Apr 11 2010

Placche di Oriana

Pubblicato da Marco in Arrampicata

L’obbiettivo di ieri era quello di andare in falesia ma poi una telefonata di Marco e un’altra, più sorprendente, di Valerio fà si che cambi la destinazione, decidiamo di andare alle Placche di Orina a fare un paio di viette. Il posto è davvero bellissimo e suggestivo imgp4178.JPG e le vie spittate davvero bene, e in totale sicurezza, sono tante imgp4172.JPG. In macchina decidiamo che vie fare e le cordate: siamo (ovviamente e per buona pace di tutti come sempre) io - Valerio da una parte e Manuel - Marco dall’altra. I ragazzi sono proprio in forma e propongono di fare 2 vie parallele, Io e Valerio deciadiamo per lo Spigolo Hindu Kush imgp4165.JPG mentre Marco e Manuel vanno su Pioggia di Lacrime. imgp4164.JPG imgp4168.JPG

Lo spigolo ha solo un passaggio difficile imgp4167.JPG di 6a, il resto della via è più facile e a tratti divertente, Valerio affronta tutta la via in maniera disinvolta e tranquilla (il ragazzo sta tornando). Gli altri due sono impegnati in una via sicuramente più difficile e Manuel (re per un giorno) si fa valere.

Arrivati in vetta non aspettiamo gli altri e scendiamo, decidiamo di affrontare la via Ciao Giò: imgp4174.JPG. La via è sicuramente più difficile delle altre due anche se più corta, sono quattro tiri ma tutti difficili uno ha un passaggio un pò da bulder ma tirando i rinvvi passiamo tutti e quattro. Anche l’ultimo tiro non scherza per niente e proprio sotto la sosta ha la parte più difficile: imgp4176.JPG

Il Marco parte per l’ultimo tiro, il ragazzo si tiene eccome!!! imgp4185.JPG

Arriviamo in vetta e scendiamo lungo il sentiero ormai privo di neve, è stata davvero un a bella giornata anche calda, naturalmente non può mancare la birra anche a costo di rischiare la patente (vero Manuel?), cmq questo è un posto che merita davvero.

Ci ritorneremo sicuramente, ciao.

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Mar 15 2010

Corma di Machaby - Via Diedro Jaccod

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Con il mio socio Valerio, in permesso mensile dalla moglie, imgp4147.JPG decidiamo di  affrontareal paretone di Machaby il diedro Jaccod. Siamo un pò preoccupati perchè è da un pò che non facciamo una via e il tipo di roccia non ci è congeniale, dalle nostre parti c’e’ solo calcare. Comunque arriviamo all’attacco della via  imgp4148.JPG

La giornata è bellissima e non fa freddo, attacca Valerio. imgp4149.JPG

L1 - Il primo tiro ha tutte le difficoltà all’inizio infatti i primi 3 spit sono messi a mezzo metro. 5b imgp4150.JPG

L2 - Tocca a me e il secondo tiro è più facile ma da non sottovalutare per me è sul 5a. Valerio si riposa:  imgp4151.JPG

L3 -  Tocca a lui, di nuovo 5a su dritti fino alla sosta.

L4 - Iniziano le vere difficoltà.  imgp4152.JPG Questo tiro è sul 5c e inizia dritto poi ci si sposta a dx e si affronta una lama delicata in verticale poi si esce a dx non facilmente e si arriva in sosta.

L5 - Anche questo è sul 5c e infatti non è semplice. Ci si sposta a dx con un passo delicato poi dritti fino in sosta, mai facile. imgp4155.JPG Qui decidiamo di fare una sosta per rifocillarci. imgp4153.JPG

L6 - Tiro difficile di 6a, lo affronto con mooooolta calma e piano piano arrivo in sosta, diciamo che le vere difficoltà sono nei primi 10 metri. imgp4157.JPG

L7 -  Ci si sposta a dx con un passo difficile poi fino in sosta seguendo gli spit via via più facile. 5b la partenza poi quarto grado.

L8 - Tiro che si divide in due parti la prima di 5b la seconda di terzo grado fino alla sosta che è posta sulla dx di un albero secco. Io non l’ho vista e ho sostato su questo per la gloria di Valerio che con gli occhi mi ha fulminato!

L9 - Ultimo tiro difficile anche questo di 6a delicato perchè nel passaggio chiave non c’e’ spit e va affrontato conil batticuore!!!

Arriviamo in vetta e ci sleghiamo dopo aver scavallato un muretto di pietre.  imgp4158.JPG  imgp4159.JPG

Dopo 3h 3 trenta siamo in vetta mangiamo soddisfatti e ci godiamo il panorama bellissimo, devo dire che qua c’e’ sempre vento, poi prendiamo il sentiero e scendiamo alla macchina, birra e a casa strafelici!!! Ciao.

imgp4163.JPG

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Mar 15 2010

Falesia di Castro.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Oggi sono in compagnia di amici della palestra Geam, Irene, Dario, Silvia e del mio socio Manuel.

Ci troviamo a Cinisello e partiamo per la falesia di Castro un posto che conosce Irene e a me e Manuel in effetti va proprio di provare anche perchè andare sempre ai “soliti” posti è un pò monotono.

Arriviamo e il posto è davvero suggestivo ma per tutta la giornata ci terrà compagnia un vento gelido!!!  imgp4139.JPG imgp4144.JPG

C’e’ anche un tabellone con il nome e il grado dei tiri: imgp4144.JPG

Personalmento mi ingaggio su un paio di 6a quattro 5c e un 5b. La falesia è di un ottimo calcare e i tiri sono belli ma forse un pò corti, la spittatura è ottima e le soste sono tutte con moschettone. Spesso i tiri hanno il duro alla partenza:  imgp4145.JPG imgp4146.JPG

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Mar 15 2010

Lago blu - Val d’ayas.

Pubblicato da Marco in Ciaspolata

Ciaspolata improvvisa al Lago blu in val d’Ays. Molto bello d’estate, il lago offre un itinerario ancora più suggestivo d’inverno. Partiti da Lainate io Andrea Gp e Alessia arriviamo verso le 10 a Champoluc e noleggiamo le ciaspole poi in macchina ci dirigiamo a St. Jaques e parcheggiamo dal “falegname”. imgp2658.JPG
Iniziamo a camminare e il panorama è bellissimo imgp2659.JPG

Arriviamo al Lago dopo un paio d’ore di marcia e ci soffermiamo a parlare e mangiare, imgp2673.JPGAndrea fa il thè caldo poi si alza un vento gelido e ci obbliga a sloggiare. imgp2682.JPG
Alla sera ci fermiamo a mangiare un badile di polenta e carne, ci voleva proprio……
La montagna è sempre bella anche se non si arrampica!!!

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Mar 08 2010

Falesia al Lariosauro.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

3 settimane fa sono stato alla falesia Lariosauro in quel di Lecco.

Il posto è bellissimo con vista sopra il lago, è stata una piacevolissima scoperta.

Accesso
1.Dal centro Lecco raggiungere il lungo lago. Proseguire e parcheggiare sul lato a valle appena prima di un ponticello sulla ferrovia con la scritta Ristorante pizzeria. Rimontare il muretto sopra la curva arrivando su una spianata, quindi procedere brevemente a dx per poi seguire un sentiero marcato a bolli rossi. Giunti contro le rocce proseguire lungo il sentiero. Noi siamo stati a metà tra il settore Stripopollo e l’isole dei gabbiani.

Con me c’erano i miei amici della fantastica palestra GEAM.

Tiri fatti:

8  LUIS              6a  25m carino
9  BANANA BONGO *    6a  25m un passaggio da capire
10 BLACK DOG         5a  25m  non è proprio 5a
11 IL TOPO CANE      5a  25m questo è 5a
12 VA SENTIERO       5c  25m bello forte

15 CANNONAU            6a+ 15m spakkabraccia
16 PANNELLIZZATI       6a  15m il difficile verso la fine
17 HO FATTO SPLASH     6a  15m Breve sezione tecnica
18 GENTLEMAN           6a+ 15m dura
19 TAFANOSKY           5c  15m buono per scaldarsi
20 PINO L’ALPINO       5c  15m come sopra

ciao a tutti.

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Gen 27 2010

“Passeggiata” al Brioschi

Pubblicato da Manuel in Alpinismo

Ho le gambe a pezzi, quasi a non riesco a muovermi. Eppure si era detto una breve passeggiata…

Una telefonata alle 8 del mattino: dico a Marco che fa troppo freddo per arrampicare: il termometro a casa mia segna -5°C. Gli propongo di portare ramponi e vestiti pesanti, per non sprecare la giornata avremmo optato per un’escursione sulla neve. Un po’tardi, ma non troppo: Marco è appena uscito di casa, far dietro front e prendere la roba che gli ho detto gli costa solo 10 minuti, l’unica variazione sul ritrovo prefissato il giorno prima, che avviene comunque a Lecco, dove facciamo una macchina sola e ci dirigiamo verso il colle Balisio.

Ovviamente la meta non è più lo zucco dell’Angelone, durante la salita verso la Valsassina buttiamo là qualche idea, tutte avvolte in un alone di diffidenza e delusione: volevamo arrampicare e a questo punto le 9 sono già suonate, è dura tirar fuori una valida alternativa.

Ma non ci scoraggiamo, gli faccio notare che sono mesi che andiamo in montagna praticamente solo per arrampicare e che riprendere un po’ di confidenza con il ghiaccio, la neve e l’uso dei ramponi non ci avrebbe fatto male. Decidiamo così di prendere per il rifugio Pialeral, e da lì vedere di proseguire un pezzo verso la Grigna.

La strada dove lasciamo la macchina è già coperta qua e là di neve e ghiaccio: uno scivolone a testa ci convince a metterci ben presto i ramponi, nel frattempo siamo saliti quel tanto che basta per uscire dalla nebbia che da settimane sembra seguirci ovunque: incredibile,il sole esiste ancora!

Salendo chiacchieriamo con altri escursionisti, che ci parlano della frana che c’è stata un anno fa presso il rifugio, la cui entità è presto visibile ai nostri occhi date le tracce ancora evidenti ben visibili dal sentiero… Certo che poteva finire molto peggio, fortuna che non è stato investito nessuno. Ci facciamo anche spiegare la via per raggiungere la vetta della Grigna: ci dicono che dal rifugio Pialeral, raggiungibile in un’ora di cammino, si prosegue verso il bivacco Comolli, e da qui si punta direttamente alla cresta sommitale, sbucando un po’ più a nord della cima, che si raggiunge poi percorrendo la cresta per una ventina di minuti. Questa è la “via Invernale”, che sopperisce ai vari sentieri percorribili solo d’estate. Avvicinandoci al rifugio Pialeral tiriamo le somme: partendo un’ora prima e con un po’ più di allenamento potremmo raggiungere il rifugio Brioschi in Inverno, una cosa che ho sempre sognato di fare. Ma anche se non  mi sbilancio in proposte assurde dentro di me sto già calcolando quanto tempo abbiamo, quanto cibo e bevande… Al Pialeral quello che vedo è abbastanza scoraggiante: per raggiungere la cresta c’è da superare un tratto lunghissimo, dalla pendenza che da dura si fa spietata; sono ormai passate le 11 e già arrivare fin lì mi ha un po’stancato… Il tratto più dura comincia in corrispondenza del bivacco Comolli, decidiamo di arrivare fin lì. Ma lì non riusciamo a deciderci a tornare indietro: anche se non lo diciamo abbiamo in testa tutti e due solo la vetta, e la voglia di realizzare un sogno è più forte della fatica, del caldo, dei crampi, del telefono che non prende per avvisare a casa che faccio un po’ più tardi… Poco prima della cresta siamo veramente a pezzi, ma quelli che scendono ci dicono che giunti fin lì uno non può tornare indietro, che sarebbe un peccato mortale… è una piccola spinta morale, ma basta… poi c’è solo la salita che si fa meno ripida, la vista mozzafiato dalla cresta, le continue soste che devo fare, e la croce di metallo sempre più vicina… Poco prima delle 14 siamo in vetta, a 2403 m.

Il rifugio Brioschi per fortuna è aperto: un piatto di pizzoccheri, gli amici incontrati lassù e una bella soddisfazione, rendono più piacevole la discesa, per la quale bastano un paio d’ore.

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Gen 20 2010

Antimedale - Via Chiappa.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Se aspetto Valerio che scriva qualcosa….addio!!!

Ci penso io. Dopo un anno circa torniamo in Antimedale e decidiamo di fare la via più facile, la via chiappa. imgp4129.JPG Siamo reduci da tanta e tanta palestra e qualche falesiata e infatti lo “spit lungo” si fa sentire, andiamo lentissimi.

Ci prepariamo imgp4128.JPG.

L1 - Tiro lungo di quasi 50 metri ma facile max IV grado. imgp4130.JPG

L2 - Tiro più corto del precedente ma un pò più difficile V grado. Difficile per me e Valerio ma non per Marco Anghileri che arriva bello bello slegato facendo su e giù per l’antimedale come niente fosse. Mi sento un un pò umiliato ma d’altronde…..io arrampico da pochino!!! imgp4131.JPG imgp4132.JPG

L3 - Tiro lungo di 45 metri max di V grado.

L4 - Tiro corto di 30 metri max V grado. imgp4133.JPG

L5 - Tiro chiave della via direi di V grado con un singolo passo di VI- 35 metri, inizia con un traverso tutto a sx per poi andare dritti, il passo è difficile per noi 2 ma piano paino ce la facciamo, intanto Il sig. Anghileri è già sceso e ha attaccato un’altra via. imgp4133.JPG imgp4134.JPG imgp4136.JPG

L6 - Ultimo tiro della via molto coro di 20 metri ma facile sul IV grado. Arriviamo in vetta e scendiamo imgp4137.JPG.

Ci spostiamo nella falesia li vicino e facciamo qualche tirello di V grado e ci buttiamo dentro un bel 6a e un 6b da secondi però!!!
Ciao alla prossima.

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Nov 06 2009

Val di Rabbi - Laghi Sternai

Pubblicato da Marco in Trekking

Con 3 mesi di ritardo inserisco una bella escursione figlia di una settimana di vacanze in Val di Sole.

Un facile e suggestivo percorso è il giro dei laghi Sternai passando dal Rifugio Dorigoni, mi alzo al mattino e piove, incredibile davano sole! Faccio colazione un pò deluso e pensieroso. Poi vedo qualche bagliore di luce che penetra tra le nuvole e la voglia torna. Incoraggiato dai miei amici (che non sono potuti venire per vari motivi) parto anche se è nuvoloso e arrivo dopo 15 minuti a Coler a quota 1300.

imgp3940.JPG

Dal parcheggio parte un bus navetta (costo del biglietto = 5 €) che porta fino alla Malga Stablasolo (m 1529). Si risparmia così circa mezz’ora. Ma cazzo (penso) non posso fare il pelandrone ho 30 anni! e già ho speso 3 euro per il parcheggio obbligatorio. Vado a piedi anche se già mi aspettano 1500 metri di dislivello e ritorno! Parto.

imgp3941.JPG e dopo mezz’ora arrivo alla malga imgp3943.JPG.

Ogni tanto mi giro a guardare le dolomiti del Brenta, che spettacolo, ho cercato invano qualcuno con cui andare ad arrampicare ma non ho trovato nessuno disposto a venire con me gratis, solo guide alpine esose. imgp3942.JPG

Prima della partenza chiacchiero un pò con la custode del parcheggio, molto carina e naturalmente ci provo. Mi consgiglia di fare una deviazione per prendere il sentiero che porta alle Cascate di Saent. imgp3944.JPG

In effetti ne è valsa la pena:  imgp3946.JPG

Sto costeggiando il torrente Rabbies e sono a quota 1700.  Continuo a salire e arrivo alla parte alta delle cascate a quota 1900: imgp3952.JPG

Continuo e arrivo ad un bellissimo pianoro imgp3951.JPG Incontro un bel masso dove non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di affrontarlo ed improvviso un bulder che alla fino dopo una decina di tentativi realizzo e lo grado 6a: imgp3953.JPG

Qui inizia il tratto più ripido ed esposto che richiede solo un po’ di attenzione appena prima della Palina (m 2100). Lo strappo è molto duro ma il panorama è bellissimo, se ripenso alle nuvole della mattina ringrazio il cielo di aver deciso per andare.

imgp3954.JPGimgp3955.JPG

Costeggiando il Torrente Rabbies imgp3956.JPG continuo a salire questa volta per un tratto meno ripido e mi fermo a fare una pausa ristoro imgp3958.JPG poi riparto subito sino a raggiungere il Rifugio imgp3959.JPG.

Sono a quota 2500 ed entro nel rifugio ma è presto allora parlando con la figlia del proprietario (molto carina anche lei) mi consiglia di andare a fare un giro ad anello per i laghi Sternai. Ok vado, Il tragitto fino al primo laghetto (2600 m) è indicato dai segnavia bianco-rosso e facile da raggiungere imgp3962.JPG.

Da qui il tragitto è più complesso perchè bisogna seguire degli ometti di pietra messi un pò a caso e coperti dalla neve. Con fatica arrivo in vetta a quota 2800 metri imgp3964.JPG e comincio a scendere per completare il giro ad anello ma la neve troppo alta mi sbarra la strada imgp3963.JPG

Torno indietro e arrivo al rifugio e questa volta lo trovo strapieno di gente, già mi assaporavo la polenta e invece non si riesce quasi nemmeno ad avere un panino, ma alla fine ce la faccio, panino allo speck e birra naturalmente fuori dal rifugio, e dire che al mattino era vuoto! Riparto e nel giro di 3 ore sono di nuovo alla macchina stanco morto.

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Ott 02 2009

Un mercoledì fuori dall’ordinario: Via Cassin al Torrione Palma in Grignetta

Pubblicato da Valerio in Alpinismo, Senza categoria

Un mercoledì fuori dall’ordinario: Via Cassin al Torrione Palma in Grignetta.
Dopo quasi tre mesi di lontananza, con il mio compagno di cordata Marco, sono ritornato finalmente in Grignetta.  All’inizio del mese di Luglio, dopo il piccolo incidente che abbiamo avuto il giorno della Via Cassin al Torrione Palma, ero rimasto un po’ intimorito dalla dura prova che ci ha inflitto.
Oggi, con un rinnovato rispetto e consapevole umiltà, ci siamo presentati al cospetto della montagna regina del Lecchese chiedendo gentilmente la possibilità di scalare la Via Cassin.
Considerato il mio scarso allenamento nella camminata in montagna, l’avvicinamento si è rivelato meno semplice del previsto. In particolare, anche questa volta come il precedente tentativo, abbiamo avuto delle notevoli difficoltà nel trovare l’attacco della via. La fitta nuvola che si è posizionata sul nostro cammino non ha certo agevolato la nostra ricerca. La relazione parlava di risalire il canalone in direzione del torrione Palma. Purtroppo però abbiamo scelto il canalone sbagliato, arrivando quasi in prossimità del sentiero che dal rifugio Rosalba porta in vetta… In più non si vedeva nulla..
La ricerca dell’attacco è poi proseguita verificando uno ad uno i tre canaloni secondari.. ma nulla !  Siamo quindi riscesi al sentiero Giorgio (N° 8) al punto di partenza, e abbiamo ricominciato la ricerca dal canalone successivo posto più a valle.  Finalmente, dopo tanta fatica abbiamo trovato la rampa di III grado che porta alla base del Torrione Palma (devo dire non banale da fare con i miei scarponi consumati..)
Particolarmente stanchi, alle ore 12.30, dopo ben 4 ore tra avvicinamento e su & giù  tra i canaloni, abbiamo attaccato la via (che vergogna !!!).
Marco si è dedicato ai tiri pari, mentre io Valerio mi sono dedicato ai tiri dispari.  Marco, aveva percorso nel mese di Luglio la stessa via con Graziano,  per cui ha ricordato con facilità la sequenza dei tiri e gli spostamenti. Forse per la conoscenza del terreno, forse perché il pomeriggio si faceva prossimo, ci siamo dati da fare e abbiamo completato la via in 2 ore e 20 minuti. Per noi alpinisti della domenica, rappresenta un buon risultato !
Il nostro arrivo in vetta è stato premiato con il diradarsi delle nubi dandoci la possibilità di ammirare il fantastico panorama della Regina.
Ed infine ecco a voi le foto del nostro mercoledì fuori dall’ordinario:
img00316.jpg  img00317.jpg  img00319.jpg
  img00322.jpg  img00323.jpg  img00325.jpg 
img00326.jpg  img00327.jpg 
img00328.jpg 

E per ricordare dove si trova il canalone che porta all’attacco della via:
img00329.jpg

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Set 08 2009

Monte Zerbion - Cresta sud - est (Via delle roccette)

Pubblicato da Marco in Alpinismo

Ed eccomi qua alla mia prima esperienza su di una cresta in conserva. Il tutto ha un sapore alpinistico che per me sa di nuovo. è una via facile (III grado con un paio di passaggi di IV) ma è la prima volta che faccio una via senza l’ausilio degli spit.
Mi incontro con Massi e insieme i dirigiamo verso la val d’ayas, ce la prendiamo con calma e alle 10,30 ci incamminiamo. imgp3966.JPG imgp3967.JPG
Il sentiero per arrivare al colle dove attacca la via è arduo e difficile da seguiere, abbiamo solo una breve descrizione tratta dalla guida del Merlo. Dopo un paio d’ore e qualche difficoltà (vipera lungo il percorso) arriviamo al colle. imgp3970.JPG
Mangiamo e ci leghiamo, alla una si parte sotto gli occhi vigili degli stambecchi. imgp3973.JPG
Ho un pò di timore all’inizio per via dell’esposizione della cresta che sia a dx che a sx c’e’ un bel vuoto! imgp3974.JPG
Dopo un’ora di cresta di max II grado (siamo in conserva) arriviamo ad un paio di gendarmi che sembrano sbarrarci la strada li superiamo con un pò di apprensione per via di qualche sasso instabile. imgp3977.JPG

Continuiamo bene integrando con cordini, nut e friend qua e la. imgp3978.JPG
Dopo un’ora arriviamo ad un passaggio ostico che superiamo grazie ad un chiodo.
Ed eccoci al passaggio chiave della cresta. Grazie a due chiodi facciamo una sosta e procediamo con la catena di sicurezza, è un passaggio delicato di IV grado anche qui troviamo 2 chiodi poi però più niente. imgp3981.JPG imgp3982.JPG
Dopo 2 tiri eccoci all’ultimo gendarme facciamo una sosta con un nut e un friend quindi si procede con molta calma, lo superiamo e sbuchiamo sul sentiero che in 10 minuti conduce in vetta. imgp3983.JPG imgp3984.JPG
Il panorama è bellissimo non c’e’ neanche una nuvola. imgp3986.JPG
Siamo contenti, ci congratuliamo, arriviamo in vetta qualche foto e panino poi giù subito perchè fa un pò freschino.
Alla macchina incotriamo un nostro amico e ci beviamo una birretta, ci salutiamo e mentre stiamo scendendo in macchina ci chiamano altri amici di Brusson e ci invitano a cena.
Tutto perfetto arrivo a casa alle 23 con un sorriso particolare che sa di splendida giornata.
 

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