Archivio per 'Alpinismo' Categoria

Nov 16 2008

Salendo alla Greina

Pubblicato da Vincenzo in Alpinismo

Attraverso colori cangianti,
caldi d’autunno
rosso, arancio, giallo
che puntellano il verde
ancora vivo ma pallido.
Per giungere al bianco
che illumina rocce grigioazzurre,
di candida neve,
prima di ricoprire tutto,
nel freddo abbraccio dell’inverno.

Tempo, questo, di cambiamento,
luogo, questo, di passaggio
riassunti
in unica e speciale sintesi.

Mill’anni e più di cammino
che mille e più vite hanno varcato.
Assenti adesso
confinate in tempi remoti
o rapite da altri destini.

Errare senza errore
su soffice panna giunta dal cielo.
Solo le nostre orme
oggi, ci insegnano il ritorno.

Che il crepuscolo rischiara,
tra piccoli borghi,
puntiformi luci
che la notte si accinge ad assorbire.

Spegnendo
un giorno ideale,
suggestivo frammento
dell’umana esistenza.

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Nov 10 2008

Domenica uggiosa in grignetta.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Passo a prendere Valerio e ci dirigiamo in quel di lecco, valsassina ovviamente. Il ritrovo è all’EDICOLA (boh!). Arrivano puntuali Manuel, Graziano e con lui 2 amici.
Breve briefing e vabbè si va in Grignetta anche se il tempo è nuvoloso.
Arrivati all’attacco dei torrioni magnaghi la perplessità aumente a dismisura, ci prepariamo e inizia una leggera nevicata. Tristezza.
Ne approfittiamo di Graziano e della sua cortesia e facciamo un ripasso delle manovre e delle varie tipologie di soste.
Finita la spiegazione come per incanto appare uno squarcio di sole e iniziamo ad arrampicare sulla normale del secondo torrione.
Sono contento perchè l’ho tirata io (la mia prima via da capocordata in grignetta), proseguiamo sulla variante Polvara con integrazione di variante noè, si perchè c’era troppo traffico allora ci siamo spostati a destra.
Ci portiamo sotto la bartesaghi per avere la rivincita ma niente, neache questa volta, troppo bagnata.
Con rammarico ci portiamo sulla norma del torrione settentrionale e tiro ancora io da primo.
L1 - Attacco diretto facile di IV- ma con  spit abbastanza ravvicinati faccio un pò fatica ma ne esco grazie anche alle varie clessidre che si trovano sul tiro.
L2 - Per facili passaggi di III fino alla sosta niente spit solo clessidre.
L3 - Molto facile tiro di III, troppo per Valerio che dicide nuovamente di crearsi una nuova variante, ancora la variante Noè, parte traversando a destra superando un paio di strapiombi che mi ricordano molto quelli della Bartesaghi (V-).

Foto di vetta, panino e a casa felici ugualmente.

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Ott 11 2008

“doppietta” in Antimedale

Pubblicato da Valerio in Alpinismo

Oggi con Graziano ho trascorso un emozionante e gratificante giornata alpinistica in Antimedale.
Il programma è impegnativo: scalare due vie in giornata, la via degli Istruttori e la via Chiappa.

La giornata è stupenda e luminosa, il cielo terso ed i colori autunnali fanno da contorno al bellissimo complesso dell’Antimedale e Medale.

Arriviamo all’attacco delle vie dopo le 9 del mattino. La bella giornata ha attirato molti scalatori: alla base di entrambe le vie si contano due cordate in attesa di iniziare la salita. Ci prepariamo con calma e decidiamo di attendere il nostro turno alla via Chiappa (iniziamo con qualcosa di facile !!). Decidiamo di salire la via a tiri alterni. E’ la prima volta che arrampico una via “dividendo” equamente l’emozione del primo di cordata. E’ un’esperienza nuova che comporta un emozione forse un po’ più complessa da comprendere: la vetta viene conquistata da una “collaborazione”, dal lavoro di squadra due primi di cordata.

Scaliamo la via Chiappa, 6 lunghezze piacevoli e mai eccessivamente difficili. Quando arriviamo al tiro chiave, chiedo gentilmente a Graziano di lasciarmi salire … anche se toccherebbe a lui. Sono convinto che non sarà la stessa cosa per il tiro chiave della via degli Istruttori.
In meno di due ore e 30 minuti, arriviamo in vetta. Scendiamo dal sentiero e dopo essere arrivati agli zaini ci concediamo un panino energetico e una gran bevuta !

Riprendiamo con la seconda via: degli Istruttori.  Il primo tiro (il più facile) riesco anche in questo caso ad aggiudicarmelo ;-) per il resto, tiriamo la via a tiri alterni. Anche le prime lunghezze si presentano decisamente più impegnative della prima via.  Arrivo alla fine del 4° tiro già un po stanchino. Recupero il materiale da Graziano e inizio ad affrontare la 5L. Probabilmente rispetto agli altri è uno dei più lunghi e continui (… non sò, ma a me è parso un “viaggio” senza fine). Faccio molta fatica a completarlo, forse a causa della stanchezza, ma con un po’ di pazienza e con molte pause di “riposo” arrivo alla sosta. Recupero Graziano che immediatamente inizia la L6, il tiro Chiave. Affronta quindi un traversino che sui libri definirebbero “delicato”. A me questo termine fa proprio arrabbiare: difficile è la parola giusta !!! :-( Comunque quando è il mio turno, con molta attenzione affronto il traverso e la liscia placca sovrastante: non è assolutamente una scerzo !

Arriviamo quindi in vetta dove finalmente ci scambiamo l’immancabile stretta di mano.
Anche questo sabato mi porto a casa una bella soddisfazione. Grazie a Graziano per la compagnia, l’avventura e per essere stato un ottimo compagno di cordata !

Sorry, questa volta purtroppo non ci sono le “foto ricordo”.
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Ott 07 2008

Grignetta Torrione Centrale Via Normale + Variante Polvara

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Sabato 4 ottobre, siamo io valerio e vera.

Decidiamo di finire la stagione in Grignetta facendo la via Bartesaghi per me e valerio il nostro primo V grado in grignetta!

Prima decidiamo di “scaldarci” con la via normale al secondo torrione, dovevo tirarla io ma visto che dietro c’era un corso che spingeva decidiamo che tira valerio che è più veloce.

L1 - tiro molto facile di III grado per roccette

L2 L3 - concateniamo i 2 tiri visto che abbiamo le 2 mezze corde da 60 metri, molto facile anche qui passaggi di III+

L4 - Tiro facile anche qui per roccette III+

Contnuiamo con la variante polvare per salire un pò di grado.

L1- Tiro impegnativo e tecnicamente delicato IV+ che non concede errori e vuole concentrazione è un passaggio di un paio di metri

L2- tiro più facile con un traverso a destra di IV grado

L3- Per facili roccette III grado poi si scende in conserva fino all’attacco delle vie Bartesaghi e Lecco.

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Set 19 2008

Capanna Margherita 2/3 agosto 2008 Fotoreport.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Nuova avventura, siamo io, davide, marco e federico tutti amici conosciuti in un forum.

Partiamo da Milano io e Davide e arriviamo al parcheggio della funivia per il gabiet incontriamo marco e federico paghiamo 25 euro a testa per la corsa e partiamo.

Dall’arrivo della funivia al rifugio mantova posto a 3400 metri camminiamo per un’oretta.

Ottima cena e dormita. Al mattino alle 5,30 partiamo e alle 9,15 siamo alla capanna margherita con molta fatica da parte mia soprattutto nell’ultimo tratto, la quota l’ho sentita parecchio.

Dopo un rigenerante thè caldo scendiamo per le 15 siamo alla funivia e ritorniamo a casa dopo una meritata birretta.

Tempo stupendo e vista eccezionale, certi ricordi non verranno mai cancellati ma per non correre il rischio abbiamo fatto delle bellissime foto. Ciao alla prossima.

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Set 18 2008

Weissmies, Vallese

Pubblicato da Vincenzo in Alpinismo

Due anni senza un contatto. Poi una telefonata. < Ti va di fare qualcosa nel Vallese? >
< Certo > Rispondo io.
< Allora fatti trovare a Saas Grund. Sono nel campeggio di fronte alla funivia, ti aspetto fino alle ore 10:00, attrezzatura solita per l’alta montagna. Ciao. >
< Va bene, ciao.>

Il primo sabato di ferie trascorso allora a preparare auto e bagagli per il viaggio–vacanza in giro per l’Europa, quest’anno praticamente attorno ai Pirenei. Attento anche a non dimenticare anche ramponi e piccozza, originariamente non previsti perché non indispensabili per girare sui Pirenei o crogiolarsi al sole delle calde spiagge spagnole.

Domenica mattina. Non è ancora alba, ma parto. Non ho dormito quasi per niente tra cose ancora da preparare e da non dimenticare e invece vecchi ricordi che tornano alla mente. Il viaggio di due anni fa in Germania a Pforzeim dove Christian si è trasferito con la famiglia. La moglie Karina e le sue artistiche ceramiche: avrà trovato come proporle al pubblico?
E Marina, la loro figlia, si sarà ormai ambientata con una nuova lingua e un nuovo Paese?

Decido di seguire la Val Leventina anzichè passare per Domodossola e la frontiera di Iselle. Due anni fa ero stato fermato da un traffico micidiale poco dopo la frontiera. Per non ripetere quella esperienza preferisco prendere l’autostrada a Chiasso. Ma niente da fare: c’è lo stesso traffico tra chi torna e chi parte, sempre in direzione nord.
Non mi resta che uscire per la Val Bedretto, così diversa adesso da come la conosco in inverno durante la stagione di sci di fondo, col bianco che la ricopre.
E via per il Passo della Novena. Il paesaggio è notevole e rende sopportabile saliscendi e tornanti. Ma la strada tortuosa mi rallenta e il tempo passa. Alle 10 e mezza sono ancora a Visp e mi inoltro nelle valli che vanno verso sud.
Sono al campeggio di Saas Grund alle 10:58. In marcato ritardo, ma le ore “dieci” non sono ancora finite, e io dovevo arrivare “entro le dieci”.
La cosa mi ricorda l’episodio di Giulio Cesare e l’indovino. Questi pronosticò la morte di Cesare per le Idi di marzo. Arrivate le Idi, Cesare si presentò dall’indovino mostrandogli d’essere in piena salute.
E l’indovino rispose: <Attento che non sono ancora finite!>. Christian che insegna latino lo ricorderà senz’altro.

Un forte abbraccio di saluto:due anni sembrano non essere quasi passati. Moglie e figlia stanno bene. Karina ha realizzato il suo studio di ceramica in casa e tiene qualche corso per ceramisti dilettanti. Marina si è perfettamente integrata, forte della sua giovinezza. Ora conosce tre lingue (il tedesco del papà, il bulgaro della mamma e l’italiano del Paese dove è nata, che “cocktail”!) studia e suona il piano con disinvoltura.
Mangiamo quello che ci siamo portati: rustico pranzo sui prati del campeggio. Poi ci trasferiamo con un’auto alla vicina Saas Almagell: l’altra servirà domani per andare a riprenderla.

Da qui ci incamminiamo verso il rifugio Almagellerhutte secondo un itinerario alternativo a quello che prevede la risalita con la funivia. L’iniziale percorso “avventura” ci regala un po’ di emozione con i suoi ondeggianti ponti nepalesi. Il paesaggio è notevole. Siamo nel Vallese con i suoi spettacolari quattromila.
Anche il sentiero per il rifugio è particolare: studiato molto bene. La livelletta costante consente sempre di tenere un passo regolare migliorando il rendimento e diminuendo lo sforzo.
Al rifugio troviamo facilmente posto: il pernottamento cade tra domenica e lunedì. Serata calda e luminosa. Poi una buona cena, cosa rara in svizzera dove troppo spesso si trovano zuppe e intrugli poco appetibili.
Qui incontriamo due alpinisti di Sesto Calende: lavorano alla Aermacchi. Finmeccanica anche loro e stessa “meccanica” di trattamento tra privilegi per qualcuno e diritti negati per altri. Ma chiudiamo presto i discorsi sul lavoro che siamo in uno dei posti più belli della Terra e si passa alle imprese che si possono fare nei dintorni ad alta quota. La meteo resta clemente anche se oggi, domenica, ci sono state condizioni migliori di quelle che si prevedono per l’indomani. La notte fresca promette comunque un po’ di bel tempo per l’indomani.

E’ quasi alba quando ci prepariamo. Incominciamo a salire che le frontali non servono già più. Peso inutile, come altra “ferraglia” che la cautela mi ha spinto a portarmi dietro. E che adesso vorrei lasciare al rifugio. Impossibile: faremo una bella traversata senza tornare al rifugio dove abbiamo pernottato. Un gran bel giro ma anche una bella fatica.
Procediamo su pietrame poi roccette in direzione della cresta sud-est. Solo qualche passaggio un po’ intricato e mai troppo esposto. A metà salita io accuso un po’ di fatica e rallento il passo: mi è già accaduto altre volte quest’anno: sarà forse l’effetto della quota?
Quando infine raggiungiamo la neve e il ghiaccio, mi riprendo, aiutato da una giornata splendente e da pazienti incoraggiamenti. Siamo ormai sulla Triftgrat, la cresta interamente nevosa che si snoda suggestiva verso la vetta. Che raggiungiamo alle 11:00: un sottile filo di neve e cornici da cui stare alla larga, 4023 metri di altitudine. E intorno il Cervino, l’Alphubel e il Dom. Più a sud l’Allalin e lo Stralhorn, il Rosa. A fianci il Lagginhorn. Tripudio di cime e di ghiaccio scintillante.

Qualche foto ed è già tempo di scendere. Dalle informazioni raccolte sembra che ci aspettino sulla via del ritorno crepacci insidiosi ed è meglio superarli su ponti di neve compatta. E infatti troviamo crepacci enormi che non avevo visto prima, profondi e larghi. E ponti di neve poco rassicuranti. Attorno il paesaggio è sempre mutevole, identico solo nella straordinaria bellezza.
Lasciamo la neve e il ghiaccio per l’ultimo sentiero prima della stazione della funivia nei pressi del rifugio Weissmieshutte che termina le nostre fatiche ampiamente ripagate.
Tornati a Saas Grund e al campeggio, ci concediamo una doccia calda e un bagno nella piscina climatizzata.

Grazie Christian, alla prossima. Chissà se potrà essere, come proponi, una delle più nobili cime delle Alpi? 4478 metri di desiderio e tensione, di bellezza e paura, al di fuori della mia portata.
Sto ancora godendomi la soddisfazione per il terzo quattromila di questa stagione. La stagione estiva che verrà è troppo lontana adesso, vedremo tra un anno se sarà generosa. Cominciando a prepararsi fisicamente e mentalmente, però.

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Ago 24 2008

Grignetta al Cinquantenario e Marimonti

Pubblicato da Valerio in Alpinismo, Trekking

Paola ed Io abbiamo trascorso delle bellissime vacanze in America visitando i parchi del West. E’ stata una meravigliosa esperienza conoscere e potersi immergere in alcune delle più belle espressioni della natura come il Grand Canyon, Monument Valley o il Brice Canyon.

Sono state delle vacanze molto belle anche se purtroppo non c’è stato il tempo di poter “vivere” da vicino la natura con delle escursioni, Trekking o arrampicate nel cuore dei parchi. E’ così che, arrivati a casa non ho resistito alla tentazione di una bella escursione in Grignetta seguita da una via alpinistica classica sulle nostre montagne.

Fortunatamente non sono il solo ad essere rientrato al lavoro ed il venerdì sera riesco ad trovare una bella compagnia pronta ed entusiasta per l’uscita domenicale: Paola ed Io, Roberto, Fiore, Sante e Manuel !
Il ritrovo è al parcheggio al Pian dei Resinelli dove prima delle 8.00 siamo tutti pronti per la salita. Purtroppo Paola non è al massimo delle sue energie a causa di un fastidioso mal di stomaco. Dopo una camomilla calda andrà meglio.
Saliamo dal piacevole sentiero delle Foppe che in circa un’ora e mezzo ci porta al rifugio Rosalba. Io, Roberto e Manuel camminiamo assieme al gruppo per il primo tratto del sentiero per poi proseguire con un passo più deciso verso la vetta e l’attacco della via alpinistica.

Con i due compagni di cordata arrivo al torrione del cinquantenario dove inizieremo da li a poco la Normale. La giornata è strepitosa ! Ho visto pochissime volte il cielo delle valli vicine a Lecco così terso, limpido e con una visuale che si estende per centinaia di chilometri.  Sostiamo un attimo prima di avvicinarci al canalone e guardando all’orizzonte, distinguiamo nettamente il  Rosa ed il Gran Paradiso. Ho quasi avuto la sensazione di essere in montagna direttamente in Val d’Aosta !
Fortunatamente siamo i primi arrampicatori della giornata: ci imbraghiamo, prepariamo le corde ed iniziamo l’ascesa verso il torrione del cinquantenario caratterizzato dalla presenza di una campanella alla sua sommità. La salita non è particolarmente impegnativa ed in meno di un ora arriviamo in vetta. Ho voluto impostare questa ascesa affinché potesse essere più possibile didattica dal punto di vista alpinistico: sono salito con calma, cercando di attrezzare la via anche dove non necessario, utilizzando cordini, clessidre e frends.

Raggiunta la vetta del cinquantenario, suoniamo la famosa campanella utilizzando un moschettone (qualcuno ha rubato  il batacchio ?). Con una doppia ci caliamo alla base della forcella. Riprendiamo quindi la via della salita allo Spigolo Marimonti. Nel tiro chiave di IV+ ovviamente utilizzo tutti i fittoni presenti, più 3 generosi e rassicuranti friend ! Gli ultimi tre tiri, forse perché sono un po’ esposti non sono stati proprio così banali.

Con molta calma raggiungiamo la vetta dove finalmente possiamo apprezzare un panorama ed il  paesaggio che normalmente sono nascosti dalla foschia della pianura padana. La visuale a 360° dei laghi di fronte a noi, le montagne della val d’Aosta a ovest e uno spiraglio delle dolomiti a Est, sono mozzafiato.  Da buoni alpinisti, fieri della vetta raggiunta, ci scambiamo una vigorosa stretta di mano.

Più tardi raggiungiamo Paola, Fiore e Sante che al rifugio Rosalba ci aspettano. Ci racconteranno di aver visto molto chiaramente la nostra ascensione dal terrazzo del rifugio facendo il tifo per noi !
Infine, dopo una polenta energetica ci avviamo per il sentiero del ritorno.

Grazie a tutti per la bellissima giornata !

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Ago 08 2008

Soffice Breithorn

Pubblicato da Pietro in Alpinismo

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Ci riproviamo. Dopo un avvicinamento poco convinto e abbandonato (mea culpa) qualche settimana fa, la meta è ancora il Breithorn Occidentale, dolce 4mila tra splendide vette, in compagnia di Pietro, Pippo, Francesca e Nicola. Una camminata da Plain Maison ci porta al rifugio Teodulo: quota 3.327 metri, 838 metri sotto. Il rifugio è gremito da una folla che riempie  i vuoti di un luogo non particolarmente accogliente, ma con un’enorme vetrata con vista mozzafiato sul Cervino. Una vista che si oscura durante la cena. NEVICA. Una neve improvvisa e fitta copre in poco tempo l’intero paesaggio, fa sfumare il Breithorn in lontananza e raffredda il nostro umore. Solo Pietro, forte della sua fede nel meteo svizzero, mantiene l’ottimismo e, anzi, ne approfitta per spostare la sveglia di un’ora.

Inutile. La notte è faticosa e precediamo la sveglia. E’ l’alba e il sole illumina un manto di soffice neve.  Aveva ragione il meteo svizzero. Pippo non si sente in forma e preferisce rinunciare. Pietro, Francesca, Nicola e io partiamo. Con noi decine di cordate. Ci sentiamo bene e ne superiamo diverse, sotto un sole che diventa sempre più accecante sul bianco intorno. Non so come, ma il tempo che ci separa alla vetta vola. Anche Pietro, davanti a me, vola. Io arranco, ma non demordo.

Quota 4.165 di un 27 luglio. Un orizzonte di soli monti. Sono felice. E felici sfuggiamo alla nebbia che ci rincorre in discesa.

Barbara

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Lug 22 2008

Breithorn orientale foto report.

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Sabato sono stato sul breithorn orientale con vincenzo e massi….che spettacolo alla fine abbiamo fatto la 3 giorni…..dormita in auto venerdi sera a cervinia nel parcheggio dei camperisti e partenza sabato mattina presto verso la vetta raggiunta tardi….persa la funivia di ritorno abbiamo dormito al teodulo e domenica mattina a casa finalmente.

Difficoltà vere e proprie non ce ne sono ma abbiamo notato che sotto la vetta il percorso non era battuto e con un paio di rinvii e assicurazioni siamo arrivati in vetta.

Per la discesa guardando verso la svizzera a sx in basso c’e’ una sosta per fare una corda doppia.

Difficoltà nel complesso PD+.

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Lug 21 2008

Monte Sarezza spigolo Nord Ovest

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Oggi sono a pezzi ma strafelice. Il ricordo va a ieri, giornata fantastica tanto sole e tanta voglia di arrampicare.
Valerio passa a casa mia alle 7 e arriviamo davanti le funivie per le 9,30.
Saliamo e siamo ad Ostaffa, fa freddo e siamo preoccupati perchè il
tratto iniziale è a nord e noi sappiamo che proprio li tira
un vento forte e freddo.
Un’ora piena per trovare l’attacco della via, salita e
discesa continua su sfasciumi che sembrano impedirci di raggiungere l’attacco della via.
Lo troviamo finalmente anche grazie alle foto che ho preso e
stampato dal sito di dario (il bivacco di dario.it). Fa molto
freddo ci mettiamo il pile e il cappello di lana, ci
prepariamo, 3 foto e valerio parte. L’attacco è la parte più
difficile della via lo sapevamo ma quello che non sapevamo è
che con le mani fredde e a quella quota non si riesce ad
arrampicare. Valerio arriva al terzo rinvio e si blocca completamente, mi
guarda e dice “abbiamo fatto cose molto più difficile del
sarezza ma ho le mani gelate e non riesco a superare questo
punto”….gli dico allora di battere le mani di mettere i
guanti di strofinarle….ci riprova e riprova ma dopo 10 minuti buoni
fermi li comincia a fare molto freddo, gli propongo di
abbandonare!
Mi riguarda e dice “Mai e poi mai” tira il
rinvio e passa con molta fatica e da li in poi va sempre meglio
e arriva in sosta. Tocca a me, parto e appoggio le mani alla
roccia passo il primo rinvio il secondo al terzo non sento
più le mani e rischio di cadere, prendo in mano il rinvio e con fatica passo…..tiro anche il quinto rinvio mi vergogno di me
stesso ma con le mani fredde è troppo difficile.
Arrivo in sosta e ci accorgiamo di aver concatenato i primi 2
tiri (5c - 5b)….meglio, penso “il tratto più duro è superato.”
Non sarà cosi.
Terzo tiro (3b)…parte valerio e sbaglia prende la via di 6a
e poi traversa a dx per ricollegarsi al 3b arriva in sosta e
tocca a me. Parto e dopo un diedro superato in spaccata e con
fatica mi arrabbio con lui,” ma come? c’e’ il 3b e tu vai
sul 6a????”….mi risponde “L’ho fatto per riamanere caldi”.
NO COMMENT.
Quarto tiro (5a) Parte valerio salta uno spit e mette un
friend è una salita molto delicata….finalmente trova uno spit e
si assicura bene. Parto io e subito arrivo in sosta…ci
siamo scaldati bene ora.
Quinto tiro (4a) è un tiro molto lungo di 70 metri e appena
sotto la sosta c’e’ un camino strettissimo. Qaundo arrivo li
mi tocca togliermi lo zaino e mettermelo attaccato con un
rinvio all’imbrago cosi che penzola giù. Passo lo
strettissimo camino e arrivo in sosta.
Sesto settimo e ottavo tiro (max 4c) sul grandiso spigolo Nord
ovest….bello davvero bello e con il sole finalmente.
Finita ci mettiamo gli scarponi e partiamo in conserva che in
10 minuti ci porta alla croce di vetta. Foto e giù per
ripidissimo e difficile sentiero.
Scendiamo troppo e ci tocca risalire a piedi fino alla
funivia….valerio recupera gli zaini abbandonati sotto la
parete sud del sarezza.

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