario mi hanno subito convinto. Propongo quindi questa scalata a Marco e Graziano per la domenica successiva. Entrambi accolgono con entusiasmo l’iniziativa !

Mi sembra veramente strano, ma è la prima volta che la “disputa” per la scelta della via da scalare si risolve così velocemente tra noi ! Evviva !

Ci troviamo quindi domenica mattina abbastanza presto a Lecco, dove raccolti su una sola auto ci dirigiamo assieme verso la Valsassina alla volta della funivia di Barzio.
Raggiunti i Piani di Bobbio, ci dirigiamo con calma verso il rifugio Lecco e successivamente imbocchiamo il sentiero degli stradini.
Proseguiamo lungo il sentiero in costa per circa una mezzora, superiamo la deviazione per l’attacco della via ferrata e dopo alcuni spalloni e canali rocciosi, poco prima di raggiungere una scaletta in ferro, abbandoniamo il sentiero ed entriamo nel canalone ghiaioso che si apre a sinistra raggiungendo l’attacco (bollo rosso con anello).

Un po’ egoisticamente, chiedo ai miei soci se posso iniziare la scalata da primo. Graziano e Marco acconsentono e dopo esserci “armati” di rinvii al “cinturone”, attacchiamo la via Patrizia.


Il tempo non è dei migliori: fa piuttosto freddo e il sole stenta a mostrarsi.

L’approccio al primo tiro è stato drammatico, come del resto, la mia prima uscita con Patrizia. Non la via alpinistica, ma la mia prima morosa che si chiama proprio così !!.


La prima lunghezza è stata “gelata” come il primo sguardo di Patrizia verso di me, “verticale” (perché pensate che alla prima uscita ci sia la possibilità di farla sdraiare ?) ed infine “incomprensibile” (la roccia è di difficile “lettura” ma provate a capire le donne !)

Superato il primo muro verticale con molta fatica (Patrizia non voleva farsi mettere le mani addosso), l’arrampicata risulta più semplice e meno faticosa. Arrivo in sosta e finalmente, poco alla volta, sento il calore del sangue che riprende possesso delle mie falangi ! 

Probabilmente a questo punto ho iniziato a “sedurla” !

Proseguo nei due tiri successivi con tranquillità e scioltezza. Il sole che nel frattempo ha avuto la meglio sulle nuvole fastidiose, ha tempo per scaldare la roccia.

Penso “ormai è mia” !

Arriviamo in breve al tiro chiave della via (VI). Proseguo ancora da primo la via affrontando un muretto di circa 10 metri di 6a . Trovo però la roccia di difficile lettura con prese svase e di difficile interpretazione. Mi stanco, riposo su un rinvio e deluso completo il tiro con un immorale A0 !

“Patrizia mi ha mandato a casa in bianco! E chi le capisce le donne !”

I tiri successivi, di V- e IV grado li ho trovati piacevoli, di arrampicata varia su facili muri lavorati, spigoli e diedri.
Penso: “Patrizia mi ha detto che sono simpatico e vuole che rimaniamo amici !”

Raggiungiamo poco dopo la vetta dello Zucco Pesciola, da qui, traversando verso destra, raggiungiamo il canalone tra lo Zucco Pesciola e lo Zuccone dei Campelli.
Indossiamo i ramponi ed affondiamo il canalone in discesa ancora per la maggior parte dominato dalla neve. Dopo circa 200 mt di discesa ci ritroviamo sul sentiero degli stradini che poco dopo ci riporterà al rifugio Lecco.

Le nuvole diventano più minacciose e l’orario ormai avanzato ci suggeriscono di non affrontare una seconda via come da programma iniziale.
Cogliamo quindi l’occasione per una buona birra e patatine fritte in compagnia al Rifugio Lecco.

Grazie ancora a Graziano e Marco per la compagnia e per avermi concesso il “capriccio” di tirare tutta la via da primo !

Saluti a tutti da Valerio 

P.S: Patrizia alla fine della giornata non mi ha neanche lasciato il suo numero di cellulare !!

Le foto della giornata:

img00233.jpg  img00237.jpg  img00232.jpg L’attacco della via.

imgp3896.jpg  imgp3897.jpg  imgp3898.jpg  imgp3899.jpg Dove Patrizia si è concessa.

imgp3901.jpg  imgp3902.jpg  In vetta: la seduzione !

imgp3903.jpg  imgp3904.jpg La discesa nel canalone: Rimaniamo Amici ?

2 risposte

Mag 10 2009

Grignetta - Magnaghi - Via Gandin + Via Bartesaghi

Pubblicato da Marco in Alpinismo, Arrampicata

Carichi come molle impazzite ci svegliamo presto, in alcuni casi prestissimo vedi il povero Massi che arriva da Vercelli.

Ci troviamo al parcheggio solito a Lecco alle 8 con Graziano tranquillo che ci aspetta sulla panchina come i pensionati e Manuel che arriva in moto.

Valerio ed io prendiamo la macchina e tutti e 5 ci dirigiamo ai piani resinelli, dopo un caffè e una visita alla toilette cominciamo a camminare naturalmente verso i magnaghi. Io arranco un pò è da tanto che non faccio un così forte dislivello ma vado come se mi accompagnasse il Rondo Alla Turca.

Siamo all’attacco della Gandin al torrione centrale. imgp3877.JPG

L1 - Un tiro tutto sommato tranquillo che fa da preludio al tiro successivo che ci aspetta. Salire prima una rampa che porta ad un camino molto bello, salirlo ed arrivare in sosta. IV+

L2 - Tiro chiave della via, molto difficile di VI-, io lo valuterei sul 5c. Salire lungo la fessura in dulfer e poi verticale su di una faticosa roccia ben lavorata, arrivare sotto lo strpiombo e affrontarlo in faccia con 3 passi atletici, spostarsi a sx non faile anche qui e quando sembra finita ci aspetta ancora una rampa verticale leggermente strapiombante per arrivare in sosta.  imgp3881.JPG

L3 - Tiro molto facile e tranquillo di III grado soprattutto perchè si arriva carichi al tiro precedente. Sosta comoda. imgp3882.JPG

L4 - Tiro molto facile anche questo bello perchè ho finalmente usato il mio friends del 2 che non è servito a niente se non a fare attrito forte. imgp3883.JPG

Ci trasferiamo verso la via Bartesaghi. imgp3884.JPG

Ho un conto in sospeso con la Bartesaghi ci penso dall’anno scorso quando l’ho fatta tirando tutti i rinvii, li ero veramente fuori forma. Chiedo a Valerio se posso fare il primo tiro.

L1 - IV+ Cerco di fare veloce per non fare annoiare Valerio e arrivo subito in sosta, questa volta mi sento in forma. imgp3885.JPG

L2 - V. Tiro con una sessione difficile da fare con concentrazione, anche qui tutto bene. Poi facile fino in sosta. imgp3886.JPG

Soddisfazione: imgp3888.JPG

L3 - Tiro di IV+ ma secondo me più difficile di tutti perchè è continuo e non ti lascia riposare, su verticale fino in sosta.  imgp3889.JPG

L4 - Tiro con singolo passaggio di V-, superare uno strapiombo facile e poi via via facile facile fino in vetta con passaggi di III. 

Foto di vetta finalmente in Grignetta: imgp3891.JPG

Ciao a Valerio Manuel Graziano Massi e a me. Birra e a casa stravolti almeno io.

Una risposta

Mag 04 2009

Medale - Via Cassin.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Medale, via Cassin. Nel CV di un alpinista non può certo mancare la Cassin al Medale. Ce lo hanno detto in 1000 e Valerio insistendo mi convince, io sono titubante per via del famoso unto e della famosa RUTA. Infatti io ho subito entrambi, l’unto mi ha fatto fare un paio di voli fuori programma e la ruta ha lasciato i segni sulle mie braccia, lividi rossi e bolle.

Apparte questo tutto sommato mi sono divertito ad arrampicare in una parete cosi imponente che sovrasta Lecco dall’alto. Con noi c’e’ anche Manuel. Il trio brio è pronto all’opera. Dopo 30 minuti di avvicinamento avvistiamo la parete. imgp3852.JPG

L1- Facile tiro di III grado con 2 spit unica difficoltà è l’aver dimenticato i rinvii. Uso i moschettoni e arrivo in sosta. Valerio scuote la testa, si parte male. imgp3853.JPG

L2- Anche questo è un facile tiro di IV grado con 2 spit. Cerco di farmi strada fra muri di cespugli vari, sembra fare escursionismo più che arrampicata. imgp3855.JPG

L3 - Parte Valerio, tiro di V grado unto forte. Salire lungo il diedro straunto e seguire i 4 spit che portano in sosta. imgp3857.JPG

L4 - Iniziamlmente difficile V grado poi via via più facile. Abbiamo preferito sostare su albero. imgp3859.JPG

L5 - Tiro da non sottovalutare, partire leggermente verso sx e salire un lungo diedro che porta in sosta 7 spit. Integrre con friends sul diedro.

L6 - Tiro chiave. Partire dritti poi si arriva sul punto critico, bisogna salire dritti e cercare di prendere le prese straunte, difficile per questo io mi sono spostato a dx sullo strapiombo ed è stata una cattiva idea, un paio di voli mi hanno fatto desistere e ho tirato il rinvio. V+ grado.

L7 - Tiro facile di IV grado salire lungo un diedro ben ammanigliato e arrivare in sosta. imgp3860.JPG

L8 - Facile tiro anche questo di III grado.  imgp3864.JPG qui si trova una grotta con la madonnina dentro. imgp3868.JPG

L9 - Traverso Cassin. imgp3869.JPG Unto forte anche questo bisogna spostarsi a sx ben protetto da spit e risalire fino alla sosta V grado.

L10  - Proseguire lungo gli spit II grado tiro facile e tranquillo il caldo comincia a farsi sentire. imgp3870.JPG Arriva Manuel  imgp3871.JPG

L11 - Tiro tutto sommato non difficile di IV grado ma la stanchezza la sete e il caldo si fanno sentire. imgp3873.JPG

L12 - Facile tiro di II grado che porta in vetta.  imgp3875.JPG

 Ciao a tutti. Ciao Valerio grazie per aver tirato da primo i passaggi chiave. Grazie Manuel per avermi aiutato a sbrogliare le corde.

E anche la Cassin è fatta……

dscn1356.JPG

2 risposte

Dic 31 2008

Invernale al Corno Bianco

Pubblicato da Valerio in Alpinismo

Semplice escursione invernale in solitaria al Corno Bianco per salutare il 2008.

Il corno Bianco si trova in Val di Fiemme nel comune di Varena al passo degli Oclini.

img00113.jpg  img00114.jpg  img00115.jpg  img00116.jpg 

img00118.jpg  img00119.jpg  img00123.jpg

Nessuna risposta

« Prec - Succ »