Giu 19 2011

Grignetta - Normale al Cinquantenario + Spigolo Marimonti

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Con Marco, Graziano e Adam ho ripetuto questo piacevole concatenamento in Grignetta.

Abbiamo colto l’occasione di una splendida Domenica di sole, con cielo limpidissimo, per farci questa bella arrampicata, per dare l’occasione a Marco di inserirla nel suon ricco “curriculum” dal momento che non c’era quel lontano giorno in cui la feci con Valerio e Roberto, e per introdurre Adam nell’affascinante mondo della Grignetta.

Abbiam trovato il consueto affollamento Domenicale, ma scherzando e chiaccherando l’attesa all’attacco (dove sorprendentemente ci siam dovuti coprire data l’esposizione a Nord e l’aria mooolto fresca) è volata. Anche Graziano è stato veloce sui primi tiri della Normale al Cinquantenario, Adam gli ha fatto sicura senza indugi e io e Marco abbiam dato il meglio per tenere il passo: senza intoppi ci siam trovati sul Torrione ad ammirare la Rosalba gremita di gente.

Corda doppia che Adam ha  eseguito alla perfezione (l’aveva appena imparata) e rieccoci alla base del Cinquantenario. Un po’ di attesa anche qua per il traffico, ma poi eccoci ad affrontare il non banale attacco dello spigolo Marimonti. Con la placchetta finale del Torrione appena espugnato rappresenta il tratto degno di nota per la difficoltà tecnica di tutta la via. Per il resto l’arrampicata è sempre abbastanza tranquilla e i due tiri che portano sulla Torre Cecilia sono stati piacevolissimi, su ottima roccia e con una vista mozza fiato amplificata dalla limpidezza della giornata. Dalla Cecilia una seconda doppia più lunga e la discesa, con un dovuto salto alla Rosalba per ammirare anche il versante sul ramo di Lecco.

“Vola solo chi osa farlo” c’è scritto sulla campana (senza battacchio) posta in cima al Cinquantenario. E su questo torrione abbiamo ammirato una cordata che affrontava la bella e difficile via di Gandin, che ne guadagna la cima dal lato sud. Impressionante pensare agli apritori di vie come questa: quella frase è dedicata prima di tutto a loro!

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Mag 24 2011

Pilastro Corsini - Via Pacha Mama.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Bellissima. Davvero una bella via.
Questo progettino, Dario-ne ed io, lo avevamo in testa da questo inverno, ne parlavamo sempre in palestra. Il momento buono arriva Giovedi 19, per impegni vari l’unico modo è prenderci un giorno di ferie.
Ci troviamo a Lainate e partiamo per Pontemaglio arrivando verso le 9,30. imgp4347.JPG
Dopo un caffè ci incamminiamo nel bosco alla ricerca dei bolli rossi che in 15 minuti ci portano all’attacco della via. imgp4348.JPG
Ci leghiamo e Darione parte.
L1 - Il tiro inizia facile ma via via le difficoltà salgono fino ad incontrare un passaggio duro che tirando il rinvio si supera facilmente. 6a 20 metri spittata corta.
L2 - Difficile all’inizio ma i 3 spit vicinissimi agevolano notevolmente la salita. Subito dopo la placca si abbatte notevolmente ma un friend 0,5 mi è molto friend per l’occasione. 5c spit all’inizio, poi tutta da proteggere la fessura ma facile. Farsi una camminatina verso sinistra per raggiungere l’attacco del terzo tiro. imgp4349.JPG
L3 - Uno spit all’inizio poi è necessario integrare con dei friends, successivamente non troppo difficile alzarsi verso sinistra e arrivare in sosta. 5b 20 metri.
L4 - Tiro difficile. Andare a prendere il camino diero a sinistra  imgp4350.JPG  e alzarsi come meglio si può (spit) poi integro con un friend 0,5 una fessura orizzontale e con difficoltà rinvio e mi alzo a prendere un altro spit. Qui inizia una fessura molto lunga tutta da proteggere per niente facile fino in sosta. 5c 30 metri.
L5 L6 - Questi 2 tiri facili ci volevano proprio per respirare, seguire il traliccio dell’alta tensione e gli spit e arrivare in sosta. C’e’ molta vegetazione ma ravanando la sosta di L6 si trova. imgp4351.JPG
L7 - Traversare a sinistra e rinviare su spit  imgp4352.JPG  poi tutta una rampa verticale che io da secondo non ho trovato troppo facile fino in sosta. 5c 20 metri spit.
L8 - Il tiro più difficile ma solo tecnicamente perchè è spittato bene e corto. Prima si va a sx poi si sale dritti lungo un diedro dove si riescono a infilare le dita ma diviene poi sempre più piccola e superficiale fino a costringrmi a mungere per passare. Poi diventa più facile, si segue una fessura (saltare la sosta che serve solo per le calate) tutta da proteggere con frind dell’1 e del 2. Albero e sosta. 6a+ 35 metri. imgp4356.JPG
L9 - Non proprio facilissimo. Si sale dritti fino allo spit poi si incotra un chiodo giallo e con difficoltà spostarsi a sx e su dritti fino in sosta. Alla fine più facile. 5b 25 metri.
L10 - Io l’ho trovato il tiro più duro della via. Parto dritto e arrivo ad un grosso masso incastrato. Molto difficile superarlo, c’e’ un friend incastrato ma ne ho messo un altro dell’1 poco sopra. Alla fine dai e dai riesco a passare praticamente abbracciando tutto il masso.  inizia una magnifica rampa che si sale in dulfer, molto dura, spit poi un friend del 2 più in alto (messo alla buona) e poi su dritti fino ad una scomodissima sosta. 6a 20 metri. imgp4358.JPG

 L11 - Dritti verticali (non facile) imgp4359.JPG  e via via un pò più duramente fino in sosta dove praticamente c’e’ un pianoro e qui facciamo una pausa. 5b 20 metri.
Qui praticamente finiscono le difficoltà psicologiche.  imgp4360.JPG
L12 - Dopo una bella pausa per rifocillarci ci spostiamo di circa 10 metri a dx per continuare la via. Tutto verticale fino in sosta. corto e facile. 4.  imgp4362.JPG
L13 - Bella placca chiodata bene. Io ho fatto fatica per via del caldo e mal di piedi. 5b.  imgp4363.JPG
L14 - Tiro abbastanza easy tranne un passaggio duro che si può tranquillamente azzerare. Quarto grado.
L15 - Tiro di terzo grado. Facile. Faccio sosta su albero per stare in ombra.
Finita. Qui troviamo un grosso tubo nero con dentro un libro (che commentiamo)  imgp4368.JPG  e delle penne. imgp4365.JPG
Ci abbraciamo felici siamo in vetta! imgp4364.JPG
Ci riposiamo un pò ma rimaniamo concentrati perchè la discesa è lunga e diffcile. Ci dirigiamo verso un albero più in alto e cominciamo a scenere seguendo i bolli rossi fino a raggiungere un cavo di metallo che seguiamo. imgp4353.JPG  Dopo 30 minuti di discesa perdiamo di vista i bolli rossi e cominciamo a scendere un pò a casaccio (rischiando scivoloni pesanti dove Dario si buca una mano pr colpa di un riccio di castagno!!!) piano piano arriviamo fino a fuori dal boschetto e alla macchina dopo un’ora di faticaccia.
Una via davvero bellissima che consiglio a tutti. Consiglio di non portarsi troppa roba nello zaino (come noi lo abbiamo soprannominato il “bambino”) per non rendere difficile il fatto di andare da secondi (a volte non vedevo l’ora di andare da primo!!!).
Ci riposiamo in un baretto a Crodo ripensando alla via appena conclusa.
Davvero bella.

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Mag 08 2011

Spigolo Vallepiana (Grignetta, piramide Casati)

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Una super “Classica” della Grignetta… che tra l’altro mi mancava, così ho convinto il mio socio Marco, che l’aveva già fatta qualche annetto fa, a fare questa via.

Eccoci dunque risalire in un’affollata Domenica mattina i pendii della Direttissima che costituiscono la prima parte dell’avvicinamento. Giunti all’altezza del gruppo del Fungo comincia la discesa in cui prendiamo il consueto sentiero Giorgio, che ben conosciamo per averlo percorso verso altre vie fatte in passato, per le quali riconosciamo i vari bivi che portano ai rispettivi attacchi (lo spigolo Boga, la Cassin al Palma…). Finalmente, quando il sentiero riprende decisamente a salire verso il rifugio Rosalba (e insieme alla pendenza cresceva anche la preoccupazione di aver sbagliato), riconosciamo da lontano il sasso con indicata la “R” (di Rosalba presumibilmente) indicato dalla nostra relazione come il punto in cui abbandonare il  sentiero per portarci verso l’attacco della via.

E’una bella Domenica di sole, per cui come noi ci sono altre persone che hanno scelto il noto spigolo: una cordata sta già risalendo il primo tiro e insieme a noi comincia a prepararsene un’altra, piuttosto numerosa. Corriamo a più non posso e ci guadaniamo così la possibilità di attaccare subito.

L1: è una lunghezza dalle difficoltà contenute, ma l’esposizione non manca e la si avverte sin dai primi movimenti. Decisamente verticale il primissimo tratto, poi ci si porta leggermente a sinistra per aggirare un tratto difficile e strapiombante (1 spit), quindi si rientra a destra per guadagnare lo spigolo vero e proprio, che si segue fino al terrazzo della sosta, che non è visibile fin da subito per via di un diedrino di un paio di metri che si deve superare poco prima (III+).

L2: Inizialmente facile, si parte piegando leggermente a destra per poi recuperare fino a riportarsi sulla verticale della sosta di L1. A questo punto riprende la progressione in verticale con l’esposizione che torna a farsi sentire decisamente, e in un paio di passaggi si trovano dei passi di V (per il resto la lunghezza resta sul IV+): passi impegnativi ma ben protetti. In vista del camino Porro si trova la comoda sosta.

L3: Si parte verticalmente per poi piegare subito decisamente a sinistra, in modo da portarsi proprio sulla parete di sinistra del camino Porro. Si percorre così il lungo canale che si trova a questo punto: è un tratto piuttosto lungo, ma dopo il primo tratto l’arrampicata diviene qui piuttosto facile. Nel canale ci si può tenere indifferentemente sul fondo o sulla sinistra, finchè alla fine si incontra un netto salto verticale. A questo punto bisogna arrampicarsi sulla parete di destra dove un ultimo tratto di IV con un resinato ben visibile conduce alla sosta che posta sul terrazzo che si trova sopra l’ultima parete di destra: la catena è attaccata ad un grosso masso appoggiato al terrazzo.

 L4: Si aggira il masso della sosta sulla destra e si riprende a salire, fino a riportarsi in pieno spigolo, dove torna a farsi sentire l’esposizione. Si sale prima in verticale, poi piegando leggermente a destra, attraversando un camino appena accennato. L’ultimo tratto è costituito da un muretto piuttosto duro ed esposto (IV+) che termina con un altro caminetto evidente, in cui si entra, lo si supera, e sul terrazzo posto sopra di esso si trova la sosta. Altro tiro piuttosto lungo (sui 40 m.).

L5: Partenza molto intensa per questa breve lunghezza, ma la difficoltà (sul IV) è tutta in questo primo tratto: si deve superare un tratto verticale ed esposto con una spaccatura e poi piegare leggermente a destra per superare una parete strapiombante. Questi movimenti sono tutt’altro che banali, ma poi sotto il tratto strapiombante dopo aver piegato a destra si trovano delle ottime maniglie e si continua su difficoltà molto contenute per i rimanenti pochi metri che separano dalla sosta.

L6: Dalla sosta di L5 si vede nettamente la cima, e infatti questa lunghezza è facoltativa, volendo la si potrebbe percorrere in conserva, in quanto è praticamente un tratto di cresta. Tuttavia è consigliabile fare quest’ultimo tiro di corda, anche perchè poco sotto la cima c’è un salto non banalissimo.

Giunti in cima si scende dalla parte opposta rispetto allo spigolo: un tratto non banalissimo che si può superare disarrampicando o con una doppia porta nell’intaglio fra la piramide Casati e il torrione Palma. Qui si trova il sentiero che porta alla Rosalba, che si può abbandonare poco prima per scendere verso l’attacco della via (comodo per recuperare il materiale), e da qui ripercorrere la via dell’avvicinamento per tornare ai Resinelli.

Anche se il grado si mantiene sul IV questa è una via di grande soddisfazione proprio perchè l’ambiente severo della Grignetta si fa sentire lungo tutta la progressione. Personalmente l’ho trovata più dura delle vie di pari grado sui Magnaghi. In una giornata meno “trafficata” avrebbe richiesto decisamente meno tempo per percorrerla.

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Mag 01 2011

Placche di pinocchio.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Bellissimo posto nei pressi di bellinzona in Svizzera.

Io, Manuel e Graziano preferiamo andare a soffrire in placche (poveri piedi) mentre Dario e Guido vanno a fare la via Quarzo li vicino alla nostra DX.

Ecco alcune foto del posto:

imgp4327-copy.JPG imgp4330-copy.JPG imgp4331-copy.JPG imgp4332-copy.JPG

Ci ritroviamo alla macchina per le 16, ovvio, birra a fiumi.

Ciao. 

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Apr 03 2011

Alle placche di Oriana.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Dopo una bella organizzazione ci troviamo in 5  imgp4325.JPG   ad andare verso le Placche di Oriana.

Siamo io Valerio Irene Guido e Darione! Dopo un pò di tappe, prendo su tutti e alle 10,30 circa arriviamo sotto le falesie, con una certa soddisfazione notiamo che non c’e’ molta gente e decidiamo di andare nel settore di dx, il più bello sicuramente.

Facciamo le cordate, siamo io e darione da una parte e il capocordata Valerio con Irene e Guido. Decidiamo di andare su Pioggia di lacrime mentre Valerio sceglie Lo spigolo a fianco.

Pioggia di lacrime ha 5 tiri e sono tutti belli tosti ma spittati veramente bene, soste perfette, tutto ok e pronti a godersela. imgp4309.JPG.

L1 e L2 sono di 5c mentre L3 è un bel 6a liscio liscio nei primi 10 metri poi molto più facile nella seconda parte  imgp4313.JPG  , L4 direi 5c   eccolo: imgp4315.JPG  per finire L5 di  5b.

Ecco Valerio e Irene (prima volta per lei in via è stata braverrima) impegnati in un passaggio dello spigolo Hindu Kush imgp4311.JPG imgp4316.JPG

Finiamo quasi contemporaneamente e ci ritroviamo agli attacchi delle vie, decidiamo di spostarci un pò più su a dx.

Valerio sceglio la via Dico Dico con variante di 6a (complimenti!!!) mentre io e Dario decidiamo per la Via degli scialpinisti.

Le vie di dx sono un pò sporche e meno affidabili ma belle ugualmente. imgp4317.JPG

La via degli scialpinisti è di 4 tiri.

L1 e L2 facili di quarto grado e si possono concatenare tranquillamente  imgp4319.JPG   poi c’e’ L3 che è di 5c molto bello il diedrone finale    imgp4320.JPG  ,L4 è un bel 6a pieno se lo si fa in libera, io ho tirato un rinvio su un’uscita che non capivo cmq bellissimo tiro anche questo.

Ecco gli altri impegnatissimi su Dico Dico: imgp4321.JPG.

Al ritorno ci fermiamo per rifocillarci con panini, pizzatte e quant’altro. Sempre belle le placche.

Ciao.

Una breve aggiunta degli “scatti” da Valerio:

img00123-20110402-1232.jpg  img00124-20110402-1233.jpg  img00121-20110402-1229.jpg

img00116-20110402-1111.jpg  img00117-20110402-1130.jpg 

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Mar 25 2011

MMM - Medale_Manuel_Marco (Via Cassin, review)

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Un Venerdì di ferie, strappato con le unghie agli impegni incombenti, alla sfortuna che fino all’ultimo ha reso incerta la cosa…

Mentre le file di auto puntano la città e il lavoro quotidiano, noi fuggiamo dritti verso la nostra passione: è una giornata bellissima, io  e Marco ci troviamo di buon’ora in vista del Medale! 

medale.jpg

L’obiettivo è ripetere la Via Cassin: delle ripetizioni che abbiamo fatto questa è quella a cui ci tenevo di più, perchè due anni fa la salii da secondo e quando guardavo il magnifico corno che sovrasta Lecco provavo sì un senso di soddisfazione, ma incompleto. Anche Marco la pensava come me, e così eccoci lì: al parcheggio di Laorca dove abbiam lasciato la macchina e ci siamo incamminati col materiale, sul sentiero che punta la base della parete e infine a districarci tra le stradine che abbandonano il sentiero principale, ognuna diretta ad una via. La seconda è quella che porta alla Cassin.

I tiri iniziali sono abbordabili, ma fin da subito il Medale si fa riconoscere: le protezioni non mancano nei tratti più duri, abbondano addiruttura in quelli “unti”, mentre in quelli più semplici si riducono all’essenziale, dando alla progressione una connotazione alpinistica che si apprezza per tutta la via. Il primo tiro, relativamente semplice, l’ho dovuto affrontare con la dovuta calma, per abituarmi alla chiodatura “lunga” (due fittoni in tutto) che oltre tutto fa sì che la direzione da seguire non sia sempre facilmete individuabile. Bella la placchetta che introduce nella seconda lunghezza e ostico il diedro che apre il terzo tiro: non banale e unto da far schifo! di grande aiuto la catenella che c’è nel tratto più scivoloso!

Nel quarto tiro la stanchezza della settimana si è fatta sentire e mi ha un po’ scoraggiato perchè non eravamo ancora a metà e le difficoltà erano ancora in gran parte davanti. Il diedro del quinto tiro è una di queste: faccio un po’ fatica a raggiungerlo, ancora a causa di un tratto reso un po’ troppo scivoloso dalle tante ripetizioni di questa mitica via, e devo un po’ capirlo, ma quando lo supero mi sento rigenerato e la stanchezza non si fa sentire più di tanto. Lo stesso vale per quello che fu “il tiro della radice”, dopo il quale Cassin e il “Boga” dovettero bivaccare a causa di un temporale: per poter affrontare il traverso verso destra si deve superare un muretto difficile ed un tratto piuttosto esposto, si deve faticare un po’ma poi la soddisfazione non manca! A questo punto seguono due tiri in cui si può tirare un po’ il fiato, e sono provvidenziali per prepararsi all’ultima fatica: il tiro del traverso untissimo! Anche qui mi meraviglio: la roccia in ceri tratti è addirittura lucida, le prese buone non sono affidabili come sembrerebbero… Indubbiamente è una via frequentatissima! Ogni tanto dò un’occhiata alla Madonnina che c’è nella piccola sosta prima del nono tiro e con un po’ di concentrazione completo il traverso. Peccato che giunto qui vedo un chiodo, rinvio e… non vedo più nulla! Proseguo verso sinistra e supero lo spigolo seguendo quella che mi sembra la logica continuazione del tiro. Invece mi sbaglio e me ne accorgo solo dopo aver superato delle roccette molto mobili: per non farle cadere le passo velocemente col risultato di accorgermi di essere fuori via pericolosamente lontano dal chiodo! E’ un brutto momento: avanzo cercando di mantenere la calma, ma è una lotta dura e sento la paura che minaccia di farmi fare passi avventati; non rifletto bene, metto male i piedi e non mi aggrappo sempre nel modo migliore. Mi impongo di fermarmi: in fondo non posso essere fuori di molto! Guardo bene e decido di arrivare a un grosso spuntone di roccia: lì se non altro posso infilare un cordino e calarmi fino al chiodo! Già questa risoluzione è sufficiente per farmi avanzare tranquillo: quando arrivo allo spuntone sento che è ben solido come speravo. Per prima cosa mi ci aggrappo bene e mi sporgo un po’ per poter vedere oltre lo spigolo che avevo superato per sbaglio alcuni metri più in basso, e con grande gioia vedo una placca molto più abbordabile, sovrastata da un luccicante, solido spit. A questo punto l’unica difficoltà fino alla sosta è l’attrito! Quando recupero Marco mi scuso per averlo fatto aspettare un bel po’ e lui mi conferma cha al chiodo alla fine del traverso sarei dovuto andare a destra! poco dopo avrei comodamente raggiunto la sosta che così non ho visto, e ho concatenato 2 tiri! Peccato per questa svista: ormai mancava poco… E infatti Marco supera un altro tiro e mi dice di vedere la vetta, che raggiungo superando l’ultimo tratto più erboso che non roccioso.

Ecco le foto di vetta! Grazie a Marco x la compagnia e a Valerio per le mezze corde!

manuvetta.jpg marcvetta1.jpg marcvetta2.jpg

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Mar 21 2011

Falesia del Laghetto

Pubblicato da Valerio in Arrampicata

Una bella mattinata all’insegna di un’arrampicata piacevole e rilassante. Siamo io, Marco e Manuel presso la Falesia del Laghetto.

Proprio quello che ci voleva per riprendere, dopo tre mesi, ad arrampicare con piacere ed entusiasmo !

:-)

Le foto della mattina plasir:

img00094-20110320-1101.jpg  img00095-20110320-1126.jpg  img00096-20110320-1148.jpg  img00097-20110320-1308.jpg

 img00098-20110320-1317.jpg  img00099-20110320-1319.jpg  img00100-20110320-1320.jpg  img00108-20110320-1352.jpg

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Mar 06 2011

Via Topo Bianco - Corma di Machaby

Pubblicato da Manuel in Arrampicata

Per me è la prima volta al “paretone” di Machaby. I miei compagni, Marco e Graziano, lo conoscono bene. La via che abbiamo scelto di fare è la “Topo Bianco”: è da un po’ che la sento nominare dai miei amici, e finalmanete le condizioni del weekend in arrivo sono ideali per tentarla. Ci mettiamo d’accordo per fare due cordate e optiamo per andarci Domenica, contando sul fatto che una giornata in più di sole possa asciugare meglio la roccia dopo le piogge del Giovedì. Al ritrovo fissato a Lainate delle 8:15 però, siamo solo  noi tre, e partiamo alla volta della Val d’Aosta.

Giunti ad Arnad scopriamo che al paretone non c’è nessuno: strano, in genere è frequentatissimo… La nostra via si inerpica sulla parte destra della parete, e devo dire che è proprio mastodontica vista da sotto: imponente e solida si staglia nel cielo superba, oltre 200 metri di placche in gneiss che inducono timore e rispetto, lanciando la consueta sfida.

Percorso il comodo sentiero di avvicinamento ci accorgiamo che il primo tiro è un po’ bagnato, e restiamo per un po’ ad indugiare sul da farsi, col timore che anche il resto della via possa non essere ancora del tutto asciutto… dei tre sono quello più titubante dato che non conosco il posto ed è un po’ che non arrampico, ma so che è la mia solita sfiducia a rendermi così, così mi lascio contagiare dal loro entusiasmo e alla prima sosta la visuale è migliore e rivela una parete pressochè asciutta, che premia la nostra caparbietà…

L1 - Il tiro a vista si rivela duretto, ma quando lo si affronta si sente subito che la roccia è ottima e dà molta sicurezza, che permette di superare i primi passi più complicati. In seguito le difficoltà calano, e sulla destra si trova comodamente la sosta. Il tiro è dato di 5c e direi che ci sta tutto, specialmante con la roccia parzialmente bagnata come l’abbiamo trovata noi.

L2 - Si sale in verticale per una trentina di metri: la progressione segue due comode fessure dscn2970_rid.jpg che offrono molte possibilità di appiglio, cosicchè le difficoltà calano ulteriormente: 5b dscn2971rid.jpg. Il tiro è comunque molto bello!

L3 - E’ dato come il tiro chiave della via, e infatti dopo aver piegato a destra riprende a salire verticalmente su placca ripida e piuttosto liscia: qui il 6a dichiarato ci può stare, ma la roccia buona e il tiro ben protetto aiutano molto dscn2972rid.jpg

L4 - Al contrario del precedente, questo tiro l’abbiamo invece trovato più complicato di quanto viene dichiarato dalle varie relazioni: è dato di 5c, ma a nostro avviso è comparabile a L3, se non più difficile! Placca tecnica e muretto finale, da vincere stando sulla destra

L5 - E’ il tiro che porta alla cengia erbosa che si trova a metà parete e dunque ai tiri di raccordo più semplici. Meno complicato dei precedenti (5a), ma occhio al tratto iniziale, che col traverso delicato sulla destra è di tutto rispetto: evitare di affrontarlo troppo “baldanzosi”, con l’idea di essersi lasciati del tutto le difficoltà alle spalle; personalmente l’ho un po’ sottovalutato e mi è scivolato un piede, una cosa da nulla ma… attenzione!

L6 - Lunghezza di raccordo. Si possono vedere le targhette metalliche che indicano il proseguimento di altre vie (”Par Condicio”, “Patata bollente”, “Bucce d’Arancia”…). Ovviamente c’è anche la targhetta della “Topo Bianco”, che dalla quinta sosta si raggiunge piegando a destra e rimontando una placchetta. Noi invece ci siam portati per sbaglio verso sinistra, finendo su una grossa cengia. A questo punto abbiam salito una placchetta rientrando a destra e raggiungendo la targhetta giusta. I tiri di raccordo sono comunque piuttosto semplici (3b); occhio semmai alle indicazioni ed alla relazione!

L7 - Altro tiro su placca, molto bello (5b): ecco Graziano in azione dscn2974rid.jpg  e Marco che fa sicura  dscn2975rid.jpg dscn2976rid.jpg. Obliqua leggermente a destra all’inizio, per poi salire di nuovo in verticale.

L8 - Vale anche qui il discorso di L5: vietato sottovalutare quest’ultima lunghezza piuttosto ostica! Le difficoltà tornano quelle dei primi tiri (5c), ma bisogna rimontare un dislivello non banale e superare un tettino raggirandolo sulla destra, con spit poco visibili e passi delicati. Poi si riprende a salire su placca tecnica con ottime concrezioni e si incontrano dei risalti che impediscono di vedere la sosta, il che può trarre in inganno facendo temere di aver sbagliato. Proseguendo, comunque (anche qui gli spit non sono sempre ben visibili), la si trova comodamente e a questo punto le difficoltà sono veramnete alle spalle.

L9 - Una trentina di metri via via sempre più semplici (4a), fino alla sosta.

L10 - Le difficoltà e la pendenza calano ulteriormente, fino alla sommità della Corma, 3b

Nel complesso una via di tutto rispetto; forse un po’ sopravvalutata nelle indicazioni (la targhetta alla base della parete riporta 6b, ma direi che è un po’ troppo, come confermano altre fonti), ma veramente bella e molto verticale dscn2973rid.jpg.

Stupendo il panorama! dscn2979rid.jpg  dscn2983rid.jpg

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Mar 02 2011

Corna di Medale - Via Anniversario.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Sicuramente la via più dura che abbiamo fatto fino ad ora. Il medale non offre vie sportive tipo falesia anche se i resinati ci sono (distanti) e tutte le soste sono attezzate con catena.
Sono insieme a Graziano ed Andrea (21 anni e già ha fatto l’anniversario, complimenti!), tutto organizzato un pò all’improvviso il venerdi sera al telefono, il tutto mi trasmette una strana tensione e preoccupazione, so già che sarà dura ma sono contento di fare la mia seconda via in Medale.
Ci troviamo alle 8 alla nostra edicola e partiamo decisi verso l’attacco della via (il nome della via è anche scritto in blu sulla roccia).
Dico subito che ci impiegheremo un botto, circa 7 ore, però ce l’abbiamo fatta. La via è molto lunga (350 metri). In via c’erano 4 cordate.
L1 - Il primo tiro è subito duro, si sale per 20 metri circa facile ma poi una parete liscia si presenta ardua e dopo altri 10 metri arriviamo in sosta. VI grado sicuro se si seguono gli spit. imgp4271.JPG
L2 - Seguire i resinati, il tiro è più facile del precedente ma di poco, 30 metri V+. imgp4273.JPG
L3 - Il tiro parte delicato e via via verticale ma poi arriva un traverso a sx molto difficile  imgp4275.JPG  con 2 chiodi vecchi ad assicurarci (mungitura!!!) VI+ 40 metri. imgp4274.JPG
L4 - Più o meno simile al precedente ma il traverso che incontriamo qui è un pò più semplice. 30 metri VI.
L5 - Salire seguendo i resinati di sinistra che aggirano un tetto poi ia via dritti in sosta.  imgp4275.JPG   Tiro più corto di 25 metri circa ma da non sottovalutare V+.
L6 - Tiro impegnativo di 30 metri di VI grado. Salire dritti fino a sotto la sosta dove c’e’ un passo molto delicato, scopriamo che hanno spaccato a martellate un resinato cosi Andrea è costretto a traversare a dx poi dritto e ricongiungersi con difficoltà alla sosta a sx. imgp4278.JPG
L7 - Il tiro più difficile della via. Dò il cambio ad Andrea e dopo un’opera di autoconvinzione parto. imgp4280.JPG   All’inizio il tiro è facile e va su dritto seguendo i chiodi fino ad un tetto che si aggiare a sinistra, appena mi sposto vedo cosa mi aspetta: un muro diedro liscio (e unto) che mi spaventa non poco. Parto fino a raggiungere un resinato e rinvio, poi c’e’ un chiodo e rinvio qui iniziano i problemi il resinato è lontano allora decido di mettere un friend che entra per 3/4 rinvio, mungo, prego che tenga e chiudendo gli occhi arrivo al successivo resinato (sospiro di sollievo!!!) ancora difficile traversare a sx poi risalire alla sosta. 35 metri VII-. imgp4281.JPG
L8 - Tiro duro anche questo di 30 metri VI+. Si parte dritti puntando il grosso tetto,  imgp4282.JPG  fino a qui facile, poi si rinvia su un resinato in forte strapiombo ma ammanigliato. si sale ancora superando un primo tetto (ci sono 2 cordoni che aiutano molto) poi ancora un piccolo tetto da superare e ancora difficile fino alla sosta.  imgp4283.JPG
L9 - L10 - Li metto assieme perchè non ho visto la sosta di L9 e infatti il tiro è lunghissimo. 50 metri di V+ con un attrito pazzesco. Con molta difficoltà e gli avambracci distrutti recupero gli altri 2 e chiedo a Graziano di darmi il cambio. imgp4284.JPG imgp4285.JPG
L11 - Facile tiro di IV grado, si punta a dx verso il resinato e l’albero che si vede. imgp4286.JPG
L12 - Decidiamo di trascurare la via originale dritto perchè la roccia sembra molto instabile e ci spostiamo a dx per l’ultimo tiro della Saronno ‘87, 20 metri di V+ tutte le fatiche sono concentrate nei primi 10 metri  imgp4287.JPG  poi molto più facile poi si sosta su grosso albero.
Sono le 17 è finita imgp4291.JPG   io sono a pezzi  imgp4290.JPG   e ringrazio Graziano (5° volta per lui su questa via) e Andrea  imgp4289.JPG  , poi raggiungiamo a sx la fine della via Cassin dove comincia il sentiero che riporta giù in paese dove ci facciamo la solita birra, panino e quant’altro.
é martedi e sono ancora stanco, ma felice. Ciao.

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Gen 25 2011

Falesia di Bettola - Via sorpresa.

Pubblicato da Marco in Arrampicata

Sabato scorso con Dario e Guido siamo andati alla falesia di Bettola. Un posto a me nuovo. Ci ritroviamo a Lainate per le 9 e partiamo alla volta di Bettola, un piccolo paese nella zona del Toce.

Per tutta la giornata arrampicheremo con sotto di noi proprio il Toce che scorre infinito lungo la vallata verso il Mottarone. imgp4268.JPG

Bellissima giornata neanche troppo fredda, anzi si stava proprio bene.

Parcheggiamo l’audi proprio appena oltrepassato il cartello che indica l’arrivo in paese e raggiungiamo il ponte dove passa la ferrovia per incanalarci verso un terreno privato che porta al sentiero Cadorna, il tutto indicato da un cartello. Per raggiungere le vie ci vogliono circa 30 minuti, la falesia parte in prossimità di un omino di pietre e un cordone penzolante attaccato ad uno spit. Ci sono diverse vie noi scegliamo la via sorpresa.

Il sentiero è stato costruito (e ancora regge) durante la prima guerra mondiale, domando a cosa serviva in quanto gli austriaci passarono solo dalle parti del Piave e alto adige ma Marco mi racconta che Cadorna posizionò le truppe lungo tutto il confine di Stato preoccupato che gli austriaci potessero passare dalla Svizzera, ci sono sentieri simile a questo anche verso Como e Varese.

Con questo tarlo in testa inizio ad arrampicare. imgp4261.JPG

L1- Il primo tiro è di 5c e parte subito verticale, c’e’ un diedro che con un paio di passi non banali si supera sfruttando una lama al centro un pò nascosta. imgp4264.JPG

L2- a sinistra partono altre vie, noi proseguiamo dritti. Questo tiro è di 5c non banale e lungo 40 metri circa, è una placca che sale dritta ma il tutto è spittato bene. imgp4265.JPG

L3- Tiro più difficile di 6a. Le difficoltà sono all’inizio nei primi 10 metri, è necessario seguire una fessura verticale un pò faticosa. imgp4266.JPG

L4- Questo tiro è dato 6a+, tutte le difficoltà stanno in un passaggio per niente facile ma ben protetto. è un passo da fare un pò in dulfer con molta forza poi salire su dritti (spit lungo) e ancora non facile sotto alla sosta (attenzione a sassi poco stabili e belli grossi noi abbiamo fatto un pò di pulizia). imgp4270.JPG

Davvero un posto gradevole e tranquillo (non c’era in giro nessuno) un pò sporca la via ma davvero un bel lavoro fatto dagli apritori.

Con 2 doppie (da 70 metri) scendiamo giù, birra e a casa molto contenti. imgp4269.JPG

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