Archivio per 'Arrampicata' Categoria

Mar 06 2011

Via Topo Bianco - Corma di Machaby

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Per me è la prima volta al “paretone” di Machaby. I miei compagni, Marco e Graziano, lo conoscono bene. La via che abbiamo scelto di fare è la “Topo Bianco”: è da un po’ che la sento nominare dai miei amici, e finalmanete le condizioni del weekend in arrivo sono ideali per tentarla. Ci mettiamo d’accordo per fare due cordate e optiamo per andarci Domenica, contando sul fatto che una giornata in più di sole possa asciugare meglio la roccia dopo le piogge del Giovedì. Al ritrovo fissato a Lainate delle 8:15 però, siamo solo  noi tre, e partiamo alla volta della Val d’Aosta.

Giunti ad Arnad scopriamo che al paretone non c’è nessuno: strano, in genere è frequentatissimo… La nostra via si inerpica sulla parte destra della parete, e devo dire che è proprio mastodontica vista da sotto: imponente e solida si staglia nel cielo superba, oltre 200 metri di placche in gneiss che inducono timore e rispetto, lanciando la consueta sfida.

Percorso il comodo sentiero di avvicinamento ci accorgiamo che il primo tiro è un po’ bagnato, e restiamo per un po’ ad indugiare sul da farsi, col timore che anche il resto della via possa non essere ancora del tutto asciutto… dei tre sono quello più titubante dato che non conosco il posto ed è un po’ che non arrampico, ma so che è la mia solita sfiducia a rendermi così, così mi lascio contagiare dal loro entusiasmo e alla prima sosta la visuale è migliore e rivela una parete pressochè asciutta, che premia la nostra caparbietà…

L1 - Il tiro a vista si rivela duretto, ma quando lo si affronta si sente subito che la roccia è ottima e dà molta sicurezza, che permette di superare i primi passi più complicati. In seguito le difficoltà calano, e sulla destra si trova comodamente la sosta. Il tiro è dato di 5c e direi che ci sta tutto, specialmante con la roccia parzialmente bagnata come l’abbiamo trovata noi.

L2 - Si sale in verticale per una trentina di metri: la progressione segue due comode fessure dscn2970_rid.jpg che offrono molte possibilità di appiglio, cosicchè le difficoltà calano ulteriormente: 5b dscn2971rid.jpg. Il tiro è comunque molto bello!

L3 - E’ dato come il tiro chiave della via, e infatti dopo aver piegato a destra riprende a salire verticalmente su placca ripida e piuttosto liscia: qui il 6a dichiarato ci può stare, ma la roccia buona e il tiro ben protetto aiutano molto dscn2972rid.jpg

L4 - Al contrario del precedente, questo tiro l’abbiamo invece trovato più complicato di quanto viene dichiarato dalle varie relazioni: è dato di 5c, ma a nostro avviso è comparabile a L3, se non più difficile! Placca tecnica e muretto finale, da vincere stando sulla destra

L5 - E’ il tiro che porta alla cengia erbosa che si trova a metà parete e dunque ai tiri di raccordo più semplici. Meno complicato dei precedenti (5a), ma occhio al tratto iniziale, che col traverso delicato sulla destra è di tutto rispetto: evitare di affrontarlo troppo “baldanzosi”, con l’idea di essersi lasciati del tutto le difficoltà alle spalle; personalmente l’ho un po’ sottovalutato e mi è scivolato un piede, una cosa da nulla ma… attenzione!

L6 - Lunghezza di raccordo. Si possono vedere le targhette metalliche che indicano il proseguimento di altre vie (”Par Condicio”, “Patata bollente”, “Bucce d’Arancia”…). Ovviamente c’è anche la targhetta della “Topo Bianco”, che dalla quinta sosta si raggiunge piegando a destra e rimontando una placchetta. Noi invece ci siam portati per sbaglio verso sinistra, finendo su una grossa cengia. A questo punto abbiam salito una placchetta rientrando a destra e raggiungendo la targhetta giusta. I tiri di raccordo sono comunque piuttosto semplici (3b); occhio semmai alle indicazioni ed alla relazione!

L7 - Altro tiro su placca, molto bello (5b): ecco Graziano in azione dscn2974rid.jpg  e Marco che fa sicura  dscn2975rid.jpg dscn2976rid.jpg. Obliqua leggermente a destra all’inizio, per poi salire di nuovo in verticale.

L8 - Vale anche qui il discorso di L5: vietato sottovalutare quest’ultima lunghezza piuttosto ostica! Le difficoltà tornano quelle dei primi tiri (5c), ma bisogna rimontare un dislivello non banale e superare un tettino raggirandolo sulla destra, con spit poco visibili e passi delicati. Poi si riprende a salire su placca tecnica con ottime concrezioni e si incontrano dei risalti che impediscono di vedere la sosta, il che può trarre in inganno facendo temere di aver sbagliato. Proseguendo, comunque (anche qui gli spit non sono sempre ben visibili), la si trova comodamente e a questo punto le difficoltà sono veramnete alle spalle.

L9 - Una trentina di metri via via sempre più semplici (4a), fino alla sosta.

L10 - Le difficoltà e la pendenza calano ulteriormente, fino alla sommità della Corma, 3b

Nel complesso una via di tutto rispetto; forse un po’ sopravvalutata nelle indicazioni (la targhetta alla base della parete riporta 6b, ma direi che è un po’ troppo, come confermano altre fonti), ma veramente bella e molto verticale dscn2973rid.jpg.

Stupendo il panorama! dscn2979rid.jpg  dscn2983rid.jpg

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Mar 02 2011

Corna di Medale - Via Anniversario.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Sicuramente la via più dura che abbiamo fatto fino ad ora. Il medale non offre vie sportive tipo falesia anche se i resinati ci sono (distanti) e tutte le soste sono attezzate con catena.
Sono insieme a Graziano ed Andrea (21 anni e già ha fatto l’anniversario, complimenti!), tutto organizzato un pò all’improvviso il venerdi sera al telefono, il tutto mi trasmette una strana tensione e preoccupazione, so già che sarà dura ma sono contento di fare la mia seconda via in Medale.
Ci troviamo alle 8 alla nostra edicola e partiamo decisi verso l’attacco della via (il nome della via è anche scritto in blu sulla roccia).
Dico subito che ci impiegheremo un botto, circa 7 ore, però ce l’abbiamo fatta. La via è molto lunga (350 metri). In via c’erano 4 cordate.
L1 - Il primo tiro è subito duro, si sale per 20 metri circa facile ma poi una parete liscia si presenta ardua e dopo altri 10 metri arriviamo in sosta. VI grado sicuro se si seguono gli spit. imgp4271.JPG
L2 - Seguire i resinati, il tiro è più facile del precedente ma di poco, 30 metri V+. imgp4273.JPG
L3 - Il tiro parte delicato e via via verticale ma poi arriva un traverso a sx molto difficile  imgp4275.JPG  con 2 chiodi vecchi ad assicurarci (mungitura!!!) VI+ 40 metri. imgp4274.JPG
L4 - Più o meno simile al precedente ma il traverso che incontriamo qui è un pò più semplice. 30 metri VI.
L5 - Salire seguendo i resinati di sinistra che aggirano un tetto poi ia via dritti in sosta.  imgp4275.JPG   Tiro più corto di 25 metri circa ma da non sottovalutare V+.
L6 - Tiro impegnativo di 30 metri di VI grado. Salire dritti fino a sotto la sosta dove c’e’ un passo molto delicato, scopriamo che hanno spaccato a martellate un resinato cosi Andrea è costretto a traversare a dx poi dritto e ricongiungersi con difficoltà alla sosta a sx. imgp4278.JPG
L7 - Il tiro più difficile della via. Dò il cambio ad Andrea e dopo un’opera di autoconvinzione parto. imgp4280.JPG   All’inizio il tiro è facile e va su dritto seguendo i chiodi fino ad un tetto che si aggiare a sinistra, appena mi sposto vedo cosa mi aspetta: un muro diedro liscio (e unto) che mi spaventa non poco. Parto fino a raggiungere un resinato e rinvio, poi c’e’ un chiodo e rinvio qui iniziano i problemi il resinato è lontano allora decido di mettere un friend che entra per 3/4 rinvio, mungo, prego che tenga e chiudendo gli occhi arrivo al successivo resinato (sospiro di sollievo!!!) ancora difficile traversare a sx poi risalire alla sosta. 35 metri VII-. imgp4281.JPG
L8 - Tiro duro anche questo di 30 metri VI+. Si parte dritti puntando il grosso tetto,  imgp4282.JPG  fino a qui facile, poi si rinvia su un resinato in forte strapiombo ma ammanigliato. si sale ancora superando un primo tetto (ci sono 2 cordoni che aiutano molto) poi ancora un piccolo tetto da superare e ancora difficile fino alla sosta.  imgp4283.JPG
L9 - L10 - Li metto assieme perchè non ho visto la sosta di L9 e infatti il tiro è lunghissimo. 50 metri di V+ con un attrito pazzesco. Con molta difficoltà e gli avambracci distrutti recupero gli altri 2 e chiedo a Graziano di darmi il cambio. imgp4284.JPG imgp4285.JPG
L11 - Facile tiro di IV grado, si punta a dx verso il resinato e l’albero che si vede. imgp4286.JPG
L12 - Decidiamo di trascurare la via originale dritto perchè la roccia sembra molto instabile e ci spostiamo a dx per l’ultimo tiro della Saronno ‘87, 20 metri di V+ tutte le fatiche sono concentrate nei primi 10 metri  imgp4287.JPG  poi molto più facile poi si sosta su grosso albero.
Sono le 17 è finita imgp4291.JPG   io sono a pezzi  imgp4290.JPG   e ringrazio Graziano (5° volta per lui su questa via) e Andrea  imgp4289.JPG  , poi raggiungiamo a sx la fine della via Cassin dove comincia il sentiero che riporta giù in paese dove ci facciamo la solita birra, panino e quant’altro.
é martedi e sono ancora stanco, ma felice. Ciao.

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Gen 25 2011

Falesia di Bettola - Via sorpresa.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Sabato scorso con Dario e Guido siamo andati alla falesia di Bettola. Un posto a me nuovo. Ci ritroviamo a Lainate per le 9 e partiamo alla volta di Bettola, un piccolo paese nella zona del Toce.

Per tutta la giornata arrampicheremo con sotto di noi proprio il Toce che scorre infinito lungo la vallata verso il Mottarone. imgp4268.JPG

Bellissima giornata neanche troppo fredda, anzi si stava proprio bene.

Parcheggiamo l’audi proprio appena oltrepassato il cartello che indica l’arrivo in paese e raggiungiamo il ponte dove passa la ferrovia per incanalarci verso un terreno privato che porta al sentiero Cadorna, il tutto indicato da un cartello. Per raggiungere le vie ci vogliono circa 30 minuti, la falesia parte in prossimità di un omino di pietre e un cordone penzolante attaccato ad uno spit. Ci sono diverse vie noi scegliamo la via sorpresa.

Il sentiero è stato costruito (e ancora regge) durante la prima guerra mondiale, domando a cosa serviva in quanto gli austriaci passarono solo dalle parti del Piave e alto adige ma Marco mi racconta che Cadorna posizionò le truppe lungo tutto il confine di Stato preoccupato che gli austriaci potessero passare dalla Svizzera, ci sono sentieri simile a questo anche verso Como e Varese.

Con questo tarlo in testa inizio ad arrampicare. imgp4261.JPG

L1- Il primo tiro è di 5c e parte subito verticale, c’e’ un diedro che con un paio di passi non banali si supera sfruttando una lama al centro un pò nascosta. imgp4264.JPG

L2- a sinistra partono altre vie, noi proseguiamo dritti. Questo tiro è di 5c non banale e lungo 40 metri circa, è una placca che sale dritta ma il tutto è spittato bene. imgp4265.JPG

L3- Tiro più difficile di 6a. Le difficoltà sono all’inizio nei primi 10 metri, è necessario seguire una fessura verticale un pò faticosa. imgp4266.JPG

L4- Questo tiro è dato 6a+, tutte le difficoltà stanno in un passaggio per niente facile ma ben protetto. è un passo da fare un pò in dulfer con molta forza poi salire su dritti (spit lungo) e ancora non facile sotto alla sosta (attenzione a sassi poco stabili e belli grossi noi abbiamo fatto un pò di pulizia). imgp4270.JPG

Davvero un posto gradevole e tranquillo (non c’era in giro nessuno) un pò sporca la via ma davvero un bel lavoro fatto dagli apritori.

Con 2 doppie (da 70 metri) scendiamo giù, birra e a casa molto contenti. imgp4269.JPG

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Dic 29 2010

Montestrutto (con Lilly)

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Con Marco oggi (29 Dicembre) sono andato a Montestrutto, posto che volevamo visitare già da un pò…

Si tratta di  una falesia molto comoda dal momento che è facilmente raggiungibile, e si arrampica a pochi metri dal parcheggio, per cui è l’ideale nel periodo invernale. Si trova nell’omonima frazione di Settimo Vittone, e la si raggiunge uscendo dall’autostrada per Aosta a Quincinetto. Abbandonata la A5 si gira a destra fino ad imboccare una strada (SS26) che, a destra della Dora Baltea, punta Settimo Vittone. Un cartello indica Montestrutto sulla sinistra (subito dopo una centrale elettrica) e la falesia la si trova praticamente subito una volta entrati nella frazione.

Siamo riusciti ad arrampicare malgrado la giornata gelida: per tutto il viaggio il termometro della macchina è rimasto fisso su -3°C! Comunque già dopo Ivrea la temperatura ha cominciato a salire e l’esposizione a Sud-Ovest ha fatto sì che siamo stati bene fino al tardo pomeriggio, a dimostrazione di quanto sia un posto adatto per l’Inverno. Si arrampica su granito, il che personalmente mi ha messo un pò in difficoltà, soprattutto perchè gran parte dei tiri che abbiamo affrontato sono molto brevi e spesso le difficoltà si concentrano nel tratto iniziale.

Tiri affrontati:

- Rigel, 5B. Tiro nel complesso facile, ma occhio al diedrino prima del tratto finale (nella foto lo si vede poco sopra Marco, leggermente a destra): il movimento per entrarci non è proprio intuitivo.

dscn2900-640x480.jpg

- Morte, 5C. Tiro brevissimo il cui nome sintetizza la parte iniziale: dscn2903-480x640.jpg durissima! Ecco Marco che ha appena superato quel tratto: dscn2902-640x480.jpg

- Il tiro delle arance, 6A. Come nel precedente, la difficoltà sta tutta nel movimento iniziale, che non sono riuscito a fare: bravo Marco che l’ha chiuso! dscn2906-640x480.jpg  dscn2906-640x480.jpg

- Il piffero, 6B. Solo tentato, veramente arduo!

- Fagioli grassi, 5C. Anche questo l’abbiamo solo tentato, per lo più perchè era in ombra e la roccia era gelida. Qualcosa per le mani c’è, ma strapiomba non poco… dscn2908-480x640.jpg

- Altair, 5A. Il muretto prima del tratto finale l’ho trovato un pò difficile, a dimostrazione che forse per il tipo di arrampicata diversa o… per i postumi delle abbuffate natalizie, mi mancava mezzo grado (ho faticato come su un 5C-6A!).

Birretta finale al bar che si trova sotto la roccia: la simpatica (e carina) ragazza che lo gestisce ci ha detto che la falesia dalla primavera in poi è molto frequentata, e che stanno lavorando per ampliarla.

Ancora qualche foto, in cui, oltre al posto, si vede anche Lilly (con un originale guinzaglio realizzato coi rinvii…), la simpatica cagnetta di Marco che ci ha fatto compagnia. Alla prossima, e buon anno a tutti!

dscn2901-640x480.jpg  dscn2905-640x480.jpg  dscn2904-640x480.jpg

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Dic 07 2010

Monte Coudrey - Olimpic Spirit

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Oggi siamo Io e Graziano ad affrontare una via non troppo difficile ma resa estrema da un freddo a dir poco glaciale. Mi riprendo un pò solo ora dopo circa un paio di settimane con dolori al collo e raffreddore.

Mi sa che abbiamo fatto una cavolata però la voglia di fare una vietta e arrampicare era troppa! C’erano pochissime macchine e alcune cordate se la battevano a suon di corde doppie!!! Noi no! Noi fino alla fine, soffrendo; si bravi, ma sostanzialmente dei pirla.

L1 - Facile tiro di quarto grado e corto 10 m. imgp4250.JPG imgp4251.JPG

L2 - Tiro bellissimo ma reso estremo dalle mani gelate 5c 20 m. imgp4252.JPG fa freddo fa tanto freddo e c’e’ vento!!! imgp4253.JPG

L3 - Bel tirello anche questo, con un pò di fortuna sono riuscito a non azzerare ma in compenso ho sentito una fittra al collo, mamma che dolore ancora!!!

L4 L5 L6 L7- Da qui in poi i tiri sono facili, ogni tantoi ci sono dei trasferimenti stile trekking alla ricerca disperata di roccia.  imgp4256.JPG

Alla fine sbuchiamo e ci spostiamo a sx per fare gli ultimi 2 tiri della doctor jimmy ma rinunciamo per il troppo freddo. imgp4255.JPG imgp4259.JPG

Ce ne andiamo in un baretto a farci una cioccolata calda che è meglio.

Ciaus.

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Ott 25 2010

La nostra predilezione per le varianti (Ritorno alla via “Frecce perdute” – Antimedale)

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Inaspettatamente mi ritrovo libero al weekend (dovevo andare via) e sfrutto subito l’occasione per andare ad arrampicare: sento Marco che mi dice che sta organizzando una giornata in Antimedale con Graziano ed un suo amico… Mi aggrego subito e fissiamo il ritrovo per Sabato mattina a Lecco, alla solita edicola.Purtroppo però Sabato mi sveglio e sono tutt’altro che in forma: ho un principio di influenza, ma nonostante la tentazione di lasciar perdere, decido di partire lo stesso per il luogo di ritrovo stabilito. Parto incoraggiato da un lieve miglioramento, ma mentre guido mi torna quel leggero ma fastidioso malessere: che fare? In breve è una domanda che ci poniamo in quattro, stiamo quasi optando per andare in falesia, anche perché il tempo è nuvoloso… ma poi la voglia di Antimedale è troppo forte e non sappiamo resistere, alle 10 siamo sotto la parete che domina Lecco.

Graziano e il suo amico vogliono fare una via più lunga, tipo l’altra Chiappa, mentre io e Marco, date anche le mie condizioni, restiamo fedeli al progetto iniziale: ripetere la via “Frecce perdute”. È una via breve ma molto intensa, soprattutto perché parte con un tiro lungo che va ad addentrarsi in un diedro che nel tratto finale presenta un paio di passaggi molto fisici oltre che difficili. Eccone una foto: diedro.jpg 

Avevamo fatto questa via circa un anno e mezzo fa con Valerio, solo che allora non conoscendo il tracciato finimmo su una variante, così stavolta volevamo fare la via “pura”, e per non sbagliare mi ero stampato la relazione, che avremmo consultato ad ogni sosta. Graziano, gentilissimo, mi presta 1 caschetto ed un moschettone a ghiera: data l’improvvisata non avevo tutto il mio consueto materiale: grazie infinite Graziano!

Ci separiamo, ci leghiamo e via!

L1: il salto iniziale si presenta subito impegnativo, si prosegue poi abbastanza verticalmente fino ad un risalto leggermente strapiombante, che si supera sulla destra. Qui occorre fare un passo delicato e da capire, anche perché pur avendo girato a destra bisogna subito piegare un poco a sinistra. A questo punto si è in pieno diedro, e qui ci sono almeno un paio di passaggi veramente molto fisici, superati i quali si raggiunge una placchetta non banale. Alla sosta ci arrivo un po’provato, e faccio i complimenti a Marco che ha tirato una lunghezza di tutto rispetto, anche perché oltre ai tratti descritti, che arrivano al VI, con i suoi 40 m è piuttosto lunghetta!

L2: è il tiro di raccordo fra il diedro e la placca che porta in cima. Dalla sosta si esce dal diedro piegando leggermente a sinistra, poi si supera un tratto semplice che si conclude sotto un tettino. A questo punto bisogna traversare decisamente a destra, su un tratto non durissimo ma molto esposto, si supera un’altra placchetta e poi si continua a piegare a destra fino ala sosta. Qui le difficoltà si attenuano (IV-V), ma all’inizio del traverso devo dire che mi son trovato un po’ in difficoltà perché devi buttarti nel traverso esposto un po’ alla cieca dal momento che non si vedono più gli spit…

L3: si deve salire un poco sopra la sosta ed entrare nella placca spaccando nettamente a destra: è un passo duretto, ma consente di alzarsi di quel tanto che basta per rinviare. A questo punto si sale deviando leggermente a destra, è una placca molto bella e impegnativa! Faccio sicura a Marco e intanto mi raggiunge in sosta un’altra cordata, e a un certo punto li sento dire: “Ah, lui ha fatto la variante!”. “Lui” è Marco ovviamente e a questo punto mi rendo conto dell’errore commesso: la relazione parla di un chiodo sulla verticale che andrebbe ignorato se si vuole restare nella via, ma quel chiodo non è sopra la terza sosta, ma fra la seconda e la terza. E così Marco ha proprio preso la variante! Ancora! Decido di non dirgli niente, anche perché ormai vedo che è in sosta… Quando tocca a me riesco a individuare il punto cruciale: verso il terzo spit della placca c’è la diramazione e vedo gli spit della via che continuano sulla destra fino alla sosta. Marco ha proseguito dritto, ingannato da quel famoso chiodo o forse attratto dalla nostra ormai leggendaria predilezione per le varianti. Il tratto finale della placca però è proprio spettacolare (fino al 6a!!!) e mentre arranco per uscirne dico a Marco dell’errore, non prima di fargli i miei complementi.

L4: doveva essere quello che dalla sosta che abbiamo ignorato guadagna la cima stando sulla parte più a destra della placca che abbiamo fatto noi, con difficoltà più contenute… Invece è stata una breve lunghezza su sfasciume, molto semplice ma occhio a i sassi che si muovono (rischioso per le cordate sotto)! Sulla sinistra delle piante che si vedono sin dall’inizio si trova la catena che conduce al sentiero di discesa.

Dopo la via, un paio di tiri in falesia e molta soddisfazione per una giornata che non prometteva molto, ma che poi si è rivelata davvero gratificante! Ovviamente grazie anche a Marco!

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Set 16 2010

Via I Love You Sylvie !

Pubblicato da Valerio in Arrampicata

Con il mio socio Marco, conclusa una settimana lavorativa molto intensa,  nonostante la stanchezza, confermiamo l’uscita domenicale all’insegna dell’arrampicata ! Olè !

Inizialmente l’obiettivo è ambizioso: valle dell’orco, Via Pesce d’Aprile, ma dopo aver letto attentamente la relazione e considerata la scarsa forma fisica del periodo, decidiamo di optare per qualcosa di più semplice “Via I Love You Sylvie” (molto più semplice…)
Parcheggiata l’auto ad Albard de Bard frazione di Donnas, troviamo due corsi d’alpinismo al completo che si stanno avviando alle pareti ! Saranno state almeno 30 persone ! Nonostante la folla, ci sbrighiamo e arriviamo all’attacco della via senza dover attendere eccessivamente.
Per arrivare: si prende il sentiero sulla sinistra, trovando un masso con scritto Dr. Jimmy, caratterizzato da una stretta stradina tra due muretti fatti con massi.

Al primo bivio scendere in direzione del bosco per attraversare più in basso un torrentello accostandosi così alla parete rocciosa.
Oltrepassare l’attacco della via Olympic Spirit, targa metallica, per giungere pochi metri più in basso alla partenza della via Dr. Jimmy.
La partenza di I love you Sylvie è posta a circa 5 metri a sinistra di Dr. Jimmy.

Iniziamo la salita, attendendo solo qualche minuto che la coppia davanti a noi raggiunga la prima sosta.
La giornata è ottima, non troppo calda e con un venticello piacevole che ci rinfresca. Inoltre la via prosegue per almeno 5 tiri all’ombra.  Ottima scelta considerato che siamo ancora in estate !!

La scalata:
L1: 3+ Inizia Marco, allegro e pimpante
L2: 3+;  riprendo io in scioltezza..
L3: 5b: Passo su muretto verticale, molto divertente: lo affronta Marco con disinvoltura;
L4: 5c: Ora tocca a me affrontare la  divertente fessura dulfer. Sbaglio e salgo un po’ troppo in corrispondenza del tetto sovrastante. Sono troppo in alto e sono costretto a saltare il rinvio.. con un po’ di tremarella affronto il traversino su placca, ma ne esco.
L5: 5 a/b;  L6: 4a; L7: 4a;  L8: 5a:   in scioltezza ma la stanchezza e il mal di piedi si fanno sentire..
L9: 5c Strapiombo. Toccherebbe a Marco, ma l’uscita del We precedente lo ha stancato eccessivamente e non è riuscito a recuperare completamente. Vado io e con pazienza completo lo strapiombino senza barare.
L10: 3 Sosta in comune con Dr. Jimmy: e qui inizia la coda ! Gli altri gruppi arrivano come alle ore 18.00 in barriera Milano EST !
L11: 4a;  Corsia preferenziale Telepass premium e si va … (a spit alterni in parallelo arriviamo alla sosta successiva).
L12 5a; L13 2: Completiamo qui la via, e prendiamo a destra il sentiero che ci riporta in 20 minuti circa alla macchina.
Anche questa domenica ci siamo divertiti alla grande: via semplice ma divertente ! proprio quello che ci vuole dopo il tour de force Roma / Londra / Milano della settimana trascorsa.
Saluti a tutti e beccatevi le foto:

img00381.jpg  img00382.jpg  img00383.jpg L3: Muretto plasir

img00384.jpg  img00385.jpg  img00386.jpg L9: lo strapiombino

img00387.jpg L’arrivo al casello in coda !

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Ago 23 2010

Doppietta ai Campelli.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Dopo la falesiata di ieri alla falesia del tramonto con Manuel, mi

ritrovo oggi con Valerio al rifugio Lecco. Ci incamminiamo con l’idea

selvaggia di fare due vie e decidiamo di affrontare il diedro Bramani e

 la via Casari Zecca.
Arriviamo all’attacco della via comune, naturalmente c’e’ un pò di

traffico ma la notizia più sconcertante è che la parete è molto umida e

a tratti proprio bagnata, accantonata l’idea di iniziare sulla via

alternativa alla Comune (la via degli istruttori) in quanto è bloccata

da una cordata un pò in difficoltà, partiamo sulla Via solita (via

Comune).
Parte Valerio e velocemente arriva in sosta, poi arrivo e parto subito

purtroppo ammetto di essere stato poco gentile superando la cordata che

ci precedeva ma era l’unica soluzione per andare avanti. Arrivati

all’attacco del diedro Bramani parto io e trovo subito le difficoltà

elevate in quanto la roccia è molto bagnata ma arrivo in sosta (ci

voleva il costume) arriva Valerio e parte compindo un semicapolavoro

congiungendo tutti i 3 tiri restanti e arrivando direttamente alla

vetta, capolavoro in quanto oltra all’attrito della roccia ha dovuto

praticamente quasi nuotare. Applausi! Da secondo ho fatto molta fatica.
Foto di vetta, mangiamo qualcosa e corriamo giù di nuovo all’attacco

della Comune.
Parto io e arrivo velocemente in sosta, ormai meccanicamente ci

prepariamo e parte Valerio e dopo 15 minuti siamo all’attacco della via

Casari.
Piacevole l’incontro di un signore di 62 anni che andava  in

autosicura, questo ci fa ben sperare, potenzialmente abbiamo davanti a

noi 30 anni di arrampicata.
Parte Valerio, scatenato, e arriva in sosta. Arrivo e parto e dopo la

nuotata arrivo in sosta, la via è tutta di IV+ circa ma bella verticale

e bagnata. Arriva Valerio parte e dopo un difficile strapiombino arriva

in sosta, Arrivo e parto poi sono in vetta di nuovo, arriva Valerio ci

diamo il cinque e in un ora e mezza completiamo tutta la via. Panino

smezzato (il mio) e giù alla funivia li ci fermiamo per un altro

panino, birra ovvio e musica!
Scendiamo a casa, io sono a pezzi al lavoro che sto scrivendo. Ciao a

tutti, ciao a Valerio e grazie per la compagnia, metti le foto!

Ecco le foto:

img00335.jpg  img00355.jpg  img00356.jpg In vetta alla Bramani

  img00359.jpg img00360.jpg  Secondo giro: Casari Zecca (diedrone del primo tiro) 

img00357.jpg  img00358.jpg In vetta per la seconda volta.

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Lug 06 2010

Falesia Vaccarese.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Io e Manuel decidiamo di tornare ad arrampicare dopo la parentesi del Monte Rosa. Facciamo la scelta di andare in grignetta ma non abbiamo voglia di fare sfacchinate e allora al 12esimo tornante ci fermiamo e a piedi cominciamo ad incamminarci verso la falesia del Vaccarese.

La giornata è caldissima e afosa, quello che riusciamo a fare è poco, una bella consolazione è che ci siamo abbronzati di brutto.

Tiri fatti:

16 VIA DEL 50° CAI VIMERCATE L1 6a  20m 
25 FICTION                      6a  20m Placchetta di piedi, poi muretto atletico su buchi
26 GRATTA E VINCI               5c  20m 
48 D.N.A.                    5c  12m (2 volte)

Grazie Manuel per la compagnia e buona vacanza!!! Ciao.

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Giu 08 2010

Grignetta - Torrione Clerici Spigolo Boga

Pubblicato da Marco in Arrampicata

2010 in Grignetta, da una proposta di Valerio si parte con il Torrione Clerici destinazione spigolo Boga. Ci troviamo presto per evitare le cordate davanti quindi alle 9 abbiamo già attaccato il sentiero che porta al Torrione.

Arrivati tra l’ago teresina e il torrione facciamo una doppia di 15 metri per evitare il pericoloso canalone (che faceva da percorso originale) e cosi siamo all’attacco dello spigolo. imgp4186.JPG .

Sono 5 tiri.

L1- Tiro aggressivo di V+. Diciamo che il passaggio chiave della via è proprio nei primi 10 metri poi via via è più facile sicuramente fino alla sosta. imgp4188.JPG 

L2 - Con un’attenta sicura imgp4190.JPG Manuel aspetta che Marco arrivi in sosta e parte subito su di una bellissima placca imgp4191.JPG di IV+ che sale prima dritto poi punta decisamente a dx e dritto ancora fino alla scomoda sosta. img00261.jpg

L3 - Il tiro è di IV+ ed è continuo, molto bella la parte iniziale dritti per 30 metri poi facile fino in sosta per altri 10 metri.  imgp4192.JPG Grande il Manuel!!!!   imgp4194.JPG  e il Valerio che fa sempre da padrone serioso!!!! imgp4195.JPG

L4 - L5 - 2 tiri facili facili ma attenzione che sono poco prottetti bisogna integrare, lo so che sono di III grado ma non bisogna mai sottovalutare la montagna. img00264.jpg

Scendo dalla Grignetta guardando l’Ago Teresina con in vetta una cordata. Davvero suggestiva come guglia ne sono veramente affascinato ma siamo un pò stanchi e decidiamo di continuare la discesa, è veramente bella! 

 Ciao a tutti e alla prossima. Proposte?

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