Archivio per 'Trekking' Categoria

lug 09 2011

Monte Resegone.

Pubblicato da in Trekking

Un altro sabato di allenamento in vista del Pizzo Badile. Manuel ed io, in macchina, decidiamo, dopo aver visto delle nuvole minacciose intorno la grignetta, di dirigerci al Resegone per una scarpinata senza arrampicata. dscn3318.JPG

Lasciamo l’auto ai piani di Erna e cominciamo ad incamminarci, Manuel va a 200 all’ora e non riesco neanche più a parlare. dscn3320.JPG, in lontanaza ormai si vede già la croce di vetta! dscn3322.JPG

Arrivati in vetta dopo 2,30h di faticaccia, ci rilassiamo e guardiamoun pò le vette intorno a noi: dscn3323.JPG

Non resta altro che la foto di vetta: dscn3328.JPG, una bella mangiata e bevuta come si deve: dscn3329.JPG e scendere brilli alla macchina. dscn3330.JPG

Una risposta

ago 03 2009

Val di Rabbi – Laghi Sternai

Pubblicato da in Trekking

Con 3 mesi di ritardo inserisco una bella escursione figlia di una settimana di vacanze in Val di Sole.

Un facile e suggestivo percorso è il giro dei laghi Sternai passando dal Rifugio Dorigoni, mi alzo al mattino e piove, incredibile davano sole! Faccio colazione un pò deluso e pensieroso. Poi vedo qualche bagliore di luce che penetra tra le nuvole e la voglia torna. Incoraggiato dai miei amici (che non sono potuti venire per vari motivi) parto anche se è nuvoloso e arrivo dopo 15 minuti a Coler a quota 1300.

imgp3940.JPG

Dal parcheggio parte un bus navetta (costo del biglietto = 5 €) che porta fino alla Malga Stablasolo (m 1529). Si risparmia così circa mezz’ora. Ma cazzo (penso) non posso fare il pelandrone ho 30 anni! e già ho speso 3 euro per il parcheggio obbligatorio. Vado a piedi anche se già mi aspettano 1500 metri di dislivello e ritorno! Parto.

imgp3941.JPG e dopo mezz’ora arrivo alla malga imgp3943.JPG.

Ogni tanto mi giro a guardare le dolomiti del Brenta, che spettacolo, ho cercato invano qualcuno con cui andare ad arrampicare ma non ho trovato nessuno disposto a venire con me gratis, solo guide alpine esose. imgp3942.JPG

Prima della partenza chiacchiero un pò con la custode del parcheggio, molto carina e naturalmente ci provo. Mi consgiglia di fare una deviazione per prendere il sentiero che porta alle Cascate di Saent. imgp3944.JPG

In effetti ne è valsa la pena:  imgp3946.JPG

Sto costeggiando il torrente Rabbies e sono a quota 1700.  Continuo a salire e arrivo alla parte alta delle cascate a quota 1900: imgp3952.JPG

Continuo e arrivo ad un bellissimo pianoro imgp3951.JPG Incontro un bel masso dove non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di affrontarlo ed improvviso un bulder che alla fino dopo una decina di tentativi realizzo e lo grado 6a: imgp3953.JPG

Qui inizia il tratto più ripido ed esposto che richiede solo un po’ di attenzione appena prima della Palina (m 2100). Lo strappo è molto duro ma il panorama è bellissimo, se ripenso alle nuvole della mattina ringrazio il cielo di aver deciso per andare.

imgp3954.JPGimgp3955.JPG

Costeggiando il Torrente Rabbies imgp3956.JPG continuo a salire questa volta per un tratto meno ripido e mi fermo a fare una pausa ristoro imgp3958.JPG poi riparto subito sino a raggiungere il Rifugio imgp3959.JPG.

Sono a quota 2500 ed entro nel rifugio ma è presto allora parlando con la figlia del proprietario (molto carina anche lei) mi consiglia di andare a fare un giro ad anello per i laghi Sternai. Ok vado, Il tragitto fino al primo laghetto (2600 m) è indicato dai segnavia bianco-rosso e facile da raggiungere imgp3962.JPG.

Da qui il tragitto è più complesso perchè bisogna seguire degli ometti di pietra messi un pò a caso e coperti dalla neve. Con fatica arrivo in vetta a quota 2800 metri imgp3964.JPG e comincio a scendere per completare il giro ad anello ma la neve troppo alta mi sbarra la strada imgp3963.JPG

Torno indietro e arrivo al rifugio e questa volta lo trovo strapieno di gente, già mi assaporavo la polenta e invece non si riesce quasi nemmeno ad avere un panino, ma alla fine ce la faccio, panino allo speck e birra naturalmente fuori dal rifugio, e dire che al mattino era vuoto! Riparto e nel giro di 3 ore sono di nuovo alla macchina stanco morto.

2 risposte

gen 13 2009

Evento!

Pubblicato da in Trekking

Eh sì… devo dire che l’uscita ai piani di Artavaggio è stato per me  un evento dal momento che son riuscito a venire “accompagnato” una volta tanto…

…ma talmente un evento… che non potevo di certo farmelo rovinare da un principio di influenza… Ecco perchè appena mi son sentito un po’ meglio Domenica mattina son partito anche se ormai avevo avvisato della mia assenza quasi certa.

Grazie a tutti per la magnifica giornata conclusa con una cena spettacolare al Campo Base!!! Grazie a Pietro e Lucia per l’ospitalità e grazie alle nostre stupende montagne per averci regalato una fetta di paradiso.

Eccovi le mie foto, che testimoniano l’evento eccezionale (Paola [Casorati] è fra di noi… in quanti si saran detti “…ma allora questa Paola esiste davvero ?!? ;) ).

Foto di gruppo 1  Foto di gruppo 2  Soccorritore

Resegone  Discesa 

3 risposte

gen 13 2009

Piani di Artgavaggio e Cima Piazzo

Pubblicato da in Scialpinismo,Trekking

Bellissima giornata in compagnia degli amici del “Campo Base” ai Piani di Artavaggio.

Io e Pietro saliamo con Sci e pelli alla Cima Piazzo partendo da Moggio:

110120091374.jpg   110120091378.jpg  img00135.jpg

Foto dalla vetta: 

img00140.jpg  img00141.jpg  img00143.jpg  

img00144.jpg  img00147.jpg

a breve le altre foto della giornata … 

4 risposte

dic 21 2008

Ciaspolata & auguri al Campo Base

Pubblicato da in Trekking

Pietro e Lucia, i custodi del campo base, propongono a tutti gli amici un sabato in compagnia: ciaspolata ai piani di Bobbio e serata “mangereccia” e “godereccia” per meglio scambiarci gli auguri di Natale !

Il ritrovo, come da consuetudine, è al Bar Balisio. Dopo un buon caffè e appassionati saluti, ci dirigiamo ai piani di Bobbio.

All’appuntamento sono presenti: Pietro, Lucia, Valerio, Paola, Marco, Manuel, Antonio, Elisabetta, Roberta, Giulio e Stefano. 

Marco e Manuel sono indecisi se andare a scalare allo zucco dell’angelone, ma alla fine scelgono la ciaspolata in compagnia.  Saliamo tutti assieme con la funivia ai Piani di Bobbio, noleggiamo le ciaspole e partiamo per una tranquilla camminata. Superiamo il rifugio Lecco e ci dirigiamo verso l’anfiteatro dello Zucco di Pesciola.

img_2724.jpg  img_2725.jpg  img_2726.jpg

Pietro, dal passo svelto e deciso, procede davanti a noi sale lungo il canalone di sinistra. Io, Paola, Marco e Manuel, dopo un banale tentativo di seguire l’Alpinista, desistiamo e decidiamo di ritornare al rifugio Lecco. 

img_2728.jpg  img_2729.jpg  img_2730.jpg

Più tardi, al rifugio ci ritroviamo nuovamente con la compagnia al completo, per un buon piatto di polenta, salsiccia e gustosi formaggi.

Il pomeriggio prosegue all’insegna del relax. Dopo qualche buon bicchiere di vino, qualche foto e molte chiacchiere, riprendiamo la strada del ritorno.

img_2731.jpg  img_2732.jpg  img_2733.jpg

Paola, durante tutta la mattinata, elogia Pietro per i suoi fantastici Pizzoccheri chiedendogli come regalo di Natale, l’ambito piatto per la sera. Pietro, dopo tanto insistere cede alla proposta e promette Pizzoccheri per cena !!!

Nel pomeriggio, ritornati in valle, ci organizziamo per la spesa e per la suddivisione dei compiti in cucina. Pietro aiutato dalla moglie e da Roberta prepara i pizzoccheri, Paola prepara una crostata alle fragole.

La serata prosegue guardando foto, film di alpinismo, gustando Pizzoccheri, formaggi e salumi della Valtellina. Un ottimo banchetto per salutarci e augurarci buon Natale e Buon Anno !

Saluti a tutti e un grazie di cuore per la bellissima giornata.

Una risposta

ott 21 2008

Bivacco Reboulaz 18-19/10/2008

Pubblicato da in Trekking

Bellissima escursione gita di 2 giorni al Bivacco Reboulaz, partiti da Praz alle 12.00 con tutta calma io e altri 4 miei amici arriviamo al Bivacco (più che altro pareva una vera e propria casa) alle 16.00 in mezzo c’e’ stato un semi pic nic di un’oretta e una sbircita alla falesia di Champlaisant (mi sembrava un pò duretta ma spittata vicina).
Incontriamo una coppia di tedeschi con la quale facciamo subito amicizia, dopo aver acceso la stufetta ci prepariamo per la cena, ma sentiamo dei passi, un altro gruppo di persone (nove) arrivano al bivacco. Passiamo una piacevolissima serata il gruppone offre spaghetti al ragù a tutti e una decina di bottiglie di vino, noi mettiamo la grigliata di carne e la sambuca i tedeschi vanno di peperonata con formaggio (un pò pesantina). Cantiamo e balliamo fino a mezzanotte poi a nanna finalmente.
Al mattino ci salutiamo e ci scambiamo le e-mail, io e i miei amici facciamo un giro intorno ai 3000 metri poi torniamo per il pranzo che passiamo con i tedeschi a base di piadine.
Ci salutiamo con il grido di Grande Italia da parte loro.
Torniamo a casa davvero contenti e rigenerati anche dai bellissimi posti e colori che abbiamo incontrato in questi due giorni, l’unica pecca la scarsissima fauna.
Ciao a tutti.

Video: http://www.youtube.com/watch?v=LMIXx8cbizg

http://www.youtube.com/watch?v=i70qob5waJE

Foto:

imgp3719.JPG imgp3721.JPG imgp3722.JPG imgp3723.JPG imgp3729.JPG imgp3731.JPG imgp3732.JPG imgp3735.JPG imgp3738.JPG imgp3743.JPG imgp3745.JPG

7 risposte

ott 06 2008

Pale di S. Martino

Pubblicato da in Trekking

Agosto non è ancora finito e già la prima settimana di lavoro se ne sta andando.
Tanta la voglia di sentirsi ancora in ferie. Pale di S. Martino? Pale di S. Martino!
Da qualche parte lungo la parete del Cimon della Pala si snoda la ferrata Lugli che tanti dicono essere bella. Anche il Cai di Milano l’ha proposta qualche tempo fa.
Porta al Bivacco Fiamme Gialle e quindi consente la salita della Cima Vezzana, la più alta del gruppo.
Sono con Giovanni l’appassionato fotografo e alpinista con cui ho salito un po’di montagne, prima fra tutte il Bianco, tanti anni fa.
Il tempo dovrebbe tenere anche se è più probabile il variabile. Traffico lungo l’autostrada del Brennero. Decidiamo di uscire poco prima di Trento per la Val di Cembra. Valle della memoria. Personale e collettiva. Il corso di fotografia e l’incidente del Cermis.
Sosta per mangiare in una area pic-nic attrezzata lungo la strada. All’ombra: è una fortuna. Sotto si svolge la valle. La fame ci fa apprezzare e consumare tutto il cibo acquistato al discount, poco prima.
Si riparte alle 14:00 con qualche dubbio di riuscire a raggiungere in tempo la funivia che non sappiamo quando chiude. Preferiamo lasciarci alle spalle Paneveggio e il parco senza una sosta. Risaliamo verso il Passo Rolle. Al cospetto delle Pale però non si resiste a qualche foto, ci fermiamo. Il Cimon è sempre ammantato di nubi. Che vanno, vengono, a volte si fermano… tornano alla mente le parole della Marini. Le rocce si mostrano e si nascondono, seducenti nel loro apparire e celarsi.
La funiviaaa…
Raggiungiamo la stazione della funivia che gli impianti ancora funzionano. Scopriamo così che c’è ancora tempo prima della chiusura: ne approfittiamo allora per fare due passi in S. Martino.
Torniamo alla funivia. Con una quantità di materiale da paura, che eventualmente lasceremo al rifugio, compresa la piccozza e i ramponi per il ghiacciaio che immaginiamo di dover affrontare il giorno successivo sulla via per la Cima  Fradusta.
Il rifugio Rosetta è accogliente: gestito da una “skyranner”(Mezzalana nel 2005) sempre in azione.
Un po’ di foto in attesa della cena: giocando con le luci del tramonto e le nuvole che però sono loro  che si prendono gioco, col mutare improvviso, delle fatiche del fotografo.
Buona cena in compagnia di alcuni giovani imprenditori padovani.
Notte stellata ma non fredda. Alba pulita. Colazione. Poi nubi dappertutto! Dove è finito il sole?
Partiamo nel grigio e così raggiungiamo la base della ferrata. Per un sentiero in corso di sistemazione. Altri gruppi arrivano dalla funivia.
La ferrata Lugli offre una buona arrampicata su roccia mai umida nonostante si sia immersi nelle nuvole. Non ci resta che immaginare lo spettacolo che ci si può godere salendo. Spigoli e placche si superano agevolmente con l’aiuto del cavo metallico e un po’ di forza di braccia. Dopo circa tre ore, eccoci al bivacco “Fiamme Gialle”: è rosso, chissà perché me lo aspettavo giallo!
Sole oltre le nubi: la vetta del Cimone si scopre e ricopre tante volte. Foto.
Avanti ancora per cima Vezzana e ancora foto dalla vetta.
Poi ci capita di ascoltare un gruppo che conosce bene la zona e li seguiamo nella discesa. L’ambiente è interessante. Raggiungiamo un secondo bivacco nella val Strutt affrontando un percorso assai più lungo di quello originariamente progettato. Oltre questa valle un’altra perpendicolare e più estesa, quella delle Comelle: sotto scorre un torrente quasi secco con ampi depositi alluvionali, attorno nuvole e cime. La via è lunga e la stanchezza si fa sentire. Dall’altra parte della valle si stende il desertico altopiano delle Pale. Rientriamo al rifugio per l’ora di cena. E’ bello rifocillarsi con un buon minestrone, allora.
Non c’è più l’affollamento della sera prima. La sensazione è di appartenere a un gruppo di persone esclusivo, quello di chi sa apprezzare l’ambiente montano con le sue fatiche e la sua variabilità e che sa cogliere come opportunità anche una giornata non proprio solare.
La stanchezza mi fa abbandonare la sala appena dopo aver terminato la cena. Sonno profondo e molto produttivo. Sveglia tranquilla senza l’affanno delle grandi imprese: anche questi momenti più rilassati sono belli da assaporare.
Si parte per il deserto. Quello dell’altipiano. Oggi forse più di altri giorni perché le nuvole lo circondano a giro d’orizzonte e lo separano dal resto del mondo.
La rispondenza del paesaggio con le descrizioni letterarie è tale che la memoria ne risulta amplificata. Le parole di Rigoni Stern e di Buzzati sembrano scritte sulla pietra. E colline e risalti di roccia si trasformano in garitte e trincee, fortini ed avamposti.
Non c’è nessuno, neanche il vento. Solo il silenzio. Un tempo sospeso. Potrebbe essere così l’ultimo viaggio?
Incredibile il fascino in ciò che c’è attorno. Seducente nella sua essenzialità. In direzione della cima Fradusta vediamo il ghiacciaio e il lago ai suoi piedi. Anzi quel che resta del ghiacciaio, fossile e sospeso come il tempo. Lo aggiriamo per cresta rocciosa e frastagliata. Sottile e sospesa anch’essa: da un lato, in basso il ghiacciaio, dall’altra il mare di nuvole e il nulla.
Nonostante le nuvole il tempo sembra però tenere. Scendiamo.
Raggiungiamo il lago per fotografarlo. Poi dopo una rapida scorsa alla pseudo-cartina decidiamo di perderci all’interno dell’altipiano alla ricerca del lago Manna. Dopo saliscendi interminabili lo troviamo, anzi li troviamo, due, forse i resti di un unico lago più grande.
Ci troviamo praticamente al centro del grande altipiano delle Pale, il più esteso, si dice, delle Alpi.
Deserto roccioso. Poca la vegetazione che in questo nulla di pietre si fa notare, nonostante i pallidi colori.
Ben presto il grigio che era attorno ci inghiotte, inesorabile. Siamo avvolti dalla nebbia. Nel bel mezzo di un deserto. A distanza dal rifugio. Senza una valida cartina. Senza la bussola. Senza nessuno attorno. Senza scorte di viveri.
Beh, ce la siamo proprio cercata: è così che cominciano i guai?
Non fa freddo, siamo fortunati. Doppiamente. Perché la scelta, quasi infantile, di andare a vedere il lago nel bel mezzo del deserto, ci ha aiutato. Ci ha consentito di spostarci sulla rotta di collegamento tra due rifugi, il Rosetta e il Treviso, molto frequentata. Non oggi, non adesso con questo tempo divenuto avverso. Ma comunque, perché frequentata, più curata nella segnaletica. Migliore rispetto al percorso del mattino, affrontato senza problemi essendo ancora nella luce del sole.
Scopriamo, cercandoli con attenzione, a volte quasi con affanno, una serie di ometti, bolli e cartelli posti strategicamente a distanza di vista. Non ne perdiamo uno, sempre ritornando sui nostri passi se, come in qualche rara occasione, tentiamo un percorso in apparenza più diretto. Su e giù, destra e sinistra, bollo dopo bollo. Ometto dopo ometto, un invisibile filo di arianna teso tra le rocce. Attorno il grigio assoluto. Silenzio. Persino il nostro camminare non riesce a produrre che rumori ovattati. E camminiamo. A lungo. Con estrema fiducia nei segnali. Apprezzando il loro periodico apparire, fermandoci, se necessario, a cercare il successivo. Il tempo passa. Dobbiamo passare dal rifugio e ritirare l’attrezzatura inutilizzata e poi raggiungere la funivia. Ancora la funivia da prendere in tempo. Come all’andata. Perderla ora significherebbe una discesa pesantissima con il carico che ci siamo portati dietro. Ma il rifugio non compare. Solo nebbia. Nessuna voce o suono rassicurante. Neanche i gracchi che a volte sembrano irridere alle fatiche degli alpinisti con il loro gracchiare insistente e con l’invidiabile capacità di volteggiare beatamente. Grigio attorno. Possibile che doveva finire così? Poi perdiamo ogni riferimento.
Dove sono i bolli rossi, o i simpatici ometti, alcuni dei quali degni di essere immortalati in qualche foto? Possibile che d’un tratto i curatori dei sentieri abbiano deciso di non dare più indicazioni? Avranno finito la vernice e non saranno voluti tornare a completare il lavoro? Il tempo peggiora: comincia a fare freddo. Siamo fermi cercando il bollo che manca. Vento gelido. Comincia a piovigginare. Sempre più forte. Maledizione: qui la situazione non è grigia, è proprio nera! Ci copriamo: portarsi anche il vestiario da ghiaccio torna utile adesso. Piove ormai con insistenza. Dove sono i bolli? Forse è la stanchezza che non ce li fa trovare? Chiedo a Giovanni di fermarsi sull’ultimo bollo incontrato. Io mi sposto restando sempre in vista l’uno dell’altro. Sinistra, destra, avanti. Nulla. Il vento ti sbatte in faccia la pioggia. Quella fredda, quasi nevischio, che punge di più. Torno allo zaino, al bollo dove è Giovanni. Mi giro per ripartire ed ecco uno spiraglio. Visione di incanto. A un centinaio di metri la sagoma del rifugio. Rassicurante presenza. Ma non c’è neanche il tempo di studiare il percorso che lo spiraglio si chiude definitivamente. Allora dritti verso quel grigio dietro il quale ci deve essere il rifugio perché lo abbiamo visto. Dritti, qualunque terreno i nostri piedi incontrino. Su e giù, dritti. Ma piegati dallo sferzare della pioggia sempre più insistente. Finalmente di nuovo il rifugio. Ricompare quando ormai lo possiamo toccare. Non possiamo gioire del tutto perché è la funivia che dobbiamo raggiungere. Con tutta la attrezzatura e ancora sotto l’acqua. Ci scaldiamo un po’ all’interno del rifugio mentre risistemiamo i bagagli. E via di nuovo sotto l’acqua. Quanto pesa adesso l’attrezzatura in eccesso. In salita verso la funivia. Che appare e scompare ma la traccia da percorrere è evidentissima. Ancora pochi passi e siamo sotto la stazione della funivia.
Fine dell’acqua, della tensione, della fatica. Ma anche dell’avventura.
Il ritorno in auto si svolge senza problemi, è lunedì: il rientro dalle vacanze si è accumulato ieri.
Alla prossima, Giovanni.

alba-dal-rif-rosetta-2008-04.jpg  altopiano-delle-pale-2008-099.jpg  cima-vezzana-2008-63.jpg

Una risposta

set 05 2008

Monte Rosa: 4mila per (quasi) 4

Pubblicato da in Trekking

Meteo inaspettatamente favorevole. Strappo il venerdì come imprevisto giorno di ferie e via per il Monte Rosa con Pietro disposto a farsi complice. Così, lasciata Milano la mattina presto, raggiungiamo una Capanna Gnifetti affollata e senza acqua, ma tappa obbligata in mancanza di posto al Mantova. La abbandoniamo alle 5.30 del giorno dopo alla volta del colle del Lys e poi di Capanna Margherita, la nostra meta a quota 4.559 di Punta Gnifetti. Sono le 8.30, 3 ore dalla nostra partenza: non c’è nessun altro e questo rende la “conquista” più gratificante. Poi il progressivo affollarsi del luogo ci spinge verso altre mete. Decidiamo di mantenerci in quota: prima sul panettone ghiacciato della Ludwigshohe (4.342), poi sulle rocce del Corno Nero (4.322) e, infine, al cospetto del Cristo delle Vette del Balmenhorn (4.167, ma non classificato tra i 4mila ufficiali). La Piramide Vincent è una tentazione, ma il buon senso e l’orario ci frenano: sarà un buon pretesto per tornare. Sono già abbastanza, per oggi, le immagini meravigliose. Alla prossima.

300820089251.jpg  foto166.jpg  foto157.jpg  foto151.jpg

Una risposta

ago 24 2008

Grignetta al Cinquantenario e Marimonti

Pubblicato da in Alpinismo,Trekking

Paola ed Io abbiamo trascorso delle bellissime vacanze in America visitando i parchi del West. E’ stata una meravigliosa esperienza conoscere e potersi immergere in alcune delle più belle espressioni della natura come il Grand Canyon, Monument Valley o il Brice Canyon.

Sono state delle vacanze molto belle anche se purtroppo non c’è stato il tempo di poter “vivere” da vicino la natura con delle escursioni, Trekking o arrampicate nel cuore dei parchi. E’ così che, arrivati a casa non ho resistito alla tentazione di una bella escursione in Grignetta seguita da una via alpinistica classica sulle nostre montagne.

Fortunatamente non sono il solo ad essere rientrato al lavoro ed il venerdì sera riesco ad trovare una bella compagnia pronta ed entusiasta per l’uscita domenicale: Paola ed Io, Roberto, Fiore, Sante e Manuel !
Il ritrovo è al parcheggio al Pian dei Resinelli dove prima delle 8.00 siamo tutti pronti per la salita. Purtroppo Paola non è al massimo delle sue energie a causa di un fastidioso mal di stomaco. Dopo una camomilla calda andrà meglio.
Saliamo dal piacevole sentiero delle Foppe che in circa un’ora e mezzo ci porta al rifugio Rosalba. Io, Roberto e Manuel camminiamo assieme al gruppo per il primo tratto del sentiero per poi proseguire con un passo più deciso verso la vetta e l’attacco della via alpinistica.

Con i due compagni di cordata arrivo al torrione del cinquantenario dove inizieremo da li a poco la Normale. La giornata è strepitosa ! Ho visto pochissime volte il cielo delle valli vicine a Lecco così terso, limpido e con una visuale che si estende per centinaia di chilometri.  Sostiamo un attimo prima di avvicinarci al canalone e guardando all’orizzonte, distinguiamo nettamente il  Rosa ed il Gran Paradiso. Ho quasi avuto la sensazione di essere in montagna direttamente in Val d’Aosta !
Fortunatamente siamo i primi arrampicatori della giornata: ci imbraghiamo, prepariamo le corde ed iniziamo l’ascesa verso il torrione del cinquantenario caratterizzato dalla presenza di una campanella alla sua sommità. La salita non è particolarmente impegnativa ed in meno di un ora arriviamo in vetta. Ho voluto impostare questa ascesa affinché potesse essere più possibile didattica dal punto di vista alpinistico: sono salito con calma, cercando di attrezzare la via anche dove non necessario, utilizzando cordini, clessidre e frends.

Raggiunta la vetta del cinquantenario, suoniamo la famosa campanella utilizzando un moschettone (qualcuno ha rubato  il batacchio ?). Con una doppia ci caliamo alla base della forcella. Riprendiamo quindi la via della salita allo Spigolo Marimonti. Nel tiro chiave di IV+ ovviamente utilizzo tutti i fittoni presenti, più 3 generosi e rassicuranti friend ! Gli ultimi tre tiri, forse perché sono un po’ esposti non sono stati proprio così banali.

Con molta calma raggiungiamo la vetta dove finalmente possiamo apprezzare un panorama ed il  paesaggio che normalmente sono nascosti dalla foschia della pianura padana. La visuale a 360° dei laghi di fronte a noi, le montagne della val d’Aosta a ovest e uno spiraglio delle dolomiti a Est, sono mozzafiato.  Da buoni alpinisti, fieri della vetta raggiunta, ci scambiamo una vigorosa stretta di mano.

Più tardi raggiungiamo Paola, Fiore e Sante che al rifugio Rosalba ci aspettano. Ci racconteranno di aver visto molto chiaramente la nostra ascensione dal terrazzo del rifugio facendo il tifo per noi !
Infine, dopo una polenta energetica ci avviamo per il sentiero del ritorno.

Grazie a tutti per la bellissima giornata !

dscn0979.jpg  dscn0980.jpg  dscn0984.jpg

dscn0986.jpg  dscn0983.jpg

4 risposte

ago 12 2008

Ferrata Tridentina

Pubblicato da in Arrampicata,Trekking

Il Campo Base lascia l’amata Valsassina per qualche giorno di meritato escursionismo in Trentino ! Io e Paola ci troviamo a Cavalese in Val di Fiemme per trascorrere qualche giorno in compagnia dei nostri parenti. Pietro si trova in Val Gardena per qualche giorno di vacanza in una delle più belle Valli del Trentino, ed infine Barbara è ospite da amici nella stessa zona.

Raccogliamo l’invito di Pietro per scalare assieme la Ferrata Trindentina, una delle più famose vie attrezzate delle dolomiti. Trascorriamo una bellissima mattina in compagnia, arrampicando in uno dei contesti naturali più belli delle Dolomiti.

img_2660.jpg  img_2661.jpg  img_2663.jpg

img_2664.jpg  img_2666.jpg  img_2669.jpg

img_2670.jpg

2 risposte

Succ »